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IL PACCHETTO IMMIGRAZIONE

"Silvio si riferiva alle badanti"

E' la precisazione di Niccolò Ghedini, deputato Pdl e legale di fiducia di Silvio Berlusconi. "Mi pare difficile che Berlusconi voglia smentire se stesso. La Lega non deve temere" Commenta

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Silvio Berlusconi ROMA, 4 giugno 2008 - Sul ddl immigrazione "il centrodestra non fa nessuna marcia indietro, c'è solo un equivoco, un fraintendimento: è evidente che il premier si riferiva alle badanti, che nessuno vuole arrestare, ma per i clandestini la linea è tracciata". A dirlo, intervistato da Il Giornale, è Niccolò Ghedini, deputato Pdl e legale di fiducia di Silvio Berlusconi.


"Mi pare difficile che Berlusconi voglia smentire se stesso, non credo proprio" che ci saranno dietrofront, "non cambia nulla", prosegue Ghedini, "poi la strada del ddl passa per il Parlamento e questo è sovrano: la Lega non deve temere, Berlusconi si riferiva alle badanti", ribadisce, "per gli altri non c'è posto".
"Spero andremo avanti con le norme proposte", conclude il deputato, " e le misure funzioneranno".
 

  • 04/06/2008 10:51
    gabriele
    non credo proprio, e'abile a girare la frittata, specialmente con gente piu'alta di lui questo e' facile, ma meno furba...i 90gradi continuano. ciaoo
  • 04/06/2008 11:01
    ivan
    frattini chi?
  • 04/06/2008 11:14
    Nokturnal
    un clandestino è clandestino e basta! badante o non badante! smettiamola! BISOGNA FAR PERDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO AGLI IMMIGRATI CHE COMPIONO REATI NEL NOSTRO PAESE IN MODO DA FAR RIMANERE SOLO QUELLI ONESTI...QUESTA è L'UNICA SOLUZIONE!
  • 04/06/2008 11:16
    Ago
    Silvio, niente scherzi, non arretrare di un cm, tolleranza zero, reato di clandestinita`come negli altri paesi e lascia sbraitare gli idioti buonisti.
  • 04/06/2008 11:22
    Presidente, ma che dice ...
    Ha fatto un discorso così per le badanti?? Ma che dice?? Senta Berlusconi, provi a rimangiarsi quello per cui noi sfiduciati cittadini aspettiamo da un pezzo (troppo) e cioè legalità e certezze delle pene, che poi qua inca... ed esasperati come siamo finisce che scoppia una rivoluzione ....
  • 04/06/2008 11:33
    Gianni48
    E' un film già visto purtroppo di gonzi che abboccano alle promesse ce ne sono sempre di + informatevi e non vi prenderanno piu' per le mele ...... invece vi fermate solo ai luoghi comuni. Il reata di clandestinità non esisterà mai MAI capito gonzi.
  • 04/06/2008 14:09
    Antonio
    Ancora con 'ste badanti rovinafamiglie! Dedichiamo loro una piazza in ogni capoluogo, già che ci siamo. Se sono illegali se ne vadano tutti/e! Anche se io farei andar via anche i cosiddetti "regolari", che rubano lavoro e risorse pubbliche, inquinano il tessuto sociale e le nostre tradizioni imponendo la pratica delle loro. Inoltre, tengono bassi i livelli dei salari, così noi italiani finiamo a passeggio con la laurea sottobraccio, invece di rivalutare diversi mestieri che sarebbero meglio retribuiti se non ci fossero questi immigrati.
  • 04/06/2008 16:52
    maurizio
    Il problema di ciò che non funziona in italia sono le leggi fatte ad personam, la legge è uguale per tutti sta scritto in tutti i tribunali, i magistrati la applicano per il potente di turno che però vale anche per l'anonimo clandestino, ma perchè non si vuole capire questo, perchè accusare sempre la magistratura, lodo di quì lodo di là indulti a iosa e ancora stiamo quà a commentare che non c'è giustizia. Quando fior di magistrati lasciano la toga e si danno all'anonimato è successo qualcosa di drammatico che mina la democrazia.Tutto il resto è noia, califano docet.
  • 04/06/2008 17:28
    Alberto
    Imbarazzante il commento di Antonio. Il sig. Antonio si è mai chiesto a chi fa comodo la situazione di clandestinità e marginalità sociale dei lavoratori immigrati? Fa comodo alle imprese, al sistema economico, che sfrutta questa situazione ottenendo almeno tre vantaggi palesi: 1) sfrutta queste persone come manodopera a basso costo 2) sfrutta questa persone come freno alle rivendicazioni di chi lavora regolarmente 3) sfrutta il fenomeno dell'immigrazione per alimentare la paura e lo scontro tra "poveri", tra lavoratori italiani e lavoratori stranieri. Questo è forse il risultato più significativo perchè non c'è niente di meglio per le imprese che dividere i lavoratori, giocare sullo scontro italiani vs extracomunitari. Quindi, qualsiasi soluzione che tende a complicare, impedire, la regolalizzazione degli immigrati altro non fa che il "gioco" delle imprese e dei potentati economici. PS: questo gioco è molto vecchio, peccato che molti non se ne sono ancora accorti.
  • 04/06/2008 19:10
    X Alberto
    Bravo filosofo di sinistra!! Portateli a casa tua i clandestini islamici e gli zingari! Tutti bravi a filofeggiare sti sinistri... ma a fatti sempre 0, come al solito! W la Lega Nord!!!
  • 04/06/2008 21:00
    Alberto
    Rispondo a X Alberto (il signore non si è firmato). Io non filosofeggio un bel nulla. Io parlo di cose concrete, di interessi concreti. Dico semplicemente che i primi a volere una situazione di clandestinità/irregolarità sono le imprese, sono le prime che si avantaggiano da questa situazione. Al signore che ha replicato al mio commento chiedo: a mai pensato a chi giova veramente la clandestinità? A chi giova lo scontro, la tensione tra lavoratori salariati? A me pare, senza filosofeggiare, che alla fine all'operaio italiano si fa credere che la ragione della propria situazione di disagio risieda negli extracomunitari, il che se posso permettermi, è il massimo risultato ottenibile da coloro (le imprese) che invece dovrebbero essere le naturali destinatarie del conflitto. Tutto ciò, non è una novità, si è sempre ripetuto nella storia.
  • 04/06/2008 21:13
    Alberto
    Per essere ancora più chiaro e per non filosofeggiare: io non sono per niente buonista anzi, sono molto "cattivista" (se mi è concesso il termine) verso chi fa profitto sulle spalle di altri. A differenza di molti lavoratori, io mi sento prima OPERAIO e poi anche Lombardo o Italiano. I miei "interessi" non confliggono con quelli del mio compagno di lavoro Senegalese ma con quelli del mio datore (è lui che fa le fette della torta). Inoltre vi posso assicurare che il mio datore, quando si tratta di "interessi" non si fa certo scrupolo di farli con "stranieri" datori di lavoro come lui e quando vede che i suoi OPERAI si accapigliano tra di loro si sfrega le mani per la felicità. Saluti, Alberto.
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