Luca Palamara (Anm): "Nei piccoli uffici più esposti agli ingressi illegali sarebbe impossibile celebrare ogni giorno centinaia di udienze". E spunta l'emendamento anti-prostitute
Roma, 6 giugno 2008 - Introdurre il reato di immigrazione clandestina creerebbe "gravissime disfunzioni per il sistema giudiziario e per il sistema carcerario". Così come solleva "perplessità" l'ipotesi di prevedere un'aggravante per chi si trova irregolarmente in Italia. Non usa giri di parole il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, in un passaggio della relazione con la quale stamattina ha aperto a Roma il 29esimo congresso del 'sindacato delle toghe', per mettere in guardia dai rischi che la norma del pacchetto sicurezza creerebbe.
Immediata la difesa da parte del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che, da Lussemburgo, ha risposto alle critiche dell'Associazione nazionale magistrati, affermando che sarà uno strumento importante per contrastare l'immigrazione illegale.
"Noi riteniamo - ha detto il ministro parlando con i cronisti a margine del Consiglio giustizia dell'Ue - che l'introduzione del reato di immigrazione illegale sia un grande deterrente per gli stranieri che vogliono illegalmente entrare in Italia, violandone le leggi".
Durante la discussione parlamentare, comunque, si troveranno i modi e le soluzioni per evitare "danni alle carceri e l'ingolfamento dei processi" che potrebbero prodursi come conseguenza dell'applicazione delle nuove norme, ha assicurato Alfano. Entro un mese, ha poi annunciato Alfano, il Parlamento varerà nuove norme contro la prostituzione e il suo sfruttamento. Per varare nuove norme in questo campo, ha precisato il ministro, "il Parlamento è la sede giusta; e credo - ha concluso Alfano - che entro un mese tirerà fuori una decisione assolutamente equilibrata in materia".
LA RELAZIONE DELL'ANM
Nella relazione in riferimento al pacchetto sicurezza Palamara ricorda di aver espresso al ministro della Giustizia Angelino Alfano "condivisione per gli interventi in tema di circolazione stradale e di accelerazione del processo penale, ma abbiamo espresso perplessità sulla proposta di introdurre un delitto di ingresso illegale nel territorio dello Stato con pena fino a 4 anni di reclusione e arresto obbligatorio in flagranza".
Al di là delle valutazioni politico-criminali, Palamara sottolinea che questo nuovo reato creerebbe gravissime disfunzioni soprattutto "nei piccoli uffici dell'Italia meridionale, maggiormente esposti al fenomeno degli ingressi illegali e sarebbe praticamente impossibile celebrare ogni giorni centinaia di udienze di convalida dell'arresto e processi per direttissima. Tutto ciò -aggiunge- senza alcun reale beneficio in termini di effettività delle espulsioni e riduzione del fenomeno dell'immigrazione clandestina".
Perplessità inoltre vengono espresse dal presidente dell'Anm riguardo l'aggravante comune «legata alla condizione di irregolarità dello straniero sul territorio nazionale che, ove non diversamente calibrata potrebbe determinare un aumento della pena esclusivamente in ragione della condizione soggettiva del colpevole anche nei casi in cui non si ravvisi alcuna incidenza sul disvalore del fatto determinando in tal modo una eventuale incompatibilità con il principio di uguaglianza".
L'IDEA DI CALDEROLI
La giustizia amministrativa non ha gli strumenti per decretare le espulsioni certe degli irregolari che la Lega Nord continua a pretendere. È la posizione ribadita dal ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie della Lega Nord Roberto Calderoli di fronte alle perplessità sulla reale efficacia del reato di immigrazione clandestina che permangono nel governo e nella maggioranza.
"Nessuno -dichiara Calderoli - ha intenzione di introdurre il reato di immigrazione clandestina per ingolfare la macchina della giustizia e riempire le carceri: l'obiettivo dell'introduzione della nuova fattispecie di reato è quello di garantire l'espulsione certa e per direttissima dell'irregolare, cosa che oggi non avviene attraverso la via amministrativa. Personalmente ritengo che il reato debba esserci e che la condanna possa essere una pena pecuniaria con la pena accessoria dell'immediata espulsione, allinenandoci in questo modo alla politica sul controllo dell'immigrazione attuata a livello europeo".
"Utilmente - aggiunge - potrebbero operare per questa tipologia i giudici di pace, estendendo la sfera di competenza penale attuale relativa ai reati cosiddetti 'bagatellarì anche al reato di immigrazione clandestina, questo porterebbe ad evitare un ingolfamento dei tribunali penali, non ci sarebbe nessuna carcerazione di massa ma si otterrebbe il raggiungimento dell'obiettivo dell'esplusione per direttissima, come auspicato dalla stragrande maggioranza dei nostri cittadini. Conclusione: reato di immigrazione clandestina uguale a nessuna paralisi dei tribunali, nessun sovrallofamento carcerario ma certezza delle espulsioni immediate".
GASPARRI: IL PARLAMENTO E' SOVRANO
Dura replica del presidente dei senatori Pdl Mauruzio Gasparri alle critiche dell'Anm al pacchetto sicurezza per il reato di clandestinità e alla Superprocura prevista nel Dl rifiuti del Governo.
"Dispiace che l'Associazione nazionale magistrati invece di contribuire ad aumentare il tasso di sicurezza nel nostro paese - afferma Gasparri - si abbandoni a critiche contro le nuove norme che il governo ha proposto per contrastare l'immigrazione clandestina e contro l'ipotesi della Superprocura per contrastare l'emergenza rifiuti. Dall'Anm ci si aspetterebbe un contributo positivo per tutelare di più i cittadini, vittime anche delle inefficienze e delle lungaggini che caratterizzano la giustizia nel nostro paese".
"Per fortuna - ricorda il capogruppo Pdl - in democrazia il Parlamento è sovrano e certamente le proposte per una maggiore severità nei confronti dell'immigrazione clandestina e di una più efficace azione di contrasto dei fenomeni di illegalità collegati all'emergenza rifiuti prevarranno".
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