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IL DRAMMA

Ragazza diabetica morta a Firenze:
è indagata la 'pseudo omeopata'

La donna, che avrebbe consigliato una cura a base di vitamine alla 16enne, è stata iscritta nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio volontario e esercizio abusivo della professione medica. Lei: ''Spero che nei prossimi mesi possiate aiutarmi a fare giustizia e chiarezza" Commenta

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Firenze: Meyer, reparto di Rianimazione Milano, 14 maggio 2008 - Un avviso di garanzia è stato notificato questo pomeriggio alla donna che avrebbe consigliato una cura di vitamine alla ragazza di 16 anni malata di diabete, morta ieri a Firenze perché aveva sospeso le cure a base di insulina. La donna, Marjorie Randolph, che abita a Milano, è stata iscritta nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio volontario e esercizio abusivo della professione medica.


Venerdì prossimo sarà eseguita l'autopsia sulla salma della sedicenne, esame disposto dal pm di Firenze Alessandro Crini. L'avviso di garanzia è legato proprio a questo. Il provvedimento è stato notificato alla donna nella sua abitazione. Da quanto si apprende, nella casa è in corso anche una perquisizione da parte della polizia.



''Spero che nei prossimi mesi e anni possiate aiutarmi a fare giustizia e chiarezza su questa vicenda''. Con queste parole la Randolph ha risposto ai giornalisti dietro la porta chiusa della sua abitazione. Fuori dalla porta di casa nessuna targa medica o titolo accademico accanto al nome. Inoltre, ci sono due foto sbiadite attaccate con l'adesivo: una piramide inca e una casa greca, oltre a un piccolo simbolo dorato che somiglia al numero 30.

 

I vicini descrivono la donna come una signora di circa 70 anni, americana, molto gentile e riservata. ''La vedo molto poco, ma ogni volta che la vedo mi bacia - dice una sua vicina - ha tutte le gambe rovinate, e si cura coprendole con il cellophane. Anche il dottore le ha detto di togliere quelle fasciature, ma lei si è sempre rifiutata. Una volta - ha aggiunto - è venuta qui anche una ambulanza, ma lei non ha voluto seguire i medici del Pronto Soccorso e si è messa a piangere''.

 

E' BOLOGNESE IL CONTATTO CON LA CURATRICE

E' stato un medico di Bologna, Angelo Antonio Fierro, noto specialista in scienza dell'alimentazione, a mettere in contatto la famiglia della ragazza. E' stato lo stesso professionista a confermarlo. Il medico ha però precisato di aver confermato la terapia a base di insulina.

 

''Ho visitato la ragazza a dicembre, era con i genitori - ha raccontato - e le ho confermato la terapia insulinica. So che non ci sono possibilità di ridurre questa terapia ma dai genitori mi fu chiesto se ero a conoscenza di qualche soluzione o terapia per ridurre la cura a base di insulina'' ad esempio facendo ricorso alla biochimica, nella speranza, secondo lo specialista, di alleviare le sofferenze della figlia. A quel punto, ha aggiunto, ''mi procurai il numero della Randolph tramite un collega di Milano e lo diedi ai genitori''. Il medico ha inoltre spiegato di non aver più visto la ragazza dalla visita di dicembre.

 

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