I due killer volevano uccidere un pregiudicato, ma hanno colpito il piccolino. Indagini a 36' gradi, verrà sentito anche il vero obiettivo dei sicari, ricoverato con ferite alle gambe
Reggio Calabria, 7 giugno 2008 - È in condizioni gravi, ma non si teme per la sua vita, il bambino di quattro anni ferito alla testa da un colpo di pistola in un agguato che due killer hanno teso ad un cinquantenne di Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria.
Il piccolo, che si trova ricoverato negli Ospedali Riuniti della città dello Stretto, è stato sottoposto ad accertamenti radiologici prima dell'intervento chirurgico per l'estrazione del proiettile che si è conficcato in prossimità della nuca. I medici hanno già tamponato l'emorragia.
INTERROGATO L'OBIETTIVO
In mattinata il pm della Procura di Reggio Calabria, Giovanni Musaro', sentirà il vero obiettivo della sparatoria, ricoverato anche lui per alcune ferite alle gambe negli ospedali riuniti. A Borrello saranno poste domande, in particolare, in merito alle circostanze e al possibile movente dell'agguato, al quale e' scampato gettandosi dalla bicicletta su cui si trovava.
Nelle prossime ore, inoltre, saranno anche avviati gli esami balistici sulla pistola calibro 7,65 che e' stata abbandonata sul luogo dell'agguato.
LE INDAGINI
I carabinieri stanno sentendo numerose persone. E tra queste i testimOni del grave episodio. Controllati anche pregiudicati del luogo i quali sono stati sottoposti alla prova dello Stub. I militari dell'Arma cercano le motivazione dell'agguato che potrebbero affondare le radici in un episodio avvenuto quattro anni fa in cui Borrello - il vero obiettivo dei sicari - fu uno dei protagonisti. In quella circostanza, l'uomo rimase coinvolto in una sparatoria in cui persero la vita due
giovani, uno di 24 e l'altro di 25 anni.
Episodio che portò in carcere e alla condanna a 16 anni dell'uomo ferito. Ma di recente la sentenza d'appello ha ribaltato la decisione di primo grado, riconoscendo l'eccesso colposo di legittima difesa. Tuttavia non è detto che l'agguato di Piazza Porto Salvo sia da collegare a quell'episodio, anche se in serata una persona, vicina alle vittime del 2004, è stata fermata per accertamenti.
Il lavoro dei carabinieri, coordinato dalla procura antimafia di Reggio Calabria, si svolge a trecentosessanta gradi. Intanto, davanti al reparto dell'ospedale dove il piccolo è ricoverato continua a stazionare tanta gente: molti sono colleghi del papà del ferito. Melito Porto Salvo, dove in passato furono consumati atroci fatti di sangue, è un paese sotto shock e moltissime famiglie sono in ansia per le sorti del piccolo.
PANICO IN PIAZZA
Il ferito è il figlioletto di un poliziotto della penitenziaria che presta servizio nella Casa Circondariale di Reggio Calabria. Il bambino, assieme ai compagni della scuola materna da lui frequentata, stava partecipando al saggio di fine anno. Una circostanza che aveva richiamato in Piazza Madonna di Porto Salvo, situata sul lungomare della cittadina ionica, alcune centinaia di persone: oltre ai bambini vi erano anche le maestre, i genitori dei piccoli, familiari e tanta altre gente.
I killer, due in sella ad una moto di grossa cilindrata e con il caso integrale, hanno affrontato Franco Borrello, 50 anni, mentre questi si trovava in sella alla sua bicicletta. Da sotto i giubbotti, i sicari hanno estratto le armi, pistole di grosso calibro ( 9 per 21 e 7,65) ma prima che aprissero il fuoco il bersaglio designato si è buttato a terra spingendo la sua due ruote contro i "giustizieri".
Sarebbe stato a quel punto che uno dei proiettili rimbalzando sul selciato è andato a conficcarsi in prossimità della nuca del piccolo. Indescrivibili le scene di panico che hanno seguito la sparatoria ed il ferimento sia della vittima predestinata, sia, e soprattutto, del bambino.
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?