Porto Rotondo, 21 agosto 2008 - Prendi un centro commerciale con Iperstanda annessa, un pomeriggio d'agosto ad Olbia nord, un presidente del Consiglio che ha scelto il basso profilo dopo anni di feste notturne e vulcani artificiali. Un'ora di shopping e ottieni il seguente 'bottino': 19 (diciannove) fedine d'argento sarde, 6 ciondoli d'acciaio, una camicia, qualche pesciolino di ceramica per i nipoti.
Ore 18.30 di ieri, Silvio Berlusconi attracca al porto di Olbia, prende l'autobus e si appalesa nel centro commerciale della cittadina al nord della Costa Smeralda. La moglie, dicono alcuni, l'attende in auto. Lui letteralmente si immerge fra i clienti del 'Terranova', un maxi centro che promette 'Iperstanda + 34 negozi'. Parla con la gente, tanto che il giorno dopo tutti quelli che hanno assistito la blitz assicurano: "E' stato gentile, ha chiacchiearato con tutti".
Un'ora in totale per rompere plasticamente il mito delle 'notti smeralde'. I suoi non perdono occasione per offrire una lettura sociologico-politica, è il segno dell'austerità che il Paese ha all'orizzonte e lui si adegua. Di certo mettendo in fila i frutti dello shopping del premier si rafforza questa tesi. Il Cavaliere entra prima in un negozio di gioielli e oggettistica e, racconta un commesso, compra 19 fedine sarde. Perchè 19? Erano tutte quelle a disposizione nel negozio. Costo per pezzo 30 euro. Il premier spiega anche la scelta agli interlocutori: sono dei pensieri per delle amiche, riporta il commesso il giorno dopo. Ma non basta, Berlusconi compra anche sei ciondoli di acciaio. Vista la mole degli acquisti 'Franco gioielli' (così si chiama il negozio) gli applica lo sconto che viene concesso ai dipendenti del centro commerciale.
Ma non finisce qui. Un cliente ieri sul posto mostra le riprese dell'incursione nel negozio di abbigliamento. Berlusconi entra da 'Caruso', decide che la camicia azzurrina che indossa avrà vita breve. Prova vari capi, confida di non amare le camice bianche ("Non mi piacciono"), ne sceglie una celeste con righine bianche.
Poi stacca il tagliandino con su segnato il prezzo ed esce indossando la nuova camicia. Non prima però di aver conversato con il gestore del negozio di "politica sarda" e dopo aver pagato il capo scontato del 50 per cento. In realtà di regalo doveva trattarsi ma chi c'era assicura che il premier ha insistito per pagare. Lo fa, racconta il gestore, attingendo da una valigetta con piccoli mazzi da 100 euro. Berlusconi, prima di congedarsi, promette: "Noi imprenditori siamo gente seria e ora ti dico che abbassiamo le tasse".
La sosta successiva è per alleviare i disagi del gran caldo, il bar del centro commerciale. Il Cavaliere beve un chinotto, chiacchiera ancora con i presenti, ricorda ancora che la signora Rosa, madre del premier recentemente scomparsa, sceglieva spesso un paio di negozi del 'Terrranova'. Nel bar si parla anche di calcio, una dipendente giura che il presidente si dilunga sull'imminente trasferimento Shevchenko al Milan. Nessun salto in libreria, la dipendente pare non curarsene e anzi ammette che sulla possibilità non nutriva grandi speranza: "Qui non è passato...". Poi va via in auto, con parte della scorta che lo attende fuori dall'ipermercato, direzione Villa La Certosa. Anche ieri senza affacciarsi alla piazzetta di Porto Rotondo, ligio, almeno per ora, al nuovo corso fatto di giornate in barca o in villa con la famiglia e di impreviste incursioni modello Iperstanda.
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