Il leader del Pd: "Nelle case degli italiani la sera ci si chiede cosa accadrà agli stipendi e non a che punto e' il lodo Alfano''
ROMA, 13 luglio 2008 - Walter Veltroni va all'attacco del governo e punta sulla manovra economica, i cui tagli previsti per scuola, salute e forze dell'ordine sono, per il leader del Pd, ''la vera emergenza. Nelle case degli italiani la sera ci si chiede cosa accadra' agli stipendi e non a che punto e' il lodo Alfano''.
''Questi tagli - prosegue Veltroni - sono una cosa grottesca. Ho letto che c'e' stato uno scontro su questo tema anche tra i ministri nella riunione del Consiglio. E' assurdo - aggiunge ancora - che si parli di sicurezza quando poi si taglia il personale delle forze dell'ordine che e' sulla strada''.
Veltroni critica poi la reintroduzione dei ticket sanitari sottolineando come questa scelta ''contraddica gli annunci fatti in campagna elettorale a proposito di una diminuzione della pressione fiscale''.
I 5 MILIONI DI FIRME
Veltroni spiega che la raccolta di 5 milioni di firme serve a far sì che "il Paese si pronunci attraverso un atto impegnativo e civilmente e politicamente importante di apporre la forma con nome e cognome a una petizione che richiama il Paese intero a ritrovare se stesso" ,
"L'Italia è smarrita perché vive una condizione sociale drammatica, tanto dura quanto non la si conosceva da anni. Lo sanno le famiglie e i cittadini che, a fronte dell'aumento del costa della vita, con gli stipendi e le pensioni non riescono a sostenere una sfida che diventa ogni mese più difficile", sottolinea Veltroni.
"Crolla la produzione industriale - sottolinea nel video il segretario del Pd - e il governo risponde aumentando le tasse e diminuendo gli investimenti", oltre che "con tagli alla sicurezza e scuola", e questi "sono i dati del Dpef".
Per questo serve una "grande manifestazione popolare" organizzata da "un'opposizione riformista, dura nei principi e capace di ascoltare la voce e il disagio e le speranze di gran parte della popolazione".
"Il premier - conclude Veltroni - cerca in tutto i modi di creare le condizioni di un conflitto e di uno strappo".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione