La puntata di Matrix di stasera con ospite il presidente del Consiglio non si farà. "L'intervento in tv sarebbe inopportuno". Mentana: "Peccato, un'occasione perduta"
Roma, 3 luglio 2008 - Silvio Berlusconi non va a Matrix. L'annuncio lo dà Enrico Mentana e le motivazioni le spiega il premier con una nota: "Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo".
Non si placa la polemica sui veleni delle intercettazioni. Mentre Enrico Mentana parla di "occasione perduta", Walter Veltroni fa sapere che lui a Matrix ci andrà mercoledì prossimo "e state certi - dice il leader del Pd - che parlerò di temi sociali e politici non certo delle cose cui fa riferimento il Presidente del Consiglio, cioè il gossip", e sottolinea che il decreto "serve sui salari" e non sulle intercettazioni che "inasprirebbe solo il clima".
Massimo Donadi (Idv) non ha dubbi: "l'informazione deve prevalere sulla privacy. E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo?", si chiede Donadi, alludendo all'ipotesi di pubblicazione di nuove intercettazioni del Premier. "Io sono rispettoso al massimo - dice Donadi - della privacy dei cittadini italiani ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati. Negli Usa Bill Clinton è stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky" ed hanno avviato la procedura di impeachment.
Niccolò Ghedini, deputato del Pdl ed avvocato del Cavaliere, dice che oramai è inutile negarlo "l'emergenza c'è" e "sarà il Consiglio dei ministri, domani, a valutare collegialmente se sulle intercettazioni si procederà per decreto legge".
Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, è dell'avviso che i requisiti di necessità e urgenza del decreto sulle intercettazioni "ci sono tutti, ma c'è una difficoltà di calendario, un problema di tempi parlamentari. Noi prevediamo di lavorare fino al 7 o 8 agosto, ma se si fa un decreto bisogna avere la ragionevole certezza della sua conversione nei termini prescritti".
Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ritiene che non sia affatto scandaloso pensare ad un decreto, mentre la sua collega di governo, Mara Carfagna, taglia corto: "non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo".
Il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, afferma che "le ragioni dell'urgenza per un intervento legislativo sul tema barbarico delle intercettazioni telefoniche, che vengono passate ai giornali, ci stanno tutte.
Poi bisogna fare i conti con i tempi parlamentari".
Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica