Non c'è niente da fare: che siano di destra, sinistra o centro, quando c'è di mezzo il Tibet gli uomini del Palazzo se la fanno immancabilmente sotto... Commenta
C'è un nuovo ingresso nel battaglione Conigli Cinesi della politica italiana. La recluta si chiama Franco Frattini, è il nostro ministro degli esteri fresco di nomina. In un'intervista al Financial Times, egli ha affermato che"non intende provocare inutilmente gli amici cinesi" incontrando il Dalai Lama, il leader spirituale tibetano.
Subito dopo, Frattini ha precisato che il governo italiano sostiene comunque la richiesta di autonomia avanzata dal Dalai Lama per il Tibet e si oppone alla sospensione dell'embargo sulle armi imposto alla Cina, come chiesto invece da alcuni Paesi europei.
Un colpo al cerchio e uno alla botte, nella migliore tradizione di un Paese che comincia le guerre con un alleato e le finisce con il nemico. Non c'è niente da fare: che siano di destra, sinistra o centro, quando c'è di mezzo il Tibet gli uomini del Palazzo se la fanno immancabilmente sotto. Era stato così con l'ultimo governo Prodi (ricordate la visita in Italia del Premio Nobel per la Pace nel dicembre scorso, quando soltanto un sottosegretario si degnò di riceverlo?) è di nuovo così con il Berlusconi IV.
Eppure Silvio non perde l'occasione per inneggiare alla libertà dei popoli, alla democrazia, contro il comunismo oppressore delle coscienze, bla bla bla. Dopodichè, al debutto sulla scena internazionale, il suo ministro degli esteri si inginocchia di fronte al regime di Pechino, campione di democrazia e di rispetto dei diritti umani, e per non urtare la suscettibilità dei cinesi, manco si sogna di incontrare il Dalai Lama.
Frattini è in Perù per un summit intercontinentale. Sulla strada del ritorno, potrebbe cambiare destinazione e dirottare su Pechino. Già che c'è, chieda di fare il tedoforo ad honorem sulla Piazza Tien An Men. In fondo, all'8 agosto, quando scatteranno i Giochi, mancano 85 giorni. Così, alla buon'ora, i cinesi possono farci un grande favore: togliendocelo dai piedi.
di Xavier Jacobelli
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