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LIBANO

Accordo tra Israele e Hezbollah
per la liberazione dei soldati rapiti

Uno spiraglio nella vicenda di Ehud Golwasser e Eldad Regev, i due soldati Tsahal catturati dai miliziani sciiti nel luglio del 2006 lungo il confine israelo-libanese. Per la libertà dei due militari, Gerusalemme rilascerebbe militanti del Partito di Dio

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Ehud Golwasser e Eldad Regev, i soldati israeliani rapiti nel luglio del 2006 lungo il confine israelo-libanese Gerusalemme, 26 maggio 2008  - Ci sarebbe un accordo tra Israele e Hezbollah libanesi per la liberazione di Ehud Golwasser e Eldad Regev, due soldati Tsahal catturati dai miliziani sciiti nel luglio del 2006 lungo il confine israelo-libanese. Lo riferiscono fonti israeliane citate dal quotidiano Haaretz.

 

Secondo la fonte, per la libertà dei due soldati israeliani, lo stato ebraico sarebbe disposto a rilasciare Samir Kuntar, un militante libanese detenuto in Israele per l'assassinio nel 1979 di una famiglia di Nahariyah, una spia israeliana venduta a Hezbollah, quattro altri membri del Partito di Dio, catturati durante la guerra del 2006 e altri dieci libanesi.
 

 

NASRALLAH: HEZBOLLAH NON VUOLE IL POTERE

 

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, afferma che il movimento sciita libanese "non vuole il potere in Libano". Lo ha affermato durante un discorso in occasione dell'ottavo anniversario del ritiro israeliano dal sud del Libano.
"Non vogliamo il potere in Libano, non vogliamo controllare il Libano e non vogliamo governare il Libano" ha detto Hassan Nasrallah. "Non vogliamo imporre il nostro punto di vista sul popolo libanese perché riteniamo che il Libano sia un paese molteplice e vario e che questo paese non vivrà se non con la partecipazione di tutti", ha aggiunto. I miliziani di Hezbollah, a capo dell'opposizione, tra l'8 e il 10 maggio hanno preso il controllo di gran parte di Beirut ovest facendo temere che il paese fosse sull'orlo di una guerra civile.

 

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