Panico nella notte tra sabato e domenica su uno dei vagoni del convoglio. Il personale delle Ferrovie prima minimizza, poi è costretto ad ammettere la presenza dei fastidiosi animaletti
Roma, 18 agosto 2008 - Sui treni italiani tornano viaggiatori scomodi: le zecche. L'ultimo episodio, raccontato con dovizia di particolari dalla Stampa, è avvenuto sull’Espresso 806 Napoli-Torino. Ieri mattina i cinquanta passeggeri della carrozza 5 del convoglio, infatti, sono scesi alla stazione di Torino Porta Nuova infuriati e molti di loro hanno raccontato di non aver chiuso occhio tutta la notte "per la paura di essere aggrediti dagli animali".
Il treno era partito dal capoluogo campano perfettamente in orario sabato sera, ma dopo soli venti chilometri sono iniziati i problemi. Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava - scrive sempre il quotidiano - è Vincenzo Pace, 30 anni, artigiano edile torinese in visita alla nonna napoletana. Un animaletto stava pasteggiando con il suo braccio: "L’ho schiacciato, è uscito sangue e la zona in cui mi aveva punto si è arrossata".
L'uomo ha chiamatoo il controllore che, a sua volta, ha contattato il capotreno. Quest'ultimo avrebbe minimizzato il fatto, mettendo in dubbio la versione del passeggero e invitandolo a scendere, se davvero fosse tanto preoccupato. Poco dopo, da un altro compartimento, arriva un'altra viaggiatrice: ha schiacciato due degli insetti che infestano il suo scompartimento su un foglio bianco, che ora è macchiato di sangue: "Il nostro", mormora.
Anche il capotreno è costretto ad ammettere l’evidenza: "Sembrerebbero proprio zecche". Zecche, cimici o pulci che siano all’altezza della stazione di Formia scatta il panico. Sulla carrozza 5 c’è gente che inizia a urlare, qualcuno vuole scendere, le madri temono per i loro bimbi, un signore cerca rifugio nel bagno che però e fuori servizio. Qualcuno, esasperato, tira il freno d’emergenza: "O noi o le zecche".
L’Espresso 806 si blocca, i vagoni vengono ispezionati dalla Polfer e dal 118, che, spiega Trenitalia, "non trovano nessun insetto", ma "a scopo precauzionale", sigillano la carrozza incriminata. I passeggeri vengono trasferiti in altri scompartimenti. A Roma dovranno lasciare anche quelli, per liberare i posti a chi aveva prenotato.
Alla fine, nonostante il referto medico di un passeggero, che arrivato a Torino si è fatto visitare al pronto soccorso, e nonostante i racconti circostanziati di numerosi passeggeri, a Trenitalia non risulta che nessuno sia stato punto.
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