Il legale parla anche di "uscita non casuale" e spiega che sta "pensando anche ad un ricorso al Garante per la privacy''
Roma, 26 giugno 2008 - Parla di "sconcio giudiziario" e di "uscita non casuale" uno dei legali di Agostino Saccà, Federico Teschini, dopo le nuove rivelazioni dell' Espresso sul contenuto delle intercettazioni telefoniche agli atti della procura di Napoli, tra l'ex direttore di rai Fiction e il premier Silvio Berlusconi.
Tedeschini parla di "un ulteriore abuso e una ulteriore violazione del segreto istruttori cui speriamo che il legislatore sappia porre rimedio con una legge''. Secondo il legale la pubblicazione delle intercettazioni è ''la prova che serve immediatamente una legge, un intervento pesante del Parlamento: queste cose accadono solo solo in Italia, dove vengono pubblicati, senza garanzia di trascrizione e veridicità, materiali raffazzonati e non sottoposti al vaglio dei giudici, prodotti a sostegno di teoremi accusatori cui spesso manca anche il rilievo penale''.
Tedeschini dice che sta ''pensando anche ad un ricorso al Garante per la privacy'' e ricorda che Saccà ''è in attesa di una decisione del giudice del lavoro dopo il nostro ricorso d'urgenza per costringere la Rai a pronunciarsi sul destino dell'ex direttore di Rai Fiction dopo la più lunga internal auditing della storia di viale Mazzini: e mentre il giudice sta decidendo, guarda caso escono queste nuove intercettazioni che potrebbero pesare sul suo giudizio. Non sembra - conclude - un fatto casuale''.
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