Il ministro della Difesa conferma le indiscrezioni dei mesi scorsi e dà ufficialità al lavoro fatto da oltre un anno e mezzo dalle nostre truppe speciali. "Il governo Prodi ha tenuto l'informazione riservata"
Herat (Afghanistan), 2 luglio 2008 - Allora combattono. C’è voluta la visita del ministro della Difesa Ignazio La Russa in Afghanistan per cancellare imbarazzati silenzi e confermare le indiscrezioni faticosamente fatte uscire in questi mesi, dando ufficialità al duro lavoro fatto da oltre un anno e mezzo dalle nostre truppe speciali della Task force 45 e dalla Forza di reazione rapida. Un lavoro che sarà ora svolto alla luce del sole.
«Il governo Prodi — ha spiegato La Russa dopo aver visitato la Task Force 45 e i fucilieri del 66° schierati a Farah — ha tenuto forse giustamente l’informazione riservata: con una maggioranza come la sua lo avrei fatto anch’io. Oggi però confermiamo che i nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento, hanno salvato vite umane di militari appartenenti ad altri contingenti e neutralizzato attentati».
«I soldati italiani — ha aggiunto La Russa — lo fanno e lo vogliono fare al meglio; per questo mi hanno chiesto altri elicotteri e tre elicotteri saranno inviati entro novembre insieme ai rinforzi di cinquecento uomini. Si tratta di compiti pericolosi e ringrazio Dio che non abbiamo subito lutti e sofferenze». La Russa ha rivelato anche che «i nuovi caveat sono già operativi, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna richiesta». Per impieghi «fuori area di competenza», d’ora in poi gli italiani decideranno entro un massimo di sei ore.
Oggi nel comando regionale Ovest affidato alla brigata aeromobile Friuli operano 1.422 soldati italiani ai quali si aggiungono 843 spagnoli, 132 lituani, 200 statunitensi, 112 albanesi. Con l’arrivo della Friuli (600 uomini dei quali 350 fanti aeromobili) e utilizzando anche una compagnia di bersaglieri e un reparto spagnolo, si è costituito un «Battle Group» forte di quattro compagnie: cioè un reparto di pronto impiego di consistenza doppia rispetto alla forza di reazione rapida attiva fino ad aprile Attualmente delle quattro compagnie due sono nella provincia di Farah: una di fucilieri è schierata con la Task Force 45 nella base avanzata di Delaram. E un’altra è a Farah.
Ad ottobre-novembre, con l’ulteriore spostamento di altri 500 uomini verso Herat — a Kabul resteranno circa 500 italiani — ci saranno le forze per costituire un secondo «Battle group», con un guadagno netto nella provincia di Farah di due compagnie. Nella sua visita La Russa ha incontrato anche il presidente Karzai che ha chiesto di «inviare addestratori della Guardia di Finanza» e soprattutto «un forte intervento diplomatico sul Pakistan, dato che i rapporti con Islamabad non sono certo all’apice». Un eufemismo, visto che servizi segreti afgani avrebbero le prove che l’attentato del 27 aprile contro Karzai sarebbe stato eterodiretto dall’Isi, il servizio segreto pakistano che fu «l’inventore» dei talebani e non ha perso il vizio.
di Alessandro Farruggia
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