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TRAFFICO DI DROGA

Telefonate fra interisti e un boss
Il club: "Nessun rapporto con noi"
Trento: intercettati Mancini e altri

Indagine della DDA sul traffico di droga: spuntano delle intercettazioni telefoniche fra Roberto Mancini, Javier Zanetti e Domenico Brescia, il sarto della squadra con un lungo curriculum criminale. L'Inter nega

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Roberto Mancini Milano, 15 maggio 2008 - "Non sapevamo nulla di tutta questa vicenda, non conosciamo i fatti riportati dai giornali e non abbiamo alcun commento da fare". Così l'amministratore delegato interista Ernesto Paolillo sul caso delle intercettazioni del club nerazzurro. "Posso solo precisare - ha aggiunto Paolillo - che Domenico Brescia non ha avuto mai alcun rapporto di lavoro con l'Inter e quindi non è mai stato un dipendente nerazzurro. Aveva forse contatti con i giocatori ma non ha mai avuto nulla a che fare con la società, che non gli ha mai affidato alcun lavoro".

 

Sulla vicenda è intervenuto anche Fausto Sala, responsabile del Centro Coordinamento nerazzurro: "Con Domenico Brescia avevamo rapporti di natura solo commerciale - ha detto - era il sarto delle emergenze, visto che il suo negozio di Rovello Porro è molto vicino alla Pinetina. Ci rivolgevamo a lui per qualsiasi problema riguardante le divise dei giocatori. Lo chiamavo solo per questo mentre non ha mai avuto nulla a che fare con l'attività del Centro coordinamento".

 

A far chiarezza e luce sulla vicenda anche l'avvocato del Brescia Marisa Gussardo: "Il mio assistito è amico da trent'anni di giocatori dell'Inter.Frequenta abitualmente, se non quotidianamente, la Pinetina, veste diversi giocatori e l'allenatore Roberto Mancini ma non ha mai avuto rapporti illeciti con alcuno di essi". Insomma, aspettando gli sviluppi, sembra che la vicenda sia una piccola grande bolla di sapone pronta a scoppiare da un momento all'altro. Di sicuro c'è solo la tensione che i giocatori coinvolti e Mancini avranno aggiunto a quella già presente per una stagione che domenica si concluderà a prescindere dalla telefonate effettuate a un amico sarto.

 

IL TAPIRO

'Striscia la notizia' colpisce ancora l'Inter. L'inviato del programma satirico, Valerio Staffelli, ha colto al volo l'occasione del mini-scandalo intercettazioni per consegnare un altro 'Tapiro d'oro' al presidente dell'Inter, Massimo Moratti. Il numero uno nerazzurro aveva gia' ricevuto a denti stretti il 'premio' subito dopo il derby perso con il Milan due settimane e questa volta ha fatto attendere un po' l'inviato giunto agli uffici della Saras. "Ma non mi hai visto passare prima?- si e' giustificato Moratti- Forse perche' non avevo indossato la maglia di Recoba...". Piu' seria, invece, la risposta sulle intercettazioni: "Di per se mi e' sembrata una faccenda molto importante- ha commentato- che e' stata poi giustamente strumentalizza. Ma sono cose che non mi preoccupano. Io difendo i miei giocatori". A quattro giorni dalla sfida scudetto con il Parma, anche il 'Tapiro' questa volta puo' diventare utile visto che "anche Montezemolo lo ha ricevuto e la Ferrari ha iniziato a vincere".

 

LE DICHIARAZIONI

"Mi dispiace che per i miei precedenti penali che risalgono a fatti dell'89 e del 92 e che non riguardano condanne nè per associazione mafiosa nè per droga siano stati coinvolti calciatori professionisti seri con i quali ho sempre avuto solo rapporti di lavoro e di amicizia da più di 30 anni. Mi spiace che questa vicenda venga strumentalizzata in un momento così delicato per loro". E' la dichiarazione diffusa dall'avvocato difensore di Domenico Brescia, l'uomo intercettato al telefono mentre parlava con alcuni giocatori dell'Inter e con l'allenatore Roberto Mancini. Brescia in passato era stato condannato per omicidio colposo, ricettazione rapine. Attualmente è in semilibertà. Infatti dopo la riunione con il suo legale Marisa Guassardo è ritornato in cella.

 

LA VICENDA

 

Ci sarebbero anche dei nomi di calciatori (per altro non indagati) in un'inchiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) su un traffico di droga che ha preso spunto dall'arresto, nei mesi scorsi, di un agente di Polizia Penitenziaria che recapitava stupefacenti in carcere. Un indagato, parlando al telefono con altri, avrebbe fatto il nome di alcuni calciatori come possibili acquirenti della droga.

 

L'inchiesta e' condotta dal pm della DDA Marcello Musso che, per le indagini, ha delegato i carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) di Milano. L'indagine - a quanto si e' saputo - riguarda unicamente lo spaccio di stupefacenti e non, invece, come sostenevano voci nel corso della giornata, scommesse clandestine riguardanti il campionato di calcio.

 

FUGA DI NOTIZIE

 

''Valutero' se aprire un fascicolo per fuga di notizie''. Cosi' il pm di Milano Marcello Musso commenta la notizia di intercettazioni, in un'indagine del Ros dei Carabinieri da lui stesso coordinata, nell'ambito delle quali emergono contatti di diversi giocatori ed esponenti dell'Inter con un indagato per droga, il sarto di Rovello Porro (Como), Domenica Brescia.

 

Dalle conversazioni intercettate emergono i nomi dell'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini, del suo vice Sinisa Mihajlovic, di Marco Materazzi ma anche di un dipendente nerazzurro, Rocco Di Stasi, dell'ex calciatore Alessandro Altobelli, del direttore del centro coordinamento dei tifosi dell'Inter, Fausto Sala, e dell'allenatore in seconda e assistente tecnico, Fausto Salsano.

 

Tra le altre conversazioni, come scrivono alcuni quotidiani, ci sarebbero chiamate tra Mancini e Brescia in cui si parla di un socio del sarto, Daniele Bizzozzero, latitante a Montecarlo e poi arrestato a Parigi: ''Glielo avevo detto di stare li' ad aspettare l'indulto...'', questa la frase attribuita all'allenatore dell'Inter nella conversazione con Brescia. Si tratta di conversazioni contenute in un'informativa del Ros, trasmessa nei giorni scorsi al pm della Dda Marcello Musso, e non ancora depositata alle parti.

 

DOMENICO BRESCIA

 

"Parlo tutti i giorni con i giocatori dell'Inter, ma non ho mai avuto rapporti di carattere illecito con loro". È quanto afferma Domenico Brescia, il sarto di molti giocatori nerazzurri, intercettato, nell'ambito di un'indagine per traffico di droga, al telefono con, tra gli altri, l'allenatore Roberto Mancini e il capitano del club Javier Zanetti. Le parole di Brescia vengono riferite dal suo avvocato Marisa Guassardo, la quale aggiunge di non essere a conoscenza di nessuna indagine attuale che riguardi il suo assistito.

 

Brescia ha un lungo curriculum criminale: "Ora - spiega il suo legale - sta scontando in semilibertà una condanna a 4 anni per concorso colposo in un omicidio avvenuto nel 1989; ogni sera, torna in carcere a Como. Gli manca solo un mese da scontare". In passato, inoltre, il sarto era stato condannato per ricettazione e per rapina.

 

Quanto ai suoi rapporti con l'Inter, l'avvocato Guassardo sottolinea che "da trent'anni Brescia è un frequentatore di giocatori nerazzurri e amico di taluni, tanto che quotidianamente si reca alla Pinetina. È un tifoso della squadra ed è, nella sua veste di negoziante di abbigliamento, rifornitore personale di alcuni di loro, tra i quali Mancini".

 

ALTOBELLI

 

"Conosco questo ragazzo dal 1977, da quando sono arrivato all'Inter. Lo conosce la mia famiglia. Lo conosciamo tutti. Ho avuto dei rapporti con lui, però ognuno nella vita fa le sue scelte". Lo ha dichiarato l'ex attaccante dell'Inter Alessandro Altobelli, raggiunto telefonicamente da Radio R101, in merito ai rapporti con Domenico Brescia, il sarto di Rovello Porro (Como) che sarebbe coinvolto in un'indagine per traffico di droga. Da alcune intercettazioni telefoniche sarebbero emersi i nomi dell'allenatore nerazzurro Roberto Mancini, del vice Sinisa Mihajilovic, di alcuni giocatori nerazzurri e, appunto, di Alessandro Altobelli. "Per me Domenico Brescia è una bravissima persona - ha aggiunto Altobelli - ha un negozio di abbigliamento e vado da lui a prendere scarpe e vestiti. Questo è un fulmine a ciel sereno. Non posso negare di conoscere questa persona, ma mi sembra una vecchia questione, sulla quale nessuno mi ha mai chiamato nè interpellato".

 










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