Lo sprinter sudafricano vince l'appello al Tas con verdetto unanime. Ora dovrà centrare il tempo minimo per qualificarsi per i 400 metri. La Iaaf: "Sarà il benevenuto". Commenta
Losanna, 16 maggio 2008 - Oscar Pistorius ha vinto l'appello presentato al Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna e nel caso in cui dovesse ottenere il tempo minimo richiesto dal Comitato Olimpico Internazionale potrà correre alle Olimpiadi di Pechino. ''Ora posso rincorrere il mio sogno di partecipare alle Olimpiadi. E se non saranno quelle di Pechino saranno quelle di Londra 2012''. E' stato questo il primo commento di Oscar Pistorius, in una conferenza stampa a Milano, dopo la decisione del Tas di riammetterlo alle gare fra gli atleti normodotati.
"Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale". ha detto Oscar Pistorius. "In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilita' di competere con i normodotati - ha spiegato il sudafricano - ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi alle Olimpiadi".
Il Tas ha stabilito oggi che lo sprinter sudafricano, amputato ad entrambe le gambe all'altezza delle ginocchia, può sfidare gli atleti normodotati con l'ausilio delle protesi in fibra di carbonio precedentemente bocciate dalla federatletica internazionale (Iaaf).
Il Tas, che si è espresso in favore di Pistorius con verdetto unanime, ha ribaltato il giudizio della Iaaf precisando che il verdetto odierno ha effetto immediato. Pistorius, 21 anni, dovrà ottenere il tempo minimo per partecipare alla gara dei 400 metri delle Olimpiadi di Pechino.
Per la sua partecipazione alla staffetta con la nazionale sudafricana, invece, non ci sarà bisogno di una qualificazione ma di una semplice nomina nella squadra di relay.
LA SENTENZA
Questi i principali passaggi della sentenza del Tas su Pistorius: "La decisione del Consiglio della Iaaf del 14 gennaio 2008 e' revocata con effetto immediato e Oscar Pistorius e' eleggibile per gli eventi della Iaaf. Puo' usare le protesi Ossur Cheetah Flex-Foot, le stesse usate nei test richiesti dalla Iaaf ed esibite nell'udienza presso il Tas. La commissione del Tas ha stabilito che la Iaaf non e' riuscita a provare l'infrazione da parte di Pistorius della regola 114.2 (e). Sulla base degli elementi portati da esperti di entrambe le parti, la commissione non si e' convinta che ci fossero sufficienti prove di qualsiasi vantaggio metabolico di una persona con due amputazioni che usa le Cheetah Flex-Foot. Inoltre, la commissione del Tas ha considerato che la Iaaf non e' riuscita a provare che gli effetti biomeccanici derivanti dall'uso di particolari protesi diano a Pistorius un vantaggio sugli atleti che non le usano. La commissione del Tas ha sottolineato che l'applicazione della sua decisione riguarda solo Oscar Pistorius e solo l'uso di quel tipo di protesi. La commissione non esclude la possibilita' che in futuro, con le nuove conoscenze scientifiche, la Iaaf possa riuscire a dimostrare che le protesi Cheetah Flex-Foot diano un vantaggio a Pistorius sugli altri atleti".
LA IAAF
"La Iaaf accetta la decisione del Tas e Oscar sara' il benvenuto dovunque decidera' di partecipare. E' un uomo che da' grande ispirazione e continueremo a guardare con ammirazione ai traguardi che raggiungera'". Questo il commento di Lamine Diack, presidente della Federazione internazionale di atletica leggera, sulla sentenza del Tas sul caso Pistorius.