Ultime notizie
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
RICERCA DI BANKITALIA

I prezzi dell'ortofrutta alle stelle
Dal campo alla tavola rincari del 200%

Lo studio punta il dito contro la struttura dei mercati all'ingrosso: vecchi, frammentati, scarsamente informatizzati e con orari di apertura poco flessibili che ostacolano lo sviluppo della concorrenza

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Generi alimentari in un magazzino Roma, 23 agosto 2008 - Il prezzo dei prodotti ortofrutticoli compie un balzo del 200% nel percorso che va dal campo di raccolta alla tavola del consumatore finale. Il dato emerge da uno studio della Banca d'Italia che punta il dito contro la struttura dei mercati all'ingrosso italiani: vecchi, frammentati, scarsamente informatizzati e con orari di apertura poco flessibili che ostacolano lo sviluppo della concorrenza.

 

"Nel corso degli ultimi tre anni - spiega la ricerca - con riferimento a un paniere di prodotti orticoli costruito in modo omogeneo, la differenza tra il prezzo alla produzione e quello all'ingrosso risulta in Italia superiore al 100%, contro un valore mediamente del 60% in Spagna e in Francia".

 

L'analisi di Palazzo Koch mette in luce un dato preoccupante: "In questa fase per l'Italia - si legge nello studio - utilizzando i dati dell'istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), si osserva un incremento medio di prezzo superiore al 50%; nel complesso, dal produttore al consumatore, il ricarico totale del comparto è mediamente del 200%".

 

È la struttura della filiera a determinare il prezzo ultimo: più essa è lunga, più caro sarà il bene acquistato dal consumatore finale. L'indagine, che si avvale anche dei risultati di uno studio dell'Antitrust, sottolinea come il ricarico risulti inferiore all'80% "nel caso di filiere cortissime (passaggio diretto dal produttore al venditore)" ma "prossimo al 300% nei casi in cui siano presenti 3 o 4 intermediari oltre al produttore e al distributore finale".

 

E dall'indagine emerge che la grande distribuzione italiana acquista direttamente dal produttore in meno di un quarto dei casi, ricorrendo invece a più di un intermediario per quasi il 40% degli acquisti, "a causa dell'elevata stagionalità e deperibilità dei prodotti o a fronte di una scarsa organizzazione della produzione agricola".

 

I venditori ambulanti risultano invece la tipologia distributiva con la filiera di approvvigionamento più corta, "rappresentata in circa il 60% dei casi da un solo intermediario, coincidente di norma con il mercato all'ingrosso".

 

Sotto accusa finisce anche la struttura dei mercato all'ingrosso italiano che "si caratterizza ancora per la presenza di una moltitudine di strutture di piccola dimensione. A fronte dei 19 mercati all'ingrosso esistenti in Francia e dei 23 in Spagna, in Italia sono presenti quasi 150 strutture", il 90% delle quali ha "una dimensione pari a meno di un quinto di quella delle realtà minori in Francia e Spagna". Inoltre in esse si svolge solo il 30% degli scambi, contro il 50 o più per cento di Spagna e Francia. A ciò va aggiunto che "poco meno della metà delle strutture italiane risale agli anni sessanta e settanta e quasi un terzo è antecedente alla seconda guerra mondiale".

 

Soprattutto al Sud, "il complesso dei mercati all'ingrosso si presenta insufficiente a trattare un'offerta agricola rilevante, ridistribuendola verso altri mercati di sbocco". Questo anche perchè la sviluppo di piattaforme distributive interne al mercato è "iniziato in Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi europei".

 

Quasi sempre, poi, "manca un sistema informatico adeguato sia per la rilevazione dei prezzi sia per garantire la tracciabilità dei prodotti", mentre l'ampliamento degli orari di apertura "che consente di accrescere il grado di concorrenza tra gli operatori, oltre a offrire un maggior servizio all'utenza", ha trovato sinora "scarsa applicazione" soprattutto al Nord, dove i mercati sono aperti spesso solo la mattina. Fanno eccezione il mercato di Fondi e di Roma, aperti nell'arco di tutta la giornata.

  • 23/08/2008 15:46
    Omar
    Ogni volta sempre la stessa storia,ma è una novità di luglio 2008? In Italia tanto parlare e poco fare.Siamo i peggiori dell'Unione.L'inflazione economicamente è l'aumento generalizzato dei prezzi (non per l'Istat che crede inflazione bassa perchè il costo PC diminuisce,ma noi mangiamo pane)ed è dato dalla maggiore domanda rispetto all'offerta.Ma se i consumi si contraggono come mai i prezzi rimangono alti?perchè fanno diminuire l'offerta facendola sempre risultare più bassa della domanda.Ovvero si specula,chiuso.Pura speculazione su tutto.In Itala poi non ci sono controlli su chi offre.Abbiamo una crescita che da anni è intorno allo zero?Diamo colpa all'economia generale che non cresce per darci una scusa.Continiuamo pure a sprecare soldi statali e guardiamo il grande fratello,stereotipo dell'italiano medio che ormai si affida ai prestiti per tutto.L'Italia è un paese oramai morto ma pieno di tante parole.Siamo proprio spaghetti e mandolini..e extracomunitari(troppi,la maggior parte illegali delinquenti).
  • 23/08/2008 16:55
    Ciannilli Luigi Antonio
    Perchè questi titoloni che incupiscono la gente e coprono le vere cause del carovità? L'ortofrutta incide sulle spesa di una famiglia in un anno intorno all'1,5%. E' realmente questo 1,5% a ridurre alla ...fame le famiglie italiane? Eppure da ormai diversi anni, quando si deve distrarre l'attenzione del "popolo" da problemi assai più seri e veramente perniciosi, si incriminano i prezzi dell'ortofrutta e gli abusi praticati dai commercianti. Nel recente passato è stata perfino varata una legge in tal senso che obbliga a dichiarare la provenienza dei prodotti e il valore aggiunto nei vari passaggi. Ma non si è riusciti (perchè non lo si è voluto), però, a varare una legge che ricostruisse e permettesse di confrontare i prezzi di tutti i prodotti e servizi dal passaggio dalla lira all'euro. A quando, a questo punto, una legge che vieta di dire stupidaggini e punisce chi le dice con il proposito di occultare altre verità?
  • 23/08/2008 18:59
    GIOIR
    FILIERA E NON FILIERA I PREZZI SONO ALLE STELLE E BASTA.- I CONSUMATORI NON SI ILLUDANO DI RISPARMIARE ACQUISTANDO DIRETTAMENTE DAL CONTADINO PERCHE' NON E' COSI (HO SPERIMENTATO LA COSA DIVERSE VOLTE) AVVOLTE I PREZZI SONO ANCHE PIU' CARI !!! PROVATE !!! E PENSARE CHE IL CONTADINO NON RILASCIA RICEVUTA , INCASSA E TUTTO FINISCE LI' , NON HA SPESE LEGATE AD UNA REGOLARE ATTIVITA' COMMERCIALE E QUINDI SI PUO' DIRE CHE ALLA FINE CHI SE LA PRENDE IN QUEL POSTO E' SEMPRE IL CONSUMATORE...!!!
  • 23/08/2008 19:09
    alien
    perche ' media invece di scrivere titoloni impressionanti quanto inutili, visto che la spesa la facciamo tutti i giorni, non fanno dei servizi di denuncia su chi non controlla?cosi' dareste una mano alla gente invece di assillarla con questi articoli che a voi fanno riempire spazi, ma a noi non portano a niente.per favore fatelo, voi che avete il potere di farvi sentire.
  • 23/08/2008 19:58
    icy
    La verità è che il 99% italiani è bravo a lamentarsi, a dare la colpa agli altri e a trovare scappatoie. Perchè a tutti piace il pomodoro maturo al punto giusto, guai se ha un po' di terra. La verdura solo biologica, perchè non contiene pesticidi. Le mele devono sembrare finte, sia mai che pago di meno per una mela magari anche ammaccata. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
  • 24/08/2008 00:41
    gabriele
    per alien,mi ricordo la canzne di forza italia94,era cosi;e' forza italia insieme per crescere........,poero silvio piu' che dirvelo i che deve fa',complimenti a chi l'ha votato...ma forse e' colpa dei comunistacci..salve
  • 24/08/2008 07:50
    ivan
    italia, paese di ladri e approfittatori, ora hai il governo che ti meriti e che finora ha fatto due sole cose: lodo alfano e abrogazione di molte misure anti-evasione e anti-riciclaggio (non parliamo dell'ici che la stanno già rimettendo sotto altro nome).
  • 24/08/2008 10:38
    alien
    x gabriele. guarda che hai prorpio sbagliato persona.se era per me non c'erano davvero a comandare e promettere e blaterare per lasciare tutto come prima, anzi peggio.sono bravi a fare a scaricabarili (come tuttui del resto) io vorrei solo che gli italiani si dessero una mossa, ma davvero.
  • 25/08/2008 00:15
    datura
    I complimenti alla banca d'Italia che ha investito personale altamente qualificato e soldi (tanto paghiamo noi) per scoprire l'acqua calda. Anche chi non ha studiato lo sa! Probabile che con uno studio così scioccante si nascondano le loro malefatte: se non si arriva a fine mese non è per l'alto costo dell'ortofrutta, in fondo se ne mangerà meno che non ci fa neanche tanto male dato che siamo in sovrappeso, ma grazie ai loro tassi su mutui e finanziamenti. E non rispettano la legge quando gli fa comodo come sulla portabilità del mutuo. Tutti i passaggi e le filiere si sono formati grazie alle lobbies e ai politici che le hanno permesse perché pure loro ne traevano vantaggi e tutto viene creato sotto questo principio. Lo stato non controllerà mai sulla conversione lira/euro, è il primo a truffare: il biglietto del tram costava 1.000 lire et voilà convertito in 1 euro ovvero 2.000 lire. Effetto magico?
  • 25/08/2008 00:16
    datura
    Concordo con quanto dice GIOIR. Il prezzo di vendita applicato dai contadini è uguale o di poco inferiore a quello dei supermercati! Ma soprattutto è tutta roba del loro campo? Ci son contadini con un banco che quelli dei mercati a confronto fanno ridere. Addirittura c’è chi vende le banane (al nord!), prodotto tipico italiano, forse le coltiva in serra sotto il letto. È come per la benzina: cercate le pompe anonime che hanno il prezzo più basso, ma quando mai? Dove? Guardatevi bene in giro e cercatevelo da soli il distributore più economico. Il più economico è quasi sempre l’Agip negli orari di chiusura quando è solo self-service.
  • Sono presenti 10 commenti
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Intercettazioni

Quante sono
le intercettazioni
in Italia

Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione