E’ l’eterno ritorno del vecchio film, con il leader dell’opposizione al traino della procura di Milano nell’attacco all’arma bianca contro il premier Berlusconi, che reagisce con furore
TROPPO bello per essere vero, lo spettacolo del Paese normale messo in scena con la regia del Quirinale. Infatti non è durato. In un amen, la luna di miele tra governo e opposizione si è mutata in luna di fiele. E’ l’eterno ritorno del vecchio film, con il leader dell’opposizione al traino della procura di Milano nell’attacco all’arma bianca contro il premier Berlusconi, che reagisce con furore. Si sperava di passare ad altro film, ma era illusione.
Non c’è nulla di normale, in un Paese dove lo stesso magistrato può indossare la doppia veste di avversario politico e di giudice del leader da lui avversato. E dove il capo dell’opposizione deve affrettarsi ad abbandonare la linea del dialogo per rientrare nei ranghi della vecchia contestazione girotondina, prima di essere travolto dai suoi stessi compagni di partito. Adesso tutto è più difficile, ma nulla è perduto.
Di nuovo in trincea, la maggioranza sotto attacco è più forte di prima. Ha dalla sua la piena legittimità democratica che viene dal senso di un dovere da compiere, oltre che dall’aritmetica parlamentare. Primo dovere, la salvaguardia della funzionalità delle istituzioni che non possono essere abbandonate a scorrerie giudiziarie aspettando tempi biblici per una prevedibile sentenza assolutoria. Altre democrazie hanno avuto il buon senso di sancire il temporaneo non luogo a procedere nei confronti dei vertici istituzionali in carica. Non resta che imitarle.
Se questa è l’intenzione, Berlusconi può contare sulla solidarietà dei suoi elettori e della sua maggioranza per metterla in pratica. Non è, come Veltroni, costretto a differire all’autunno la annunciata offensiva di piazza contro il governo, per non correre il rischio di rivolgersi a piazze semivuote, come semivuota era ieri l’assemblea costituente del Partito democratico. Il premier si fa forte delle difficoltà del suo avversario, tanto da contestargli il profondo rosso lasciato nei conti della capitale dall’ex sindaco di Roma.
Soprattutto, si fa forte del fatto che la luna di miele finita con l’opposizione continua con l’opinione pubblica. C’è finalmente un governo sintonizzato sulle attese dei cittadini. Che affronta i problemi e prende decisioni, proprio come nei Paesi normali. Non c’è ragione di rinunciare a tutto questo solo perché il leader dell’opposizione si è spinto troppo in là su un ramo troppo fragile e rincula per non fare un capitombolo.
di FRANCO CANGINI
Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica