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L'ANALISI

Per i politici più lavoro e meno soldi

 I parlamentari dovrebbero lavorare di più e guadagnare di meno, così come avviene in tutti i Paesi democratici.  Fini ha fatto bene a evidenziare, all’inizio del suo mandato, il tema della produttività Commenta 

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mario caligiuri NON SOLO i parlamentari dovrebbero lavorare di più, ma anche guadagnare di meno, così come avviene in tutti i Paesi democratici. Il neo presidente della Camera Gianfranco Fini ha fatto bene ad evidenziare, proprio all’inizio del suo mandato, il tema della produttività dei nostri onorevoli rappresentanti, che ‘lavorano’, e neanche sempre, solo da martedì a giovedì, ribadendo che dovrebbero, come tutti, essere impegnati almeno per cinque giorni alla settimana.

 E come tutti dovrebbero essere retribuiti. Fini ha allora la grande opportunità di fare seguire alle parole i fatti, cominciando a cadenzare i lavori d’aula da lunedì a venerdì e variando i regolamenti almeno per attenuare due enormità: trattamenti pensionistici e retribuzione degli assistenti, i cosiddetti portaborse, che, com’è noto, vanno in gran parte a finire direttamente nelle tasche di deputati e senatori. Due cambiamenti rivoluzionari per i quali basterebbe pochissimo, metaforicamente un tratto di penna.

 

COSI’ come ha fatto il ministro Renato Brunetta che ha messo on line i redditi e le assenze dei propri dirigenti, Gianfranco Fini, e contemporaneamente anche il presidente del Senato Renato Schifani, potrebbero rendere più trasparente l’azione dei due rami del Parlamento pubblicando in rete chi sono gli assistenti e chi ne incassa effettivamente i soldi. Per cominciare a riconciliare la politica con i cittadini non sarebbe male.

E la questione non è tanto la presenza, quanto i risultati. E’ giusto, per esempio, che il Governo assuma una linea dura nell’affrontare il problema dei rifiuti in Campania: va punito chi ostacola la soluzione dei problemi generali, ma l’inflessibilità deve essere utilizzata anche verso chi ha provocato questo sfascio, che non eguali in nessun’altra democrazia dell’Occidente. Altrimenti non regge il contratto sociale, alla base dell’esistenza dello Stato, tra chi ha la responsabilità di comandare e chi ha l’obbligo di obbedire.

 

COME HA affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo discorso di insediamento, per gli italiani si profilano grandi sacrifici. Ma per chiederli ed essere credibili, i primi a doverli fare sono proprio i politici. Oggi occorre governare con gli esempi e con i risultati, più che con le parole e con gli annunci.

di Mario Caligiuri

 

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