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IL COMMENTO

Fretta e realtà, le sfide di Silvio

Berlusconi alle prese con provvedimenti energici sui temi caldissimi dell’emergenza nazionale. A essere cambiato è il clima che, ora, può fare il miracolo

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Pierluigi Visci Bologna, 8 giugno 2008 - Fare. E fare in fretta. Ormai da mesi Silvio Berlusconi veste i panni della realtà (difficile) del Paese e degli italiani. Non ha fatto promesse mirabolanti in campagna elettorale, ma quello che ha detto l’ha fatto subito. Come l’abolizione dell’Ici e la detassazione degli straordinari.

 

Assieme ai provvedimenti energici sui temi caldissimi dell’emergenza nazionale: il contrasto all’immigrazione clandestina e criminale, la sicurezza delle città, l’eliminazione dei rifiuti di Napoli e della Campania. A ventre basso. Sa, il premier, che la "luna di miele" dura il tempo giusto, sa che il consenso è alto (il 65 per cento, dice, più alto del voto degli italiani che, meno di due mesi, gli affidarono il governo del Paese. E ora nessuno ironizza sul sondaggio), sa - soprattutto - che le attese sono altissime.

 

Non è preoccupato quando dice "se li deludiamo, che succederà?". Ma fortemente consapevole che non può sbagliare una mossa. Ha gli strumenti, c’è la volontà. C’è forte senso dello Stato - e stavolta non ci può essere equivoco - quando dice che per pagare meno tasse occorre che tutti le paghino. Rilanciando così la lotta all’evasione.

 

C’è attenzione ai diritti dei cittadini quando riapre il capitolo giustizia sull’infido terreno delle intercettazioni telefoniche. Che sia necessario un intervento è fuori di dubbio: non è possibile che un milione e mezzo di cittadini siano "spiati" per ordine dei pm; non è possibile che - nel momento in cui s’invocano risparmi - si spendano 300 milioni di euro l’anno per ascoltare le nostre telefonate; non è possibile che una giustizia in affanno spenda il 33 per cento del suo budget per le intercettazioni telefoniche. Non è possibile, ancora, che questi colloqui, anche negli aspetti irrilevanti o privati, finiscano quasi regolarmente in pasto all’opinione pubblica. Senza prudenze.

 

Ma il rovescio della medaglia è altrettanto delicato. Salve le inchieste di mafia e di terrorismo, sarebbe vietato usare le intercettazioni per reati non meno gravi come le rapine o la corruzione. Così come provoca "orticaria" l’annuncio di pene pesanti (5 anni di carcere) per il giornalista che pubblica i verbali delle conversazioni intercettate e sanzioni pecuniare salate per l’editore. C’è di mezzo un principio generale e costituzionale come il diritto-dovere di cronaca.

 

Questioni antiche, si dirà, riproposte ciclicamente. Tuttavia c’è un clima diverso che, ora, può fare il miracolo. E le reazioni, pur preoccupate, non sanno di barricata, come accaduto anche in tempi recentissimi. C’è una parola magica: confronto. La pronunciano sia i magistrati raccolti nell’Anm e i leader della corrente di sinistra, Magistratura democratica, sia il nuovo ministro di Giustizia. Speriamo che duri. Anche per questo Berlusconi ha fretta di fare.

di Pierluigi Visci

  • 08/06/2008 11:56
    antonio 1
    Come si fa a non condividere il programma di Berlusconi, ma sarà tutto o quasi illusorio se prima non si mette mano allo strapotere e inefficenza della magistratura, che continuerà a mettere ostacoli su qualsiasi provvedimento innovativo.
  • 09/06/2008 01:26
    gallocedrone
    La magistratura fa il suo dovere,io dico all'opposizione di andare piano a fare confronti,starei solo alla finestra ad osservare senza distrarmi. Le attese sono altissime,ma saranno lunghissime.Intanto si parlava del miracolo immondezza(3 mesi)ora sono diventati 30 e non è finita qui...mi dispiace assaie
  • 09/06/2008 03:31
    gabriele
    viva cuba,grazie ragazzi sono contento di essere nato in un paese con persone democratiche,salve a tutti voi....ciaooo
  • 09/06/2008 07:15
    Renzo
    Il problema non sta nella volonta',che ora sembra esserci,del Governo centrale. Il problema e' nella volonta' politica della amministraziobni locali di risolvere veramente i problemi. Il problema e' nella resistenza di associazioni criminose. Il problema e' nella resistenza delle caste,leggi magistratura,che si sente investita del potere di intervenire su tutto,anziche' applicare le leggi emanate dal parlamento. Se si superano questi problemi " se po fa'". Ma la vedo dura
  • 09/06/2008 09:01
    ivan
    da "il sole 24 ore" di domenica: bossi: "l'ici non è stata abolita, adesso paga lo stato invece dei cittadini". e il popolo leghista: bossi bossi bossi. ma perchè non riesce il popolo a fare 2+2? dire che paga lo stato vuol dire che pagano i cittadini (peraltro di solito i più sfigati, gli operai, che non possono evadere le tasse sui redditi)... la frase appena citata è una fesseria e faceva parte del programma elettorale di berlusconi.
  • 09/06/2008 10:20
    luciano
    mio nonno diceva che fra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare..siamo ancora nella fase della luna di miele , ma se non ci sara' un ritorno alle tante promesse ho paura che la pazienza degli taliani si tramutera' in rabbia od altro. questa e' l'ultima chiamata per la casta, se anche stavolta fallira' ho paura che la nostra convivenza sia a grande rischio
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