Dopo aver scelto chi lo affiancherà nella corsa alla Casa Bianca, il senatore dell'Illinois si è presentato al campidoglio di Abraham Lincoln di Springfield per il primo comizio insieme
New York, 24 agosto 2008 - Il viaggio di Barack Obama verso la Casa Bianca cominciò, quasi due anni fa, davanti al campidoglio di Abraham Lincoln a Springfield, in Illinois. Oggi, il senatore dell'Illinois è "tornato a casa" per presentare alla folla - migliaia di persone assiepate nonostante una temperatura oltre i trenta gradi - e al mondo intero il suo vicepresidente, il senatore del Delaware Joe Biden, "un leader in grado di subentrare e fare il presidente, un esperto di politica estera i cui valori sono radicati in quelli della classe media" e una persona che "per decenni ha portato cambiamento a Washington, ma che Washington non ha cambiato".
Come a un concerto rock, sulle note degli U2 e di "The rising" di Bruce Springsteen, Obama è salito sul palco - in maniche di camicia e cravatta rossa - davanti a un pubblico impazzito, che urlava slogan e sventolava cartelli nuovi di zecca con la scritta Obama/Biden. Tra loro Michelle, in abito floreale, firmava autografi. Dopo l'attesa dei giorni scorsi, terminata la notte scorsa quando il mistero è stato svelato dai media e dall'attesissimo sms di Obama, l'apparizione fianco a fianco dei due democratici è stata tutto sommato sbrigativa, in circa mezz'ora avevano già parlato entrambi.
Il senatore dell'Illinois ha ufficialmente presentato il proprio compagno di corsa, "un uomo con un curriculum di alto livello, profondamente rispettabile e che sarà un grande vicepresidente", ma anche "quello che molti altri fanno finta di essere, un uomo di grande giudizio che non ha bisogno di fare lo sbruffone" e "il partner giusto per rimettere il Paese sul binario giusto", ma si è fatto forse prendere un po' la mano e, sull'onda del crescente entusiasmo, ha presentato "il prossimo presidente, ehm, vicepresidente degli Stati Uniti". E pensare che è proprio Biden quello famoso per le proprie gaffe, che i repubblicani hanno già cominciato a prendere di mira e su cui presumibilmente continueranno a fare leva nei prossimi mesi.
Biden, dal canto suo, è stato impeccabile. Ha ringraziato Obama e si è detto "onorato di stare al fianco del prossimo presidente degli Stati Uniti, una persona pragmatica e con una visione chiara delle cose, che sarà in grado di portare a termine il lavoro che c'è da fare". Il senatore del Delaware, come ha ricordato lo stesso Obama, oltre trent'anni fa ha perso la prima moglie e un figlio in un incidente automobilistico e ha dovuto subire un intervento chirurgico in seguito a due aneurismi.
Il candidato alla vicepresidenza ha sottolineato che "il Paese non può permettersi di sostenere altri quattro anni dell'attuale politica energetica, non può permettersi di continuare a dare sgravi fiscali alle grandi corporazioni e non può permettersi di sostenere la guerra in Iraq. Non si può cambiare l'America quando si sostiene che `nessuno più di me sostiene la strategia del presidente degli Stati Uniti George W. Bush in Iraq'", ha detto Biden facendo riferimento alle parole del senatore dell'Arizona John McCain, definito "un amico, ma dal quale devo prendere le distanze". Il figlio maggiore di Biden, Beau, è capitano della Delaware Army National Guard e dovrebbe essere di stanza in Iraq a partire dall'ottobre 2008.
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