Saranno tremila i militari impegnati nella difesa del territorio nazionale. L'operazione durerà sei mesi. Nella Capitale c'è chi li aspettava, ma c'è anche chi è scettico sulla decisione del Governo
Roma, 4 agosto 2008 - È scattata all'alba di oggi l'operazione «Strade sicure» varata dal governo con lo schieramento nelle principali città di 3 mila militari impegnati in compiti di ordine pubblico: pattugliamenti, presidio di siti sensibili, vigilanza di centri di permanenza immigrati.
"Io ed il ministro Maroni - ha sottolineato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in visita agli uomini impegnati a Milano - non abbiamo la pretesa che questo provvedimento sia risolutivo dell'attesa di maggiore sicurezza che viene dai cittadini, è però un passo nella direzione giusta".
Nella capitale i primi 400 militari (comprese 34 donne) sono stati distribuiti tra stazioni della metropolitana, ambasciate e centro immigrati di Ponte Galeria. La loro presenza, ha ribadito il sindaco della città, Gianni Alemanno, "rassicura" e "non spaventa" cittadini e turisti stranieri, ma non ci saranno pattuglie nelle zone del centro, come deciso dal prefetto Mosca.
Soldati in strada anche a Milano (174), con presidio fisso in piazza del Duomo, e a Napoli (una quarantina dei 179 previsti), impegnati a sorvegliare tra l'altro il consolato Usa, il molo Beverello, piazza del Plebiscito e piazza Trieste e Trento nel cuore della città. A Palermo, il primo piccolo contingente di 50 soldati del quarto reggimento Bersaglieri è arrivato nello stesso giorno in cui nel '92 era iniziata l'operazione 'Vespri Siciliani'.
Piano operativo da oggi anche a Bari (bersaglieri e militari del Battaglione San Marco), Torino (alpini del 32esimo Reggimento - Brigata Alpina Taurinense), Catania (brigata meccanizzata 'Aosta' dell'Esercito), Cagliari (151° reggimento della Brigata Sassari).
Naturalmente, non mancano le polemiche: "Ho troppo rispetto per i militari per vederli ridotti al ruolo di comparse di Cinecittà", ha ironizzato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
I COMMENTI DELLA GENTE
''Era ora, vi stavamo aspettando: mi sento più sicura, gli zingari non proveranno più a rubarmi la borsa o il portafogli''. Rosa, una delle tante persone che ogni mattina transitano nella stazione della metro di Anagnina per raggiungere il centro di Roma, non nasconde la sua soddisfazione alla vista dei mezzi delle forze armate che da questa mattina alle 7 presidiano la zona esterna e interna dello snodo. ''Vi abbiamo visti dal pullman arrivando - prosegue la donna - ed è esploso un applauso''.
Non tutti i pendolari sono così convinti che questa operazione porti a risultati concreti: ''Speriamo che serva a qualcosa - afferma Francesco, che lavora in uno studio legale - Questa mattina i tanti nomadi che di solito stazionano qua fuori non ci sono: questo è già un segnale incoraggiante''.
Si definisce invece ''scettico'', Mario, un pensionato: ''In tanti anni ne ho viste di iniziative di questo genere: nei primi giorni sembra che le cose cambino, ma con il passare del tempo tutto tornerà come prima''.
''Io ero tranquillo anche prima con i finanzieri e anche chi abita in questi palazzi lo stesso''. Adriano Mariotti fa il portiere in tre condomini di via dei Monti Parioli e non pensa che con l'arrivo dei militari cambierà qualcosa. Da stamattina, infatti, davanti alla residenza dell'ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede, proprio di fronte al suo posto di lavoro, i militari hanno preso il posto dei finanzieri che da anni controllano il civico 20.
''I condomini sono tranquilli - ha spiegato Mariotti - lo sono sempre stati e sono contenti che ci sia questo controllo anche se penso che i finanzieri fossero piu' che sufficienti''.
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