Per il governatore della Banca d'Italia per uscire dalla crise serve "l'impegno di tutte le forze di cui dispone il paese" Commenta
Roma, 31 maggio 2008 - Tracciare un percorso pluriennale di riduzione delle aliquote fiscali per migliorare le aspettative di famiglie e imprese. Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi torna a chiedere un taglio delle tasse, di quelle sul lavoro e sulle imprese in particolare, e dà un primo giudizio positivo su uno dei primi atti compiuti dal governo Berlusconi, la detassazione degli straordinari, invitando ad estendere il provvedimento su fasce più ampie di lavoratori. La strada indicata da Draghi nella Considerazioni Finali all'assemblea della Banca d'Italia è quella di concentrare gli sgravi fiscali "laddove possono dare maggiore sostegno alla crescita, riducendo le distorsioni dell'attività economica. L'effetto sull'economia sarà più grande se si semplificheranno gli adempimenti per i contribuenti e si assicurerà una maggiore stabilità normativa".
I recenti interventi in materia di detassazione degli straordinari, con un alleggerimento del prelievo sulle parti della retribuzione più legate alla produttività "può avere su questa riflessi positivi, consentendo un migliore utilizzo degli impianti e incentivando la contrattazione salariale a premiare gli aumenti di efficienza". In prospettiva però questi interventi di attenuazione del prelievo andranno attuati "su fasce via via più ampie di lavoratori, privilegiando la semplicità e la neutralità degli interventi".
Ancora una volta, nella Considerazioni finali all'assemblea annuale della Banca, la terza da quando Draghi è alla guida dell'istituto, sono i dati ad evidenziare la necessità di interventi. L'incidenza delle entrate sul prodotto interno lordo nel 2007 si colloca al 43,3%, "appena al di sotto del valore massimo registrato nel 1997, al culmine dello sforzo per soddisfare i criteri di Maastricht; supera di quasi 3 punti quella media degli altri paesi dell'Unione europea" con un divario ancora amggiore nei confornti di Usa e Giappone.
L'ampia dimensione di lavoro nero e altre forme di evasione ed elusione, poi, rende ancora più pesante l'onere a carico del contribuenti onesti. "Per ogni 100 euro di costo del lavoro per l'impresa - sottolinea Draghi - il prelievo fiscale e contributivo per un lavoratore-tipo senza carichi familiari è pari in Italia a 46 euro". Negli altri paesi dell'area dell'euro il prelievo è in media del 43%, il 34% nel Regno Unito ed il 30% in Usa.
Aliquote elevate penalizzano le imprese nella competizione internazionale, riducono la propensione ad investire e possono anche determinare, secondo il governatore, distorsioni nella scelta della dimensione europea. "Tagliano le retribuzioni del lavoro regolare, scoraggiano l'emersione di quello irregolare".
Il governatore cita Luigi Einaudi che, già nel 1946, all'assemblea costituente, ammoniva che "solo abbassando le aliquote vigenti e diminuendo la spinta alla frode si potrà ottenere un gettito migliore per lo stato".
DRAGHI:POLITICA STABILE, IMPEGNO DI TUTTI PER RIPRESA
L'Italia non è destinata a restare paralizzata in una crisi di crescita: ha risorse, ambizione e desiderio per tornare allo sviluppo. Può farlo costruendo "l'intervento risanatore" sulla stabilità della politica e la forza delle istituzioni", ma la sua attuazione per il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi richiede "l'impegno di tutte le forze di cui dispone il paese".
E' un messaggio in positivo quello che chiude le Considerazioni finali del governatore all'assemblea della Banca d'Italia. Un messaggio che ha il suo perno sui giovani che, dice Draghi, devono essere "i protagonisti della ripresa" perchè hanno in mano il futuro. Quegli stessi giovani che, ammette una volta in più il governatore, "sono oggi mortificati da un'istruzione inadeguata, da un mercato del lavoro che li discrimina a favore dei più anziani, da un'organizzazione produttuiva che troppo spesso non premia il merito, non valorizza le capacità".
Il consenso sulle cose da fare "è vasto" ma "si infrange nell'urto con gli interessi costituiti che negli ultimi anni hanno scritto il nostro impoverimento" che "non ha nulla di ineluttabile". Di qui il richiamo all'impegno di tutte le forze di cui il Paese dispone per dare attuazione all'intervento risanatore. "Il premio è la ripresa duratura della crescita".
BANCHE/ DRAGHI: ESPANSIONE COERENTE CON RAFFORZAMENTO PATRIMONIO
I progetti di espansione delle banche italiane e le loro politiche di distribuzione degli utili devono essere coerenti con il rafforzamento del patrimonio. Il monito viene dal governatore di Bankitalia Mario Draghi che invita le banche a un'"attenzione costante" a organizzazione e patrimonio e chiede che il consolidamento del sistema sia accompagnato da una "decisa accelerazione" nell'integrazione delle reti, dell'organizzazione, dei sistemi informatici. Tutto questo per mettere in condizione gli istituti di poter gestire "rischi nuovi e complessi", anche perchè "nessuna vigilanza per quanto robusta, può eliminare ogni fattore di vulnerabilità".
La Banca d'Italia, si legge nelle considerazioni finali all'assemblea, "chiederà alle banche, in linea con gli standard di Basilea II, di rafforzare il patrimonio, per renderlo adeguato a fronteggiare tutti i rischi, in particolare quelli più difficilmente quantificabili". La banca centrale "sostiene l'introduzione di strumenti che incoraggino le banche ad accumulare capitale in eccesso in condizioni di mercato favorevoli, per non essere costrette a una contrazione degli attivi in periodo di crisi".
Inoltre Draghi sottolinea come "per ogni banca è essenziale disporr e di un sistema di gestione e controllo integrato ; cogliere in anticipo le interdipendenze che si manifestano improvvisamente nelle fasi critiche". Si tratta per il governatore di "un compito tanto più urgente quanto più le banche sono grandi, complesse e attive nei mercati dei prodotti avanzati".
BANCHE/ DRAGHI: ABOLIRE 'MASSIMO SCOPERTO', POCO TRASPARENTE
La commissione di 'massimo scoperto' è un istituto di scarsa trasparenza e va abolito, sostituendolo con una commissione legata alla dimensione del fido accordato. Lo afferma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle Considerazioni finali all'assemblea di palazzo Koch. "Abbiamo già in passato richiamato l'attenzione sulla commissione di massimo scoperto - sottolinea il governatore - un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza. Va sostituita, dove la natura del rapporto di credito lo richieda, con una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato, come avviene in altri paesi".
"Una simile innovazione - aggiunge Draghi - richiede un complesso adattamento della prassi delle banche. Essa però dovrebbe essere avviata con decisione, proponendo il cambiamento ai nuovi clienti, anche per evitare il rischio che la questione sia risolta con gli strumenti operativi della legge".
BANCHE/DRAGHI: PER ITALIANE DA CRISI MODERATO CALO REDDITIVITA'
La crisi dei mercati scatenata dai timori per i rimborsi dei mutui subprime ha comportato per le banche italiane solo un moderato calo della redditività e svalutazioni contenute, grazie alla minore esposizione a strumenti finanziari legati ad asset Usa e ruolo della raccolta al dettaglio, ma anche grazie a una legislazione avveduta e a una sorveglianza che "ha saputo coniugare sostegno all'innovazione e prudenza" . Lo afferma il governatore di Bankitalia Mario Draghi nelle sue considerazioni finali, sottolineando come "regole rigorose non agiscono contro il mercato, ma a vantaggio del mercato, lo si vede nei momenti difficili". Tuttavia "nessuna vigilanza, per quanto robusta, può eliminare ogni fattore di vulnerabilità.
L'organizzazione il capitale richiedono un'attenzione costante delle banche.
Per il governatore "la turbolenza dei mercati finanziari internazionali hanno toccato le banche italiane assai meno che quelle di altri paesi. Le svalutazioni sono state contenute; la redditività si è solo moderatamente ridotta".
"Il modesto peso nei loro bilanci delle attività finanziarie più colpite dalla crisi - si legge nelle considerazioni -, la limitata esposizione agli strumenti finanziaria legati ai mutui subprime americani e più in generale ai mercati di quei paesi, il ruolo dominante della raccolta al dettaglio, hanno evitato alle nostre banche quei problemi di qualità dell'attivo e di gestione della liquidità che hanno colpito istituzioni finanzarie di altri paesi. alla creazione di un sistema finanzario più stabile hanno contribuito un legislatore avveduto, una vigilanza che ha saputo coniugare sostegno dell'innovazione e prudenza".
BANCHE/ DRAGHI: CONTI CORRENTI, SERVE SEMPLIFICARE I CONTRATTI
È necessaria una semplificazione dei contratti di conto corrente offerti dalle banche, anche perchè gli istituti di credito sono 'inerti' verso i vecchi correntisti e offrono invece condizioni più competitive ai nuovi clienti. Lo afferma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle Considerazioni finali all'assemblea di palazzo Koch. "Dalla nostra indagine sui costi dei conti correnti bancari - sostiene Draghi - emerge che le banche offrono condizioni particolarmente competitive soprattutto ai nuovi clienti; nei confronti della clientela esistente vi è inerzia. È opportuno - aggiunge - che le banche semplifichino la struttura e le condizioni dei contratti offerti. Vanno incoraggiate tutte le iniziative del sistema bancario in questa direzione".
L'indagine sui conti correnti, conclude il governatore, "sarà ripetuta quest'anno".
DERIVATI/ DRAGHI: CON CLIENTI SERVONO CORRETTEZZA E TRASPARENZA
Nel proporre contratti di finanza derivata le banche devono garantire ai clienti "correttezza e trasparenza" e la vigilanza di Bankitalia è intervenuta per far cessare "comportamenti irregolari" su queste offerte, adottando in alcuni casi "provvedimenti particolarmente rigorosi". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle Considerazioni finali all'assemblea di palazzo Koch. "Ho più volte richiamato l'attenzione - sostiene Draghi - sulla necessità che le banche, nel proporre alla clientela prodotti innovativi e complessi, assicurino la correttezza formale e sostanziale delle transazioni, la trasparenza delle condizioni, l'aderenza scrupolosa alle norme; si accertino della piena rispondenza di tali prodotti alle esigenze e ai profili di rischio del cliente.
La banca - sottolinea - si espone altrimenti a rischi legali e di reputazione e, in caso di movimenti avversi delle variabili di mercato, a gravi rischi di controparte".
"Abbiamo dedicato una specifica attenzione - aggiunge il governatore - all'utilizzo di derivati contratti con banche italiane da parte di Regioni ed enti locali: questi strumenti possono essere usati in modo improprio, con effetti negativi sulla trasparenza dei bilanci, e spesso senza che i rischi siano ben compresi".
DRAGHI: FORZA EURO PROTEGGE POTERE ACQUISTO DI TUTTI
Il suo contributo alla crescita economica la Banca centrale europea lo ha dato potendo tenere fermi i tassi di interesse a dispetto delle forti pressioni inflazionistiche che giungono dal contesto globale. E questo senza che finora si innescassero destabilizzanti spirali inflazione-salari, ha rilevato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle sue considerazioni finali all'Assemblea dei Partecipanti. "Di fronte al rialzo dei prezzi internazionali, la forza dell'euro protegge il potere d'acquisto dei cittadini, i loro risparmi. Ma impone - ha detto Draghi - disciplina a tutti coloro che concorrono alla produzione del reddito nazionale".
I rincari di energia, materie prime e alimentari hanno spinto l'indice medio dell'inflazione di Eurolandia del primo trimestre al 3,3%, il livello più elevato dalla prima metà degli anni novanta. "I dati più recenti indicano una ulteriore accelerazione", ha proseguito Draghi.
Proprio ieri Eurostat ha diffuso la sua stima preliminare per maggio, secondo cui l'inflazione ha riaccelerato al 3,6% su base annua, dopo il lieve rallentamento di aprile.
Tuttavia nell'area dell'euro "la dinamica dei costi interni è rimasta moderata - ha rimarcato Draghi - non vi è stata finora rincorsa tra prezzi e salari. Il fermo ancoraggio delle aspettative di inflazione ha permesso alla Banca centrale europea di mantenere a lungo invariati i tassi di interesse, contribuendo al sostegno dell'economia".
MUTUI/ DRAGHI: OK INTESA GOVERNO,MA MASSIMO SPAZIO A CONCORRENZA
Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, dà un giudizio positivo sulla convenzione governo-Abi per la rinegoziazione dei mutui, ma invita a lasciare il "massimo spazio" alla concorrenza tra banche nell'offrire condizioni migliori ai clienti. "Una recente iniziativa governativa, da perfezionare d'intesa con il sistema bancario - afferma Draghi nelle Considerazioni finali all'assemblea di Bankitalia - mira a facilitare la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile per stabilizzare l'importo delle rate. La ristrutturazione del debito può arrecare sollievo alle famiglie; giovare in prospettiva alle stesse banche, riducendo i casi d'insolvenza. Occorrerà verificare con attenzione - aggiunge il governatore - gli eventuali effetti di questa misura sul mercato delle cartolarizzazioni esistenti. Deve in ogni caso essere lasciato il massimo spazio all'operare della concorrenza nell'offerta delle migliori condizioni ai clienti".
MUTUI/ DRAGHI: BANCHE IN RITARDO NELL'APPLICARE PORTABILITA'
Nelle banche italiane ci sono stati "ritardi" nell'applicare le nuove norme su portabilità gratuita ed estinzione anticipata dei mutui. Lo sostiene il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle Considerazioni finali all'assemblea di palazzo Koch. "Le norme sull'estinzione anticipata e sulla portabilità dei mutui - afferma Draghi - hanno tardato a tradursi in pratica, anche per difficoltà applicative".
"In aprile - aggiunge il governatore - la Vigilanza ha sollecitato le banche ad adeguarvisi in pieno, riducendo tempi e adempimenti necessari, e ha prescritto specifici obblighi di informazione al cliente sull'esercizio dei propri diritti; l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato indagini per verificare l'esistenza di pratiche commerciali scorrette".
SUD/ DRAGHI: TROPPO ARRETRATO,RISORSE PUBBLICHE MALE UTILIZZATE
E' anche l'utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche, che sono elevate, a mantenere il Mezzogiorno nella sua condizione di arretratezza e dipendenza economica. Lo afferma nelle considerazioni finali il governatore di Bankitalia Mario Draghi sottolineando come per il rilancio del Sud, che ha "spazi di crescita più ampi" rispetto al Nord, "l'accento deve spostarsi dalla quantità delle risorse alle qualità".
"La qualità della spesa pubblica e dei servizi che essa finanzia - spiega Draghi - è centrale per lo sviluppo del Mezzogiorno: perchè l'incidenza della spesa sul prodotto è in quelle regioni più elevata; perchè l'utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche, troppo spesso distolte verso interessi particolari o preda della criminalità, contribuisce a mantenere il Mezzogiorno nella sua condizione di arretratezza e dipendenza economica".
"Sul ritardo del Mezzogiorno - continua il governatore - pesa la debolezza dell'amministrazione pubblica, l'insufficiente abitudine alla cooperazione e alla fiducia, un costume diffuso di noncuranza delle norme. Per il progresso della società meridionale l'intervento economico non è separabile dall'irrobustimento del capitale sociale".
"La politica regionale in favore del Mezzogiorno - evidenzia Draghi - ha potuto contare nello scorso decennio su un ammontare di risorse finanziarie comparabile con quello dell'intervento straordinario soppresso nel 1992. I risultati sono stati inferiori alle attese". Per questo, "l'accento deve spostarsi dalla quantità delle risorse alla qualità dei risultati. Le stesse politiche nazionali devono tener conto, nel disegno e nelle modalità operative, della diversa efficacia applicativa che le medesime norme hanno in differenti aree del Paese. Che si scelgano, a seconda dei casi, sistemi basati sull'accentramento o sul decentramento decisionale e amministrativo, se si vuole innalzare la qualità dell'azione pubblica al Sud un punto resta fermo: l'azione pubblica degenera senza un sistema di valutazioni indipendente e trasparente, che dia ai cittadini informazioni chiare e confrontabili sulla qualità dei servizi".
"Gli spazi di crescita - conclude il governatore - sono molto più ampi al Sud che al Nord e azioni volte a sfruttarli possono dare un contributo decisivo al rilancio di tutta l'economia italiana".
DRAGHI: AIUTARE MERCATO SENZA SOSTITUIRSI AD ESSO
Mentre la finanzia globale stenta ad uscire dalla crisi, le istituzioni impegnate in prima linea devono fare il possibile per favorire un rientro alla normalità, evitando però di sostituirsi ai mercati. "Renderemmo il sistema più povero - ha avvertito il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle sue considerazioni finali per l'assemblea dei Partecipanti - non più sicuro".
"Sebbene le tensioni di alcuni mercati si vadano allentando, non si sono ancora ripristinate le condizioni di normalità". In alcuni segmenti i premi di rischio restano ai livelli raggiunti all'apice della crisi, "altri segmenti, come quello delle cartolarizzazioni, stentato a riavviarsi".
In questa fase "aiutare il mercato a riprendersi non significa sostituirsi ad esse - ha poi avvertito Draghi - Né aiuterebbe cancellare l'innovazione finanziaria". Bisogna piuttosto mettere mano a quei punti critici che hanno favorito l'insorgere dei rischi degli anni passati, ovvero "una regolamentazione lacunosa e incentivi perversi" che hanno determinato !un indebitamento eccessivo e soprattutto non percepito nella sua dimensione reale".
FISCO/ DRAGHI: FEDERALISMO AUMENTI EFFICACIA AZIONE PUBBLICA
"Il federalismo fiscale avrà tanto più generale consenso nel Paese quanto più accrescerà l'efficacia dell'azione pubblica". È il monito del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nelle Considerazioni finali all'assemblea di palazzo Koch. "Regioni ed enti locali - afferma Draghi - hanno particolari responsabilità. È importante che il sistema dell'imposizione e della spesa a livello decentrato sia tale da premiare l'efficienza e indirizzare le risorse verso gli usi più produttivi e le priorità più urgenti".
"La misura delle redistribuzione regionale di reddito - aggiunge il governatore - che si realizza attraverso flussi perequativi tra Stato ed enti decentrati, è scelta politica; ma è necessario che le regole per determinare tali flussi siano semplici e trasparenti; che ci riceve fondi dia ampiamente conto del loro utilizzo".
"Il sistema dei trasferimenti agli enti decentrati - spiega Draghi - deve abbandonare il criterio della spesa storica, che premia l'inefficienza. Cardine di una sana autonomia fiscale è la stretta corrispondenza tra esborsi e tassazione: ogni onere aggiuntivo dovrebbe idealmente trovare finanziamento a carico dei cittadini cui l'amministrazione risponde. Ne sono condizioni - conclude - la disponibilità di basi imponibili ampie e stabili, vincoli severi all'assunzione di debito, regole predefinite per i trasferimenti dal centro".
DRAGHI: ECONOMIA ITALIANA DEBOLE PER TUTTO IL 2008
L'economia italiana si manterrà debole per tutto il 2008, dopo aver risentito nel corso del 2007, come tutta l'area dell'euro, del rallentamento a livello mondiale e dell'accelerazione dei prezzi delle materie prime. L'inflazione preoccupa a livello italiano ed europeo, avendo raggiunto il 3,3% nella media del primo trimestre di quest'anno, livelli che non toccava dalla prima metà degli anni novanta. Nel nostro paese, sottolinea il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nella Considerazioni finali all'assemblea annuale dell'istituto, "la fase di debolezza ciclica si protrarrà almeno per l'anno in corso", sostenute principalmente dalle esportazioni che nel passato biennio sono aumentate di quasi il 6% all'anno.
"La dinamica della domanda interna è stata molto modesta; i margini di capacità inutilizzata si sono ampliati; gli investimenti hanno rallentato fortemente; sono peggiorati gli indicatori di fiducia delle imprese".
La spesa delle famiglie è frenata dalla "scarsa progressione del reddito disponibile, dal rialzo dei prezzi, che negli ultimi mesi ha colpito soprattutto i consumi delle famiglie a reddito più basso". In particolare, secondo Draghi, i consumi continuano a risentire "dell'instabilità dei rapporti di impiego, diffusa principalmente fra i giovani e nelle fasce marginali del mercato del lavoro. L'incertezza sul reddito corrente, sulle sue prospettive di crescita futura, frena le decisioni di spesa, anche per l'inadeguateza delle rete di protezione sociale". Manca ancora, dice Draghi, "un ridisegno organico e rigoroso" delle garanzie offerte a chi perde il lavoro, "essenziale per un mercato del lavoro che coniughi flessibilità ed equità".
PENSIONI / DRAGHI: RIMUOVERE VINCOLI A OVER60 CHE RESTANO AL LAVORO
Rimuovere i vincoli ed i disincentivi per gli ultrasessantenni che intendono proseguire il lavoro. La Banca d'Italia ed il suo governatore Mario Draghi non si limitano a chiedere un annalzamento dell'età pensionistica, ma sollecitano interventi per eliminare i vincoli per chi intende restare al lavoro anche una volta raggiunti i requisiti pensionistici.
"E' ora di rimuovere i vincoli ed i disincentivi al proseguimento dell'attività lavorativa per coloro che sono nel regime retributivo; ampliare i margini di scelta dell'età di pensionamento per coloro che sono nel regime contributivo; cancellare - ha detto Draghi nelle Considerazioni Finali all'assemblea della Banca d'Italia - gli ultimi impedimenti al cumulo tra lavoro e pensione; incoraggiare forme flessibili di impiego, con orari adattabili alle esigenze individuali; permettere così a chi ha accumulato esperienza e conoscenze di continuare, se vuole, a metterle a frutto per se stesso, la propria famiglia, la società".
Alcune caratteristiche del sistema pensionistico italiano, secondo Draghi, "tengono lontana dal lavoro una quota troppo ampia della popolazione". Solo il 19% degli italiani tra i 60 ed i 64 anni svolge un'attività lavorativa, contro il 33% degli spagnoli e dei tedeschi, il 45% dei britannici, il 60% degli svedesi.
D'altra parte, il 30% della spesa per pensioni di vecchiaia e anzianità va a cittadini con meno di 65 anni. "Nel medio-lungo termine, un incremento dell'età di pensionamento, accompagnata da un convinto sviluppo della previdenza complementare - dice il goernatore - può dare un fondamentale contributo alla riduzione della spesa pubblica; può consentire di contenere il divario che si sta aprendo fra il potere dìacquisto dei pensionati anziani e quello dei lavoratori in attività".
DRAGHI:OK DETASSAZIONE STRAORDINARI, VA ESTESA
La detassazione degli straordinari decisa dal governo Berlusconi va nella giusta direzione, ma occorre estenderla a fasce più ampie di lavoratori. E' un giudizio positivo su uno dei primi atti del nuovo governo quello che si legge tra le righe delle Considerazioni finali del governatore Mario Draghi all'assemblea della Banca d'Italia "Un alleggerimento del prelievo sulle parti della retribuzione più connesse con la produttività può avere su questa riflessi positivi, consentendo un migliore utilizzo degli impianti e incentivando la contrattazione salariale a premiare gli aumenti di efficienza. In prospettiva - aggiunge il governatore - il prelievo andrà attenuato su fasce via via più ampie di lavoratori, privilegiando la semplicità e la neutralità degli interventi".
DRAGHI:SPESA PRIMARIA CALI1% ANNUO PER TARGET PAREGGIO
Per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011 e ridurre la pressione fiscale al 40% del pil nell'arco di cinque anni è necessario che la spesa primaria corrente scenda in termini reali dell'1% circa all'anno. La riduzione della spesa primaria, insiste il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, è l'unica via per arrivare alla riduzione del debito, esigenza a cui "deve restare ancorata" la politica di bilancio.
"Nonostante un recente lieve rallentamento, nell'ultimo decennio la spesa primaria corrente è cresciuta in media del 2,1% l'anno in termini reali, un tasso - ha detto Draghi nelle Considerazioni finali all'assemblea annuale della Banca d'Italia - nettamente superiore all'aumento del prodotto. Per ridurre il peso del debito ed alleviare la pressione fiscale non vi è altra strada che correggere questa tendenza. Nello scenario macroeconomico della Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica, il conseguimento del pareggio di bilancio nel 2011 e la riduzione della pressione fiscale al 40% del pil, nell'arco di un quinquennuo, richiedono che la spesa primaria corrente scenda in termini reali circa dell'1% all'anno".
DRAGHI:NODO PRODUTTIVITA' NON SI SCIOGLIE DA 10 ANNI
Il 'nodo produttività' non si scioglie da più di dieci anni. Anche negli ultimi due anni, si conferma il divario dell'andamento della produttività tra l'Italia ed i suoi principali concorrenti. E se le imprese più esposte alla concorrenza "non sono rimaste inerti", ma anzi hanno compiuto "un salto qualitativo nella capacità competitiva", è contemporaneamente aumentata la mortalità delle imprese.
In quelle che sopravvivono, "cresce la redditività, l'internazionalizzazione. Tende ad ampliarsi la dimensione media e si modernizzano gli assetti proprietari e di controllo. Ma nel complesso "la produttività media ancora non progredisce", ed è su questo punto che insiste, ancora una volta, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.
""E' essenziale che le imprese proseguano nel rinnovamento strutturale. Non è difendendo monopoli o protezioni che, alla lunga, si genera ricchezza: ma investendo, innovando, rischiando".
Anche il settore pubblico è chiamato ad "accompagnare la ristrutturazione dell'economia". Sale da più parti la richiesta di accrescere la produttività dei servizi pubblici, aprendoli al mercato; di abbattere le rendite improduttive, rafforzando la concorrenza a livello nazionale e locale; di portare la scuola e l'università all'altezza di un paese avanzato; di adeguare le infrastrutture; di moderare la tassazione; di assicurare nei fatti la certezza e l'efficacia del diritto, semplificando il quadro legislativo e facendo funzionare la machcina della giustizia, di ragantire ovunque legalità e sicurezza". La gravità dei problemi che l'economia italiana affronta è tale da richiedere che l'intero spettro dell'azione pubblica "sia volto all'obiettivo prioritario della produttività e della crescita".
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?