Dopo anni di tribolazioni, tra retrocessioni, un fallimento e penalizzazioni, i viola tornano nell'Europa che conta. I ragazzi di Prandelli non vanno oltre lo 0-0, risultato però sufficiente per approdare alla fase a gironi
Praga (Repubblica Ceca), 27 agosto 2008 - Adesso la Fiorentina può urlarlo: finalmente Champions. Quella vera, quella della fase a gironi, che porta tante soddisfazioni e, soprattutto, tanti soldi. Dopo otto anni di tribolazioni, tra retrocessioni, un fallimento e penalizzazioni, i viola tornano nell'Europa che conta e per riuscirci gli e' bastato pareggiare 0-0 in casa dello Slavia Praga, battuto 2-0 nell'andata del terzo turno preliminare.
Il primo obiettivo della stagione è stato centrato lontano da Firenze anche se il grosso la squadra di Prandelli lo aveva fatto in casa. A Praga è stata una formalità, perché i cechi non hanno mai dato l'impressione di potere ribaltare il ko del Franchi. I "brividi", piuttosto, li ha fatti venire la Fiorentina, che avrebbe potuto più volte chiudere il conto già nel primo tempo ma si e' dimostrata poco cinica, come due settimane fa.
Rispetto ad allora Prandelli cambia solo due elementi: l'infortunato Mutu, con Osvaldo, e Kroldrup con Gamberini. Jarolim, invece, fa una specie di rivoluzione: ben sei facce nuove (Krajcik, Siklic, Belaid, Cerny, Toleski e Necid). Lo stravolgimento, però, non dà gli effetti sperati, perché lo Slavia Praga non produce pericoli nel primo tempo e Frey è pressochè inoperoso.
La Fiorentina invece è la stessa, nel bene e nel male: costruisce tanto ma spreca altrettanto. Al 18' ha già la prima palla per blindare definitivamente la qualificazione ma Gilardino si fa deviare in angolo da Brabec una conclusione a botta sicura. Santana riesce a fare peggio pochi istanti dopo, quando si fa ipnotizzare da Vaniak. Che compie un vero e proprio miracolo al 32', deviando sulla traversa un colpo di testa di Melo.
Lo Slavia è assente e Jarolim lo cambia negli spogliatoi. Ad inizio ripresa il tecnico dei cechi mette subito dentro Svento e Senkerik e passa alle tre punte.
La squadra di Prandelli continua ad avere sempre le occasioni migliori, come testimoniano il diagonale fuori misura di Osvaldo e altre due opportunità capitate a Gilardino e ancora ad Osvaldo, ma comincia a concedere qualche spazio di troppo agli avversari, che si fanno vivi con Cerny (due volte) e Belaid.
Prandelli inserisce Donadel e la Fiorentina torna ad essere equilibrata e incisiva: Osvaldo (sventola di destro deviata in angolo da Vaniak) e il neoentrato Jovetic (destro sul fondo) sfiorano il vantaggio. Il colpo di testa di Brabec (alto sulla traversa) è il canto dello Slavia che deve arrendersi alla superiorità della Fiorentina, adesso nell'élite dell'Europa calcistica. E' il primo grande traguardo della gestione Della Valle e chissà che non venga festeggiato con un regalo per i tifosi viola (in festa nello specchio riservatogli all'Eden). Il calciomercato finisce lunedì e ci sarebbe il tempo e il modo (visti i soldi garantiti dall'ingresso in Champions) per rendere la squadra ancora più competitiva.
TABELLINO
Slavia Praga (4-1-3-2): Vaniak 6,5; Krajcik 6, Brabec 5,5, Suchy 5,5, Siklic 5; Tavares 5,5; Cerny 6 (26' st M. Jarolim sv), Belaid 5,5, Janda 5 (1' st Svento 5,5); Tolesky 5 (1' st Senkerik 5,5), Necid 5. A disp. Divis, Hubacek, Cisse, Litteri. All. K. Jarolim 5,5
Fiorentina (4-3-3): Frey 6; Zauri 6, Gamberini 6,5, Dainelli 6, Vargas 6,5; Kuzmanovic 6 (18' st Donadel 6,5), Melo 6,5, Gobbi 6; Santana 6,5, Gilardino 6 (34' st Pazzini sv), Osvaldo 6,5 (29' st Jovetic sv). A disp. Storari, Kroldrup, Almiron, Semioli. All. Prandelli 6,5
Arbitro: Layec (Fra) 6
Note: ammonito Gobbi. Recupero 0' pt, 4' st. Spettatori 16 mila circa.
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