Il Gup del Tribunale di Reggio Calabria aveva condannato i due detenuti a dodici anni e sei mesi, ma ha depositato le motivazioni fuori tempo massimo. Alfano dispone accertamenti
Reggio Calabria, 7 agosto 2008 - Sarcerati perché le motivazioni della sentenza sono state depositate in ritardo. L'ennesima storia di una giustizia lenta e ferraginosa arriva da Reggio Calabria dove due detenuti, condannati a dodici anni e sei mesi per tentato omicidio, sono tornati in libertà.
Secondo quanto scrivono alcuni quotidiani, i due sono usciti di prigione martedì scorso dopo essere stati condannati in primo grado il 5 novembre del 2006 dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Reggio Calabria. Le motivazioni della sentenza, però, sono state depositate solo il 7 maggio scorso - cioè fuori dai tempi utili - consentendo alla difesa di poter presentare istanza di scarcerazione allo stesso giudice. Il magistrato non ha potuto fare altro che accogliere la richiesta..
Nel novembre del 2004 la coppia di malviventi era a bordo di una Lancia Delta e stava per compiere un agguato quando fu bloccata da alcuni agenti. Sulla loro auto, infatti, era stata installata una microspia. Sentiti i propositi, la polizia decise di intervenire per bloccare l'agguato. Una volta intercettati, tra gli agenti e i due iniziò un conflitto a fuoco, con il ferimento di un ispettore di polizia per un colpo di fucile caricato a pallettoni. I due riuscirono a dileguarsi, ma vennero arrestati pochi mesi dopo.
IL MINISTRO DISPONE ACCERTAMENTI
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha disposto accertamenti preliminari sulla scarcerazione dei due malviventi. Alfano - si legge in una nota - ha incaricato l'ispettorato generale del ministero di esaminare il caso ''al fine di accertare eventuali comportamenti rilevanti sotto il profilo disciplinare''.
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