Madrid, 10 luglio 2008 - Dopo giorni di angoscia e polemiche sui rischi per i turisti a Lloret de Mar, il comune della cittadina della Costa Brava in cui è stata uccisa Federica Squarise ha deciso di proclamare un giorno di lutto municipale. Lo hanno reso noto le autorità comunali in una lettera inviata ai familiari e al Consolato d'Italia a Barcellona, secondo cui "il municipio si unisce al dolore della famiglia e di tutta la nazione italiana".
"In tutte le dipendenze del comune, la bandiera del comune sarà a issata a mezz'asta", indica il comunicato, per quella che nel decreto municipale viene definita la "tragica morte" di Federica.
Il municipio di Lloret, inoltre, "parteciperà domani alla concentrazione silenziosa di sostegno alla famiglia e di protesta per l'accaduto, convocata da diverse associazioni e che si svolgerà alle 22 nella Plaþa de la Vila", con l'accensione di candele.
Il sindaco di Lloret, Xavier Crespo, nei giorni scorsi aveva già espresso il suo cordoglio per i fatti, ma finora le autorità municipali sono state soprattutto preoccupate per i rischi di contraccolpi sul turismo, e hanno ricordato che dal 2005 non si erano svolti fatti violenti a Lloret de Mar.
In realtà, il giorno successivo alla sparizione di Federica e nello stesso hotel Flamingo, una giovane turista olandese di 17 anni è morta mentre cercava di saltare da un balcone ad un altro.
Dopo il caso Squarise in Catalogna è tornata la polemica sul degrado della parte della Costa Brava intorno a Lloret, dove da decenni è stato fomentato il 'turismo de borrachera' (turismo degli ubriaconi'), con decine di discoteche e pub e ben poco mare.
Alcuni si oppongono a questo modello turistico, che contrasta con quello più ricercato (e più caro) di altre località più a nord, come Calella o Cadaqués. Ieri il presidente dell'associazione delle agenzie di accoglienza della Catalogna, Felix Aguilar, si è detto "preoccupato" per l'impatto sul turismo italiano, che a Lloret è il quarto, dopo quello spagnolo, britannico e francese. Per il momento, però, sottolinea il 'Diari de Girona', non c'è ancora notizia di cancellazioni massive dall'Italia.
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