Le anticipazioni del piano di salvataggio Intesa SanPaolo, che prevede due fasi, con l'uscita totale del Tesoro dall'azionariato e la ricerca di un partner internazionale
Roma, 29 giugno 2008. - L'uscita totale del Tesoro dal suo azionariato, e oltre 4 mila esuberi: queste le novità, anticipate da 'Repubblica', del piano di Intesa Sanpaolo per il salvataggio di Alitalia.
Il progetto è pronto, e prevede due fasi: prima la nascita di una newco, poi la ricerca di un partner internazionale. Per trovare una soluzione, il tempo stringe e secondo le indiscrezioni, parrebbe impraticabile anche il ricorso alla legge Marzano. «Tanto che negli ultimi giorni - rivela il quotidiano - si sarebbero moltiplicati i contatti con il governo per studiare uno strumento legislativo ad hoc, una specie di salvagente d'emergenza che consenta di commissariare Alitalia senza metterne a rischio l'operatività».
Ad ogni modo, «il quadro finanziario interno è compromesso - hanno spiegato le fonti vicine al dossier - ma ora in sovrappiù si è aggiunto l'effetto del caro greggio, una bufera devastante peri concorrenti e che minaccia di trasformarsi nel colpo di grazia per la Magliana». Ed infatti i 4.000 esuberi potrebbero essere una stima anche «troppo prudenziale».
I SINDACATI: NESSUNA TRATTATIVA
«Se si prevedono 4 mila esuberi non ci sediamo al tavolo». Non lascia margini di trattativa Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil Trasporti, commentando all'Agi le indiscrezioni del piano di Intesa Sanpaolo per il salvataggio di Alitalia, e che prevederebbe appunto 4.000 esuberi (il piano di Air France-Klm ne prevedeva poco più della metà). Caronia lo dice chiaramente: «Se così fosse non ci sono le condizioni per un confronto».
«Mi sembra folle - ha aggiunto - un'uscita estemporanea, anche perché gli esuberi sono il frutto della considerazione di un piano, mentre qui mi sembra che si voglia anticipare in maniera terroristica una situazione inaccettabile». Quattromila esuberi, specifica il segretario della Uilt, «non stavano neanche nel piano di Toto e tanto meno in quello di Air France».
Allarmato anche Claudio Claudiani, segretario della Fit Cisl, che precisa: «Non si può partire dagli esuberi, devono presentare il piano industriale e di alleanza: gli esuberi sono un dato di arrivo e non di partenza». Per Claudiani gli esuberi «sono un elemento di preoccupazione» e l'obiettivo dei sindacati sarà puntare «sulla questione esuberi ma anche a dare una prospettiva al futuro dell'azienda».
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