In fondo, si tratta di rispettare la parola data. Il che vale nel calcio come nella vita...
In fondo, si tratta di rispettare la parola data. Il che vale nel calcio come nella vita. O almeno dovrebbe valere. Ma sull'isola che non c'è e ha la forma di un pallone, si è consolidata la credenza in base alla quale i contratti sono carta straccia, soprattutto quelli pluriennali. Si firmano, poi si calpestano e chissenefrega di ciò che si è detto, delle parole al miele spese per imbonire o rabbonire i tifosi, degli impegni presi, magari anche con l'allenatore che ti ha salvato la carriera restituendoti all'onor del mondo e con gli stessi compagni che delle bizze di una primadonna ne hanno le tasche piene.
A questa scuola di pensiero si erano iscritti Adrian Mutu e il suo agente, Alessandro Moggi. All'inizio di giugno, il primo parte per gli Europei con la Romania e il secondo bussa a quattrini con la Fiorentina: chiede il raddoppio dell'ingaggio per l'attaccante, il quale percepisce già una cifra decisamente ragguardevole: attorno ai 2 milioni di euro. La società replica: hai liberamente firmato sino al 2011, dov'è il problema? Poi irrompe la Roma, ambiziosa e diretta concorrente della Fiorentina: a meno di tre settimane dal preliminare di Champions dei viola, mette sul tavolo 19 milioni di euro per il cartellino e un accordo quadriennale per il giocatore, a 3,5 milioni di euro netti a stagione.
Dopo una giornata pirotecnica, durante la quale il titolo della Roma in Borsa guadagna il 21%, il presidente Andrea Della Valle taglia corto: Mutu è e resta un giocatore della Fiorentina. Determinante anche il ruolo ricoperto da Cesare Prandelli: ancora una volta il tecnico viola si conferma il garante del Progetto Fiorentino. Due anni fa, i Signori Tod's rifiutarono i 25 milioni di euro offerti dall'Inter per Toni: fu Diego Della Valle a spiegare che i contratti si rispettano, soprattutto quando la squadra cui appartieni parte con un handicap pesantissimo. Toni capì talmente bene la lezione da accettare un accordo fra gentiluomini: l'anno dopo, fu lasciato libero di trasferirsi, ma in Germania.
Non sappiamo cosa accadrà fra un anno a Mutu: sappiamo che, per riguadagnare la considerazione dei tifosi, dovrà segnare almeno un gol in più dei 17 in campionato e dei 6 in Uefa. Stando bene attento a ciò che dice fra un giorno e l'altro. Se il venerdì dichiara amore eterno alla squadra e il martedì dopo vuole cambiare aria, c'è qualcosa che non funziona. Ma i tifosi non sono mica scemi.
di Xavier Jacobelli
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