I consiglieri di palazzo Marescialli approva il parere alla contestata norma salva-premier. "Profili di grave irragionevolezza, c'è anche una sorta di amnistia occulta"
Roma, 1 luglio 2008 - La norma 'blocca-processi' pone "problemi di compatibilità" con alcuni principi costituzionali, presenta "profili di grave irragionevolezza" e può provocare effetti pesanti sul funzionamento della giustizia: costringerà a fermare "un numero ingente di processi", secondo alcuni "più della metà di quelli in corso", il che produrrà una "ulteriore dilatazione dei tempi". Puntuale dal Csm è arrivata la sonora 'bocciatura' alla disposizione che la maggioranza ha inserito nel dl sicurezza, con una modifica sottratta "ai controlli preventivi di costituzionalità del capo dello Stato e della commissione Affari costituzionali del Senato", premettono i consiglieri di Palazzo dei Marescialli.
L'intero decreto è finito sotto la lente dell'organo di autogoverno della magistratura che, dopo giorni di polemiche anche aspre, oggi ha approvato il parere al provvedimento. Messo nero su bianco dai relatori Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost), il documento giovedì scorso aveva ottenuto il primo via libera dalla Sesta Commissione, con il solo voto contrario del laico di centrodestra Michele Saponara. Ora sarà trasmesso al ministro della Giustizia Angelino Alfano, in tempo perchè i rilievi del Csm alla norma che sospende i dibattimenti per i reati puniti con meno di 10 anni e commessi fino al 30 giugno 2002 vengano presi in considerazione alla Camera, dove il decreto ha iniziato il suo cammino.
Non solo i rilievi sulla costituzionalità, ma anche quelli sugli effetti "gravemente negativi" sulla funzionalità del servizio giustizia che la norma 'blocca-processi' è destinata a produrre: perchè costringerà a fermare "un numero ingente di processi", secondo alcuni "più della metà di quelli in corso". Una scelta "incongrua" rispetto all'obiettivo che si pone - avvertono i consiglieri di Palazzo dei Marescialli - e che anche nel "breve termine" provocherà "l'effetto opposto di una ulteriore dilatazione dei tempi della giustizia".
Nel documento si contesta anche il ricorso al decreto per intervenire su una materia così delicata, tanto più se poi si introducono modifiche successive sottratte "ai controlli preventivi di costituzionalità del capo dello Stato e della commissione Affari costituzionali del Senato". Il riferimento è sempre alla contestata sospensione dei processi, che per i consiglieri è soprattutto incostituzionale. Giudizio contestato dal centrodestra, ma che il Csm rivendica: "I pareri resi dal Consiglio superiore al ministro della Giustizia, su richiesta o autonomamente, ai sensi dell'art. 10 della legge del 24 marzo 1958, n. 195, sulle proposte e sui disegni di legge, nonchè sui decreti legge in vista della loro conversione si estendono - secondo il testo della legge e la costante prassi consiliare - ai profili riguardanti l'ordinamento giudiziario, l'organizzazione e il funzionamento della giustizia, la disciplina dei diritti fondamentali costituzionalmente previsti", è scritto nel documento approvato oggi.
Infatti, quella disposizione non solo non rispetta il principio della ragionevole durata del processo, tutelato dall'articolo 111, ma "pone delicati problemi di compatibilità" anche con l'obbligatorietà dell'azione penale sancita dall'articolo 112 della Carta. "La norma non si limita a fissare 'criteri di priorità'" nella trattazione dei processi: "Vengono introdotte nel sistema rigidità tali" da creare anche "l'esclusione dell'azione penale per intere tipologie predeterminate di reati".
La norma in questione - rincara il Csm - presenta anche "profili di grave irragionevolezza": lo "spartiacque temporale" fissato al 30 giugno 2002 per stabilire i processi che devono essere sospesi è "casuale e arbitrario". Così come "ugualmente non ragionevole" è la scelta dei reati, tra i quali vi sono "numerosi delitti che, secondo altre previsioni dello stesso decreto, determinano particolare allarme sociale".
Non solo. Per il Csm lo stop obbligatorio dei processi, "oltre a ledere talora in modo assai grave gli interessi e le aspettative delle parti offese, può violare anche diritti dell'imputato". E "lacunosa e imprecisa" viene giudicata la disciplina della sospensione della prescrizione durante l'anno in cui i processi dovranno fermarsi.
Nella norma 'blocca-processi' c'è anche "una sorta di amnistia occulta", avvertono i consiglieri di Palazzo dei Marescialli. Il riferimento è ad un aspetto particolare, quello che dà la possibilità al presidente del Tribunale di sospendere i processi per reati prossimi alla prescrizione o coperti da indulto. "La sua struttura - è scritto nel parere - la fa apparire una sorta di amnistia occulta applicata al di fuori della procedura prevista dall'articolo 79 della Costituzione".
E rilievi l'organo di autogoverno delle toghe riserva anche all'aggravante di clandestinità che viene introdotta nel codice penale: "Immette nel sistema un tasso di elevata rigidità e si fonda su una presunzione di pericolosità che non può automaticamente conseguire a uno status di mera irregolarità amministrativa", si sottolinea da Palazzo dei Marescialli.
Richiamando anche in questo caso i 'paletti' fissati dalla Corte costituzionale in una sentenza dello scorso anno. Qualche perplessità suscitano anche altre norme del provvedimento, come gli incentivi al ricorso ai riti per direttissima o l'abrogazione del patteggiamento in appello o, ancora, la confisca degli immobili affittati a clandestini: la loro ratio è "condivisibile", è la premessa, accompagnata però dal richiamo alla necessità di intervenire per precisare meglio alcuni aspetti che rischiano di creare problemi interpretativi.
Ma nel dl sicurezza ci sono anche norme positive per i consiglieri dell'organo di autogoverno della magistratura. Come quelle "significative" che riguardano la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. "Il complesso degli interventi adottati in tema di misure di prevenzione antimafia - scrive il Csm - deve essere valutato positivamente, in quanto potenzia gli strumenti preesistenti e risolve alcuni complessi problemi applicativi".
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