Terminato il consiglio dei ministri straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza spazzatura, individuate otto discariche. La città blindata per 10 cortei di protesta. Commenta
Napoli, 21 maggio 2008 - Non è stato soltanto un Consiglio dei ministri animato da un clima "napoletano" come dice il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi. Anzi, per racontarla con una metafora che si concede un altro collega di governo "è stata partita vera" con confronti 'decisi' e anche aspri. Ha fruttato la dura posizione della Lega sulle questioni del contrasto all'immigrazione clandestina e ha pagato anche l'intransigenza di Alleanza nazionale sulla detassazione degli straordinari e del controllo delle discariche. E come ai 'vecchi tempi' c'è stato anche l'intervento e la mediazione di Gianni Letta il cui "prezioso ruolo" è stato esaltato da più di un ministro.
Il primo Cdm è stato il frutto di un lungo e faticoso lavorìo da parte dei tecnici e dei capi di Gabinetto che, nei giorni passati, come Penelope, hanno tessuto e disfatto una 'tela' troppo importante (i primi provvedimenti del primo Cdm del Berlusconi quater) per ammettere errori. "E' bello avervi qui - ha detto Berlusconi in apertura di seduta - e se non costasse troppo per le casse dello Stato sarebbe altrettanto bello fare dei Cdm itineranti perché sono tante le zone d'Italia che hanno bisogno di interventi".
Quindi, mentre Napoli veniva battuta da una pioggia scrosciante e nove cortei di protesta si impossesavano della città, nella sala della Palazzo del Governo, si aprivano i lavori del primo Cdm del 'Berlusconi quarto'.
La prima questione affrontata, e non poteva essere diversamente, è stata proprio quella dei rifiuti. Berlusconi e i suoi ministri hanno deciso di usare il pugno duro scegliendo di 'blindare' le discariche, equiparandole a zone invalicabili. Chi ne impedirà l'apertura o provocherà incidenti rischierà la galera e dure pene detentive. E qui è nata la prima "diatriba" tra i partiti del Pdl.
Alla sua prima uscita, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha parlato chiaro: "Se volete i militari davanti alle discariche ci saranno una montagna di indennità da pagare. Se volete soltanto soldati c'è bisogno di uno sforzo economico. Ce lo possiamo permettere?. E poi io non posso chiedere a chi ha studiato per diventare ufficiale di carriera di fare soltanto la guardia a una discarica".
A quel punto il ministro dell' Economia, Tremonti, il vero tramite tra Forza Italia e Lega, ha guardato negli occhi Roberto Maroni, il quale ha smorzato i toni assicurando la 'compartecipazione' degli uomini del suo ministero per il controllo dei siti stabiliti.
Siti che dovrebbero essere otto, anche se i nomi per ora, e prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, restano 'secretati' per ovvie ragioni di ordine pubblico: tra questi tuttavia non ci sarebbe Chiaiano.
Anche sulla questione della detassazione degli straordinari c'è stato bisogno dell'intervento di Gianni Letta e di Giulio Tremonti (pubblicamente ringraziato da Berlusconi per i miracoli che compie con una coperta spesso troppo corta...). Da quello che raccontano alcuni partecipanti, Alleanza nazionale preferiva mettere un tetto al reddito da tassare ma la discussione, con lo stesso Tremonti e Sacconi in pole position, ha preso una piega diversa per cui non ci sarà alcun limite.
La vera vittoria della Lega invece è arrivata sul pacchetto sicurezza, con specifico riguardo alle sanzioni per chi affitta un appartamento a immigrati clandestini. Nei lavori dei vari preconsiglii dei giorni passati c'è stato un momento in cui la 'confisca del bene' per l'affittuario si estendeva anche a a 'chi dà in uso' il proprio appartamento.
Una versione, che metteva a rischio molte badanti, e che dopo alcune preplessità manifestate dalle gerarchie cattoliche a palazzo Chgi, era scomparsa dal testo finale. "Noi non abbiamo nulla contro le badanti", avrebbero detto Letta e Berlusconi cercando di ammorbidire il Carroccio. I ministri leghisti, tuttavia, hanno sbandierato il 'bisogno di sicurezza del Nord' difendendo la loro posizione: la mediazione si è raggiunta sul testo originale per cui, le badanti sono salve e a pagare sarà soltanto l'affituario senza scrupoli.
I CORTEI DI PROTESTA
Puntuali alle 9 si sono riuniti gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere, all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. È il primo di 7 cortei e due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle forze dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei Ministri.
Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li riunisce, Oss Napoli, chiede «un incontro con il presidente Berlusconi per mettere in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei dissesti procurati dai nostri bravi amministratori». Il centro della città, intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini, soprattutto nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto probabilmente tutti i cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà l'appuntamento partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta straordinaria effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri.
Alle 9.30 da piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro, sigla storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in lotta da piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con l'Opera Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati.
I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria, «Con Berlusconi disoccupati al lavoro»; al loro gruppo si è aggiunto Centro sociale sottoproletari indultati, che espone cartelli per chiedere il reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un unico serpentone che gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando di tanto in tanto i propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in sottofondo l'Inno di Mameli, intervallato da «Napule è» di Pino Daniele e altre canzoni napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo dei disoccupati.
Traffico bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta per il lavoro e centri sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il loro striscione recita «Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola (progetto di formazione della Regione Campania, ndr.) nella raccolta differenziata».
'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia