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ESCLUSIVO / IL RACCONTO DI UN BARISTA

"Quel ragazzo ha pensato che fosse una preda da portar via"

La testimonianza: "Non mi sembra che il Gordo potesse essere il tipo di una ragazza così fine"

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Federica Squarise LLORET DE MAR (Spagna), 9 luglio 2008 - ALL’UNA di notte la polizia passa con gli idranti lungo la spiaggia per sfrattare i ragazzi che bivaccano con la scorta d’alcol. Alle 7 è tutto pulito, le notti brave hanno lasciato segni di risse, tracce di vomito e di bottiglie scolate. Gli ultimi che escono dalle discoteche hanno gli occhi sbarrati. Quando l’orda di ragazzini inglesi, olandesi, belgi o tedeschi va finalmente a dormire, questa piccola città sul mare cade nel silenzio e torna a essere quel borgo che deve essere stato anni fa. Antonia, 81 anni, se lo ricorda bene: «Non c’era tutto questo turismo fastidioso».

Appena il sole è alto, l’andirivieni dei gruppi di biondi slavati ricomincia. Alcol vietato ai minori, recita la disposizione comunale. «Non è vero, ce lo danno anche se abbiamo 17 anni» ridacchiano quattro olandesi che ammettono: «Siamo venuti apposta qui a fare festa e bere liberamente».

BARISTA del Beach& Friends è «Guti», tifoso sfegatato del Real Madrid che si fa chiamare come il noto giocatore. Ha 34 anni, è del posto e fa i turni con gli argentini. È uno dei pochi lloretani che lavorano nei locali del turismo, dove il personale è spesso straniero, ed è il solo che abbia voglia di parlare di Federica: «È venuta qui con Stefania il primo giorno che sono arrivate, c’era la finale degli Europei, ha vinto la Spagna e abbiamo fatto festa tutti insieme. Mi ricordo che ho pensato subito che avrei perso il mio tempo a farle il filo. Era timida, ma anche una che teneva le distanze; insomma, una di quelle ragazze che ti danno il due di picche e siccome lo capisci non ci provi neppure».

INVECE Federica al catalano dagli occhi verde scuro ha scattato una foto di nascosto: «Me l’ha fatto notare l’altra barista che era al banco con me». E Victor? «Victor l’ho visto tre volte. Veniva qui ogni tanto perche c’erano altri sudamericani e perché in questo bar si sta bene. Non abbiamo niente da nascondere, c’è un’atmosfera rilassata». Per questo Stefania e Federica hanno continuato a frequentare il Beach & Friends: «Il giorno della scomparsa sono passate a bere una birra piccola».

La sera c’era anche Victor. «Guarda — racconta «Guti» —, è grosso, alto e non attrae certo una ragazza fine come mi è parsa Federica». A lui però lei piaceva, tanto che l’ha portata con sé in discoteca. E qui si sono mescolati ad altri ragazzi, alcuni già conosciuti da Victor, che li aveva indicati alla polizia, e altri no. «Quello che penso — chiude il barista — è che quella ragazza era una preda da portarsi via».

 

GLI AMMINISTRATORI comunali di Lloret de Mar sono seccatissimi, e il sindaco da ieri non è neppure in città. Dopo avere offerto assistenza ai fratelli di Federica, ha preferito non dire una parola pubblica, nonostate l’attenzione su questa cittadina che vive di turismo che adesso si sente il fiato sul collo delle televisioni e della stampa. Trentamila camere d’albergo, diecimila abitazioni private da affittare per poche notti o per mesi a prezzi molto più bassi che in altri luoghi della Costa Brava, e discoteche per ogni gusto, cresciute come funghi negli ultimi dieci anni. Gli italiani sono i quinti come presenze. Quelli che ci sono hanno saputo della ragazza uccisa e dicono: «Abbiamo paura».

A POCHI PASSI dal bar, semiaperto, come se fosse sulla spiaggia anziché sulla strada principale di Lloret, la Avinguda Just Marlès, c’è il Flamingo, l’albergo con i balconi a ringhiera dove hanno alloggiato le due ragazze padovane (e dove ci sono state le tragedie di altre ragazze in vacanza, cadute ubriache dai balconi) e dove fino a ieri mattina c’erano anche i fratelli di Federica, Mattia e Roberta. Si sono trasferiti a Barcellona, dove li ha raggiunti il loro legale per avere l’assistenza del Consolato italiano guidato da Roberto Natali, che ieri ha ripetutamente parlato di persona anche con i familiari della ragazza scomparsa rimasti in Italia. Mattia e Roberta — lo hanno ripetuto anche ieri — torneranno in Italia quando potranno portare con loro la salma di Federica.

dall'inviato Bruna Bianchi










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