Il leader della Lega chiederà al ministro Tremonti di rimettere l'imposta sulla prima casa. "Altri modi per fare i soldi. Le legge elettorale è pronta, terremo conto di quello che vuole Napolitano"
Roma, 16 agosto 2008 - L'Ici potrebbe essere reintrodotta? Lo propone Umberto Bossi, ministro per le Riforme: e dopo la dichiarazione shock, oggi scoppiano le polemiche. Dalla maggioranza arriva una raffica di smentite: "L'Ici è sepolta e nessuno la resusciterà", dice Foti, e per l'opposizione parla Morando: "il governo va avanti a tentoni".
L'annuncio 'bomba' Bossi lo ha fatto ieri, durante l'abituale comizio di mezza estate a Ponte di Legno: con il federalismo fiscale, dice, si potrebbe tornare all'Ici. E spiega che bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui gli enti stessi prendono direttamente le tasse. "I cittadini - aggiunge il leader del Carroccio - sono disposti a dare, se le tasse vanno ai loro Comuni, perché vedono i risultati: strade, aiuole".
Con il governo in vacanza e la quiete ferragostana la notizia in tarda serata la notizia passa quasi sotto silenzio, ma nella mattinata di oggi esplode la polemica. Intervistato da Sky Tg24, il leader della Lega Nord conferma l'intenzione di chiedere al ministro Tremonti - che dovrebbe incontrare oggi - di reintrodurre l'Ici e di "trovare altri modi per fare i soldi".
Arriva solerte, per smorzare i toni, il chiarimento di Roberto Calderoli: l'idea - spiega il ministro per la Semplificazione - è di sostituire i tributi sulle case con un unico tributo dei comuni. "La proposta che porterò al tavolo del federalismo fiscale - ha spiegato Calderoli in una nota - non sarà una semplice reintroduzione dell`Ici, ma prevederà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa (Stato, Regione, Comune) e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni".
Ma gli alleati di governo non ci stanno: "L'Ici è stata sepolta e nessuno la resusciterà", tuona Tommaso Foti, dell'esecutivo di An e deputato PDL. Per Foti la discussione sulla "vergognosa tassa che vollero Amato e le sinistre" è "chiusa". Anche Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, taglia corto: "Ripristinare l'ICI? Le parole dell'on. Foti sono Vangelo. Quella è la linea e non c'è spazio per nessun'altra tesi in Parlamento". Un altro secco 'no' arriva da Rotondi. Il ministro per l'Attuazione del Programma ci tiene a precisare che "le promesse fatte in campagna elettorale vanno mantenute".
Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, butta invece acqua sul fuoco, e rimanda la questione a dopo le riforme. "Solo quando sarà decollato in tutti i suoi aspetti il federalismo fiscale, che dovrà comprendere una compensazione tra regioni forti e quelle deboli, si potrà riesaminare la questione dell'Ici".
Ici sì, Ici no. Le critiche ovviamente fioccano dall'opposizione: il governo è "in un forte stato confusionale ed ha un atteggiamento schizofrenico" per Donadi,capogruppo dell'IdV alla Camera. Secondo Morando, senatore e coordinatore del governo ombra del Pd, l'esecutivo "va avanti a tentoni, tutto il contrario di quella coerenza di cui fa gran vanto Tremonti". E ancora, Nicola La Torre, vicepresidente dei senatori del Pd, intervistato da Sky Tg24, commenta così le dichiarazioni di Umberto Bossi: "si conferma una maggioranza in stato confusionale". "L'Ici sulla prima casa - sottolinea La Torre - per quelle fasce di reddito più basse che avrebbero beneficiato in maniera significativa dalla riduzione e dall'eliminazione di questa tassa erano già state contemplate nell'ultima Finanziaria del governo Prodi".
"Potevano pensarci prima, ora un'eventuale reintroduzione dell'Ici determinerebbe problemi per i contribuenti".
Susanna Camusso, segretario confederale della Cgil, frena sulla proposta del ministro delle Riforme, Umberto Bossi, di reintrodurre l'imposta comunale sugli immobili. "La Cgil - spiega Camusso - è sempre stata contraria alla seconda operazione sull'Ici, quella fatta dal governo Berlusconi, perchè ha sottratto risorse e certezze ai comuni a vantaggio di una fascia di popolazione agiata. Ma tornare indietro adesso - conclude - rischia di creare confusione per i cittadini".
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