"Non ci sono norme restrittive che possono scoraggiare l' immigrazione clandestina - spiega Oliviero Forti - per questo una regolarizzazione è inevitabile" Commenta
ROMA, 20 maggio 2008 - La Caritas è contraria all'introduzione de reato di immigrazione clandestina. "Non solo mancano elementi giuridici a sostegno di questa proposta, ma soprattutto non si raggiungerebbe l'obiettivo che ci si propone. Non ci sono norme restrittive che possono scoraggiare l' immigrazione clandestina". È quanto afferma Olivero Forti, responsabile immigrazione dell'organizzazione, in un'intervista pubblicata oggi da Stranieriinitalia.it, il portale dell'immigrazione.
"Se è vero che in Italia ci sono ormai quasi un milione di irregolari, - aggiunge Forti - una regolarizzazione è inevitabile. È uno strumento emergenziale, ma è l'unico che rimane quando non si hanno politiche in grado di decomprimere la forte base di irregolarità. Solo così potremo dare un futuro a queste persone".
L'esponente della Caritas sottolinea poi la «dissociazione» che vivono molti italiani. "Spesso le stesse persone che puntano il dito contro i clandestini e li identificano con criminalità e quindi pericolo, poi hanno in casa una colf o una badante senza permesso di soggiorno e non la vedono certo come una minaccia. Bisogna intervenire su questa percezione, informare correttamente su cos'è l'immigrazione ed essere molto più responsabili quando si parla di sicurezza" conclude Forti.
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