Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo: "Bisognerà dare ai siciliani l'ultima parola"
Roma, 24 maggio 2008 - "Non esiste il rischio zero. Anche nelle centrali nucleari di ultima generazione esiste un rischio minimo. Minimo, ma il pericolo c'è e io credo che sia meglio non correrlo. Io non voglio correrlo in Piemonte perchè ho ancora in mente le conseguenze della tragedia di Cernobyl". Lo dichiara Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, in un'intervista a 'La Stampa'. "Se qualcuno vuole collocare una centrale nucleare in Piemonte - spiega Bresso - può farlo solo al confine della Lombardia e lungo il fiume Po visto la grande necessità d'acqua. Siamo in mezzo alla pianura padana ad una delle aree più densamente popolate d'Italia e in una zona a forte vocazione agricola. In caso di incidente sarebbe contaminata la zona dove si produce la maggior parte del nostro cibo e dove c'è la maggior parte dell'acqua".
"Si deve sapere - prosegue la presidente - che i costi sono giganteschi. Il Piemonte ha avuto l'esperienza terribile, in costi e tempi, dello smaltimento delle scorie della piccola centrale di Trino". Le alternative al nucleare,secondo Bresso, ci sono: "Eolico, solare, geometrico e biomasse", afferma la presidente del Piemonte e aggiunge: "La Regione ha deciso di investire 270 milioni sulle fonti rinnovabili con l'obiettivo di rendere le case, le industrie e gli ospedali non solo autosufficienti dal punto di vista energetico ma anche capaci di produrre energia e di rivenderla".
"A luglio - annuncia Bresso - partirà la sperimentazione dell'auto solare. Entro l'anno inizieremo a costruire la casa passiva che costa solo 1200 euro al metro quadrato ma che grazie ai pannelli fotovoltaici permette di produrre tanta energia al punto che la si può rivendere e pagare così le rate del mutuo". "La nostra idea - spiega - è di democratizzare la produzione di energia. Funziona come Internet dove ognuno mette in rete l'energia che produce e prende quella che gli serve. In questo modo possiamo soddisfare il 38 per cento dei consumi" e per il restante 62 per cento "ci sono l'eolico e il solare", conclude Bresso.
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, fa sapere invece che "la Sicilia potrebbe ospitare una centrale nucleare, ma solo dopo che mi dimostreranno che è sicura e conveniente e soltanto dopo un referendum popolare: bisognerà dare ai siciliani l'ultima parola".
Nettamente più favorevole invece il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan. ''Nucleare in Veneto? Perchè no'', ha detto a margine dell'assemblea di Unindstria. Per Galan però ''bisogna trovare il posto giusto''.
Una ipotesi potrebbe essere Porto Tolle (Rovigo), ma per Galan ''lì sarebbe stato meglio non costruire nulla; ma visto che c'è una centrale perché non nucleare, piuttosto che a carbone?''.
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