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ROMA/ NUOVE DELIRANTI PAROLE DEL LEADER IRANIANO

Ahmadinejad insiste: "Israele sparirà
Ideali di Khomeini, gli stessi di Gesù"

Nella Capitale il vertice Fao sull'emergenza alimentare. Il presidente iraniano: "Il mondo è gestito da incompetenti". Giorgio Napolitano: "Il mercato non è sufficiente". Il Papa: "Globalizzare la solidarietà". Ban Ki Moon: "No al protezionismo"

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Un contadino setaccia del riso Roma, 3 giugno 2008 - "Questo regime di occupazione, un regime che uccide le donne e i bambini nelle loro case, deve finire". Lo dice il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, interpellato in conferenza stampa alla Fao sulle sue recenti dichiarazioni riguardo Israele e la prospettiva che lo Stato ebraico venga cancellato dalle carte geografiche. "La nostra è una previsione. Crediamo che gli analisti e gli osservatori degli eventi siano perfettamente consapevoli che questo succederà - dichiara Ahmadinejad - penso che questo sia nell'interesse di tutti, di chi è coinvolto o meno, anche del popolo europeo".


Anche gli europei, è il ragionamento del leader iraniano, ha vissuto "il costo dell'occupazione". "Noi vogliamo che l'eccidio di donne finisca, che venga tolto l'embargo a gente che vuole vivere nella sua terra, e siamo dispiaciuti che bambini e donne vengano uccisi". Ahmadinejad lancia un appello perché "il popolo palestinese sia lasciato libero di decidere del proprio futuro".


Poi il leader iraniano attacca il presidente degli Stati Uniti George W. Bush. "E' interessato a un attacco militare contro l'Iran, ma non riuscirà mai a farlo. Il suo mandato giunge alla fine con questo rincrescimento. Ma non abbiamo paura. Basiamo la nostra esistenza su giustizia e stato di diritto".

 

Successivamente il presidente iraniano afferma che il mondo è oggi ''gestito da incompetenti''. Ahmadinejad ha lanciato le sue accuse subito dopo aver ricordato ''le situazioni di oppressione'' nelle quali vivono il popolo iracheno e quello palestinese.

 

Infine, in una conferenza stampa a margine del vertice, il leader iraniano ha sostenuto che gli ideali dell'ayatollah Ruhollah Khomeini erano gli stessi di Gesù Cristo. "Oggi in Iran celebriamo l'anniversario della morte del fondatore della Rivoluzione islamica (avvenuta nel 1989, ndr), gli ideali di Khomeini che sono quelli dei profeti divini" ha ricordato Ahmadinejad.

 

"Non vi è dubbio - ha aggiunto il leader iraniano - che l'ayatollah abbia incarnato tutte le caratteristiche di Gesù Cristo nella nostra era, era mosso dall'aspirazione alla gioia e alla giustizia. Era contrario alla guerra, alla tirannia e all'aggressione che distruggono l'amore e gli affetti negli esseri umani".

 

 

L'INTERVENTO DAVANTI ALL'ASSEMBLEA PLENARIA

Un ringraziamento a Dio per avergli dato l'occasione di partecipare al vertice della Fao e il ricordo "del nome e della memoria di Khomeini, un grande uomo". Il presidente dell'Iran Ahmadinejad inizia con questa doppia invocazione il suo intervento a Roma davanti all'assemblea plenaria del vertice della Fao. "E' lui - dice Ahmadinejad a proposito di Khomeini - che ci ha indicato la strada di una vita libera della morale, dell'onestà contro l'egoismo e l'ostilità".

 

In alternativa ai "meccanismi esistenti", Mahmoud Ahmadinejad propone la creazione di un "organismo indipendente e autorevole, a cui rispondano tutti i paesi, per regolare in modo equo e giusto il mercato alimentare e organizzare tutte le questioni correlate, dalla produzione al consumo".

 

Nel suo lungo e atteso intervento, il presidente iraniano lancia una dura invettiva contro l'impotenza di fronte alla crisi alimentare degli organismi dell'Onu, e più in particolare del Consiglio di Sicurezza, accusato di essere "strumentalizzato" dalle grandi potenze con un "appetito insaziabile e un'avarizia senza fine".

 

Il presidente iraniano vede nella svalutazione del dollaro un modo per finanziare le guerre e le occupazioni. Ahmadinejad ha analizzato nel suo intervento le cause della crisi alimentare ed eventuali rimedi, partendo dalla considerazione che "la svalutazione del dollaro e l'aumento dei prezzi dell'energia sono due facce della stessa medaglia".

 

"I responsabili di alcune grandi potenze si sono trovati obbligati a svalutare il dollaro perchè da una parte non hanno altra scelta per ridurre le conseguenze delle loro azioni in passato e dall'altra vogliono imporre la loro volontà sul mercato".

 

"Lunghi anni di inflazione e problemi economici di alcune potenze sono stati imposti sulle altre nazioni attraverso l'iniezione di dollari nell'economia globale - ha proseguito il presidente della Repubblica Islamica - Oggi l'assorbimento della capacità dell'economia globale è diminuito e altri attori sono scesi nell'arena, i problemi sono tornati al punto in cui sono stati generati".

 

"Il pagamento delle spese di guerra e delle occupazioni, la compensazione dei forti consumi e l'aver riempito le tasche del capitalismo globale svuotando le tasche delle nazioni del mondo sono stati sostenuti da una vasta iniezione di dollari - ha detto Ahmadinejad - Oggi tutto si riflette visibilmente nella svalutazione del dollaro, un fenomeno che mette i rapporti economici del mondo sull'orlo della distruzione".
 

 

CRISI CIBO, DIAGNOSI DIVERGENTI

Un piano d'azione globale per garantire la sicurezza alimentare, affrontare i cambiamenti climatici e regolamentare la produzione di biocarburante. È la sfida cui sono chiamati a rispondere i quaranta tra capi di Stato e di governo presenti al vertice Fao di Roma, che ha richiamato 4.749 rappresentanti di 183 Paesi. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha aperto i lavori, ha parlato di "crisi drammatica" per superare la quale "non si può fare affidamento sulle virtù riequilibratrici del mercato".

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha proposto un piano strategico globale con misure a breve e a lungo termine per frenare l'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Alla base, un aumento degli aiuti all'agricoltura per arrivare nel 2030 ad aumentare del 50 per cento la produzione di cibo. Ricetta rilanciata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, per il quale "servono 30 miliardi di dollari l'anno". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha presieduto la prima parte dei lavori, ha chiesto di "togliere i vincoli Ue per gli aiuti ai Paesi poveri".

 

Diversa la posizione del presidente argentino, signora Christina Kirchner, per la quale "il problema non sta nella produzione ma nella distribuzione del cibo". D'accordo il presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva, per il quale "la soluzione non è nel protezionismo ma nell'eliminazione dei sussidi" e "in un cambio radicale del modo di pensare e agire" rappresentato dal bioetanolo. Linea sposata dal presidente francese, Nicolas Sarkozy che ha annunciato il raddoppio degli aiuti della Francia. Sul fronte del biofuel, il presidente egiziano Hosni Mubarak ha però ribadito che "non devono togliere cereali al'alimentazione".

 

Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero ha proposto alla Fao un nuovo vertice in autunno per mettere a punto una "carta della sicurezza alimentare". Ma per il presidente iraniano, Mohamud Ahmadinejad, la crisi alimentare è responsabilità delle «volontà diaboliche» che operano nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Durissimo è stato l'intervento del presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, il quale ha accusato l'agenzia Onu per di trattare "come mendicanti" i Paesi in via di sviluppo: "Non continuate a imporci istituzioni ed esperti. L'Africa non è più come vent'anni fa. Basta con questa farsa".

 

Il presidente dell'Eritrea, Isaias Afwerki, ha espresso il timore che l'attenzione alla crisi alimentare sia "effimera" e si esaurisca con questo vertice romano. La situazione è "particolarmente grave per coloro che già erano poveri ed è inaccettabile e imprudente dal punto di vista politico abbandonarli di nuovo". 

 

BENEDETTO XVI

''La grande sfida di oggi è quella di globalizzare non solo gli interessi economici e commerciali, ma anche le attese della solidarietà nel rispetto e nella valorizzazione dell'apporto di ogni componente umana''. Lo ha detto il Papa nel messaggio inviato ai leader mondiali riuniti al summit della Fao sull'emergenza alimentare e letto dal segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone.

 

Per Benedetto XVI sul tavolo del negoziato dei leader mondiali riuniti alla Fao, per l'emergenza alimentare deve essere fatto valere ''il rispetto della dignità umana'': solo così si potrebbe ''eliminare, o almeno diminuire, il disinteresse per il bene altrui'' e sarebbe possibile adottare ''provvedimenti coraggiosi che non si arrendono di fronte alla fame e malnutrizione come se si trattasse semplicemente di fenomeni endemici e senza soluzione''.

 










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