La donna, un'ucraina di 31 anni, è riuscita a chiamare la polizia e a farsi salvare. Il suo sequestratore aveva messo a punto un congegno esplosivo alla porta per evitare che riuscisse a scappare
Milano, 17 agosto 2008 - E' stata sequestrata in casa per un paio di settimane e stando al racconto fatto agli inquirenti, minacciata, picchiata e violentata più volte dal suo datore di lavoro, un uomo di 41 anni con precedenti penali. E' la terribile vicenda di una ragazza ucraina di 31 anni, in Italia senza permesso di soggiorno, che ieri sera ha chiesto aiuto alla polizia che è intervenuta in via Carbonari nella periferia nord di Milano.
La giovane ucraina, all'arrivo dei poliziotti, era chiusa in casa. L'uomo che le aveva dato lavoro come colf le impediva di uscire e aveva addirittura messo a punto un piccolo congegno esplosivo sistemato vicino alla porta per dissuadere la donna dall'abbandonare la casa-prigione. L'uomo è stato arrestato per sequestro di persona. Sulle accuse di violenza sessuale, che sarebbero avvenute in tempi non recentissimi - come raccontato e denunciato della donna - sono in corso indagini.
"Il Comune di Milano chiederà di costituirsi parte civile nel processo che vedrà imputato l'italiano che ha barbaramente sequestrato e violentato una colf ucraina. E attraverso le proprie strutture di protezione, come il Progetto accoglienza vittime della tratta, che ha permesso di salvare dal 2001 a oggi circa 500 donne dallo sfruttamento, cercherà di aiutare questa povera ragazza, che pur nello stato di clandestinità, ha avuto il coraggio di denunciare il suo aguzzino", ha dichiarato dopo aver appreso la storia il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
Negli studi della Rai è stata ricostruita una struttura ospedaliera per la registrazione della nuova serie tv. Con questa produzione la fiction torna a Milano dopo 26 anni. Nella foto uno degli attori, Sergio Muniz