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L'ADDIO A FUNARI

Il funerale del 'giornalaio d'Italia'
La bara in chiesa coperta di girasoli

Nella chiesa di San Marco è risuonata la voce del conduttore che recitava il testo della canzone di Bob Dylan 'Blowing in the wind'. Tra i personaggi tv presenti Cristiano Malgioglio e Piero Chiambretti

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Gianfranco Funari Milano, 15 luglio 2008 - Quello di Gianfranco Funari è stato un funerale "nel nome del popolo, non con le autorità", proprio come sarebbe piaciuto al popolare presentatore tv, morto sabato a 76 anni. Tante persone comuni, che alle 13 erano già in coda di fronte al portone della chiesa milanese di San Marco, in zona Brera, ma pochi colleghi come Piero Chiambretti, Silvana Giacobini, Cristiano Malgioglio, Enrico Lucci, Claudio Cecchetto e Carlo Freccero. Solo Marco Ferrando (Pcl) e Giorgio Jannone (Pdl) tra i politici, oltre all'ex ministro della Famiglia Antonio Guidi, nonostante l'impegno costante di Funari nello "spiegare la politica alla gente comune", come ha ricordato la moglie.

 

Per il resto tutto secondo copione, da vero uomo di spettacolo: girasoli sulla bara, bastone e cappello lì a fianco, un telecomando, un set di fiches da gioco e un pacchetto di sigarette all'interno.

 

In prima fila, alle 14,10, si è seduta l'ultima moglie, Morena Zapparoli, che ha voluto aprire la cerimonia con l'ascolto di un brano musicale caro alla coppia, "Blowin' in the wind" di Bob Dylan, seguito dalla voce registrata dello stesso Funari che recitava, questa volta in italiano, il testo della canzone. "Non soffriva gli ipocriti" ha detto dall'altare uno dei celebranti, il sacerdote maltese Charles Vella, collaboratore dell'ospedale milanese San Raffaele, che ha seguito Funari durante la malattia.

 

Per questo i familiari hanno scelto il brano del Vangelo di San Luca nel quale Gesù si scaglia contro i farisei. Poco prima è stata letta la parabola dei Talenti e la seconda lettera di San Paolo ai corinzi.

 

"Gianfranco pensava di amare cercando la verità" ha detto durante l'omelia l'altro celebrante, il parroco di San Marco monsignor Luigi Testore, che ha incentrato il proprio messaggio sulla speranza nella resurrezione e sull'incontro con Dio dopo la morte. Al termine della celebrazione religiosa, voluta dallo stesso Funari, la moglie del presentatore Tv ha letto alcuni pensieri a lui dedicati. "Sei nelle braccia degli angeli? Vorrei le certezze incrollabili di chi crede, ma comunque sono certa che appartieni a quella categoria di uomini resi un po' immortali dalla fama". Un messaggio d'amore e un ricordo della suo attaccamento per libertà di pensiero, "senza compromessi con il potere". Un atteggiamento che gli è costato caro: "Sei tu - ha detto Morena - il vero epurato della televisione".

 

"Hai passato una parte della vita nei casinò - ha ricordato ancora la moglie - ma l'intera tua vita è stata un azzardo. Hai incarnato quello che dovrebbe essere il giornalismo e per questo l'hai pagata cara". La lettura si è conclusa con la canzone 'La cura' di Franco Battiato seguita dal brano 'A muso duro' di Pierangelo Bertoli. Poi gli applausi e le lacrime del suo pubblico, la ressa di fotografi e operatori davanti al feretro e il trasferimento della bara al Cimitero monumentale di Milano dove era già pronta una lapide con l'incisione "Ho smesso di fumare". Il suo messaggio-testamento ai giovani. Quanto al vizio del fumo, ha concluso Morena, "era libero di farsi del male, ma agli altri non lo ha fatto mai".










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