Reportage sulle strade nel primo weekend a tolleranza zero: controlli anti alcol e droga all’uscita delle discoteche e inevitabile retata di patenti e automobili. In molti all'oscuro delle nuove norme. Commenta
Bologna, 1 giugno 2008 - "Non è possibile, ho bevuto solo una birra. Della nuova norma non sapevo nulla. Se mi confiscate l’auto, come faccio? Ci devo lavorare". L’uomo, un cinquantenne visibilmente sbronzo, guarda sconsolato il furgoncino e non crede ai suoi occhi. Eppure l’etilometro parla chiaro: per lui il tasso alcolemico è pari a 1,77 grammi/litro. Inevitabile quindi la denuncia della polstrada per guida in stato d’ebbrezza. A condanna definitiva, il furgoncino sarà confiscato ed entrerà nel parco auto dello Stato.
Inizia così il nostro reportage al seguito degli uomini della stradale: è la notte di venerdì, primo week-end dall’entrata in vigore del nuovo decreto legge, che inasprisce le sanzioni per chi si mette al volante dopo aver alzato un po’ troppo il gomito.
L’effetto più eclatante: se sei troppo ubriaco (tasso alcolico superiore a 1,5) perdi la proprietà dell’auto. Le lancette dell’orologio segnano le 2 di notte. La movida è appena iniziata, ma qualche giovane è già sin troppo ‘carico’. La pattuglia ferma un trentenne alla guida di una Golf nera.
Il ragazzo è molto nervoso e gli agenti decidono di sottoporlo al Cozart, il test per riscontrare la presenza di droga nell’organismo. La stradale ci ha visto giusto: positivo alla cocaina. Così l’uomo viene subito denunciato ai fini della confisca. E addio auto. Alle 3 e mezza le discoteche iniziano a svuotarsi e il lavoro della polstrada aumenta.
Una ragazza viene fermata e sottoposta alla prova dell’etilometro. Ha circa 25 anni e accetta di buon grado il test: "Non ho nessun problema a farlo. Tanto stasera non ho bevuto niente". Dice la verità.
Lei è uno dei pochi automobilisti a conoscenza dei cambiamenti normativi.
La maggior parte delle persone controllate, invece, non ne sa niente, segno che c’è ancora molto da lavorare sul fronte dell’informazione. A ogni modo, non c’è tempo per rifiatare che subito scatta una nuova ‘emergenza’. Bisogna verificare il caso di un’altra ragazza, alla quale hanno trovato una quantità di alcol superiore a 0,80. Purtroppo, sei mesi di sospensione della patente e 800 euro di multa non glieli toglie nessuno.
Tuttavia è troppo confusa e assente. Insomma, c’è il sospetto concreto che si sia fatta di qualche droga. Anche qui il responso del Cozart lascia ben poche speranze: traccie di cannabioidi.
A differenza del trentenne della Golf, la ragazza però accetta di essere accompagnata in ospedale per il prelievo del sangue. In questo modo l’eventuale denuncia a suo carico scatterà solo se i risultati dell’esame confermeranno il referto dei medici della polstrada.
E’ ormai l’alba e sono tantissimi i ragazzi che rientrano solo a quest’ora — le 5 del mattino — alle proprie abitazioni, mentre i controlli degli agenti proseguono.
Alla fine dell’intera operazione i controlli saranno 560. Gli automobilisti esaminati sono stati sottoposti alla prova dell’etilometro o al Cozart. A tre persone è stata sequestrata in via preventiva l’auto: due di queste sono state denunciate ai fini della confisca, rispettivamente per guida in stato d’ebrezza e perché al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Il decreto, infatti, non fa differenza tra chi ha un tasso di alcol superiore all’1,50 e chi ha pensato (male) di guidare dopo aver assunto cocaina, ecstasy o dopo aver fumato qualche canna. Complessivamente, sono stati 27 gli automobilisti — sei donne e 21 uomini — ai quali è stata ritirata la patente perché bocciati alla prova dell’etilometro. Per loro una quantità di alcol superiore a 0.50.
di Giovanni Panettiere
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