Queste le tappe salienti della questione nel governo Prodi e poi in quello di Berlusconi sulla rappresentanza politica alla cerimonia inaugurale dei Giochi
Roma, 5 agosto 2008 - Dai dubbi di Giovanna Melandri alla decisione di inviare il ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla cerimionia inaugurale. Queste le tappe salienti del dibattito nel governo Prodi e poi in quello di Silvio Berlusconi sulla rappresentanza politica alla cerimonia inaugurale dei Giochi:
- 26 marzo: Giovanna Melandri, ministro delle Politiche Giovanili del governo Prodi, pensa a un boicottaggio dei Giochi di Pechino, dopo le violenze in Tibet. «Penso che l'eventuale assenza di rappresentanti politici ai Giochi di Pechino possa essere una via praticabile se le cose non cambieranno».
- 11 giugno: Il sottosegertario agli Esteri, Alfredo Mantica, nel corso di un'audizione sostiene che "la partecipazione di autorità italiane alla cerimonia di apertura non è ancora stata decisa, ma al momento "non vede favorevole il governo italiano". Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, lo corregge e definisce "inaccetabile il boicottaggio".
- 29 luglio: Il governo annuncia che sarà Frattini a rappresentare l'Italia all'inaugurazione dei Giochi.
- 5 agosto: Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato per il Pdl, rilancia la possibilità di boicottaggio. "Il gesto dell'atleta tedesca Imke Duplitzer, che ha annunciato di non prendere parte alle cerimonia inaugurale dei giochi per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, sia da stimolo per tutti gli atleti, compresi quelli italiani".
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