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DIRITTI TV / RAI

Antonio Matarrese: "Fumata nera"
Domenica Italia senza calcio in chiaro
Cappon: "E' tutta colpa della Lega"

Il presidente della Lega Calcio ha cosi' comunicato l'esito negativo dell'incontro in Rai tra la delegazione della Lega e i rappresentanti della Tv di Stato per la cessione dei diritti in chiaro dei campionati di A e B. Radio, non ci sarà la storica trasmissione 'Tutto il calcio minuto per minuto'

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Riprese tv allo stadio Roma, 28 agosto 2008 - Solo quattro minuti nei telegiornali, dopo le 20.30 per le partite
pomeridiane, dopo la mezzanotte per i match serali. Questi saranno gli unici casi in cui sarà possibile vedere sui
canali Rai le immagini della prima giornata di campionato.

L'accordo per il calcio in chiaro non si e' trovato oggi a viale Mazzini, nonostante due ore e mezzo di riunione nella sede storica della Rai con la Lega, rappresentata dai suoi vertici: il presidente Antonio Matarrese, il vicepresidente per la B Gianfranco Andreoletti, il direttore generale Marco Brunelli e il presidente di Infront, l'advisor che affianca la Lega nella vendita dei diritti, Marco Bogarelli.


Dall'altra parte il presidente e il direttore generale della Rai, Claudio Petruccioli e Claudio Cappon, il vice direttore generale Giancarlo Leone e il responsabile diritti sportivi Giuseppe Pasciucco. Per Matarrese la Lega ha ribassato le sue richieste del 30 per cento e la differenza e' rimasta di 6, 6,5 milioni di euro; per la Rai invece l'offerta e' stata aumentata del 20 per cento.

Secondo la Rai, la prima offerta e' stata di 28,5 milioni di euro (esclusa la Coppa Italia), cosi' divisi: 25 milioni per gli highlights (le immagini salienti) di serie A, 1,5 per gli highlihts di B e 2 milioni per i diritti radiofonici; per la Coppa Italia, invece, la Lega ha affermato di non potere trattare contemporaneamente per richiesta dell'Antitrust.

In questa offerta era compreso il diritto di esclusiva, ma poi la Lega ha detto di voler trattare anche senza esclusiva, con la possibilita' cioe' di rivendere anche a Mediaset le immagini necessarie per 'Controcampo'. Cosi' la Lega avrebbe potuto ricavare circa 8-10 milioni di euro da Mediaset, da sommare ai 30 milioni di euro che era la sua richiesta inderogabile, Coppa Italia esclusa: in questo modo la Lega sarebbe potuta forse arrivare ai 40 milioni di euro ai quali ha accennato Matarrese.


Invece la Rai ha controbattuto con un'offerta inferiore per i diritti senza esclusiva: 23,5 milioni, divisi cosi'. Diciannove milioni e mezzo di euro per gli highlights di A, 1,5 per quelli di B e 2,5 per i diritti radiofonici.

 Per la Rai era un'offerta molto generosa perche' per i diritti radiofonici, ovvero "Tutto il calcio minuto per minuto", la cifra era la stessa della scorsa stagione, e perche' c'era stato un aumento anche senza esclusiva, considerata la Coppa Italia: in piu' ci sarebbe stata infatti un'offerta a parte di 6,5-8 milioni di euro per la Coppa Italia.


Ma tutto questo alla Lega non e' bastato: la differenza di 6,5 milioni di euro della quale ha parlato Matarrese e sulla quale la trattativa non si e' conclusa e' quella tra i 30 di richiesta e i 23,5 di offerta senza esclusiva, con la possibilita' quindi per la Lega di rivendere a Mediaset i diritti necessari per 'Controcampo'.
 

 

MATARRESE: "FUMATA NERA" 

 

Niente accordo, il calcio in chiaro resta invenduto. L'incontro in viale Mazzini tra i vertici della Rai e quelli della Lega Calcio non e' servito a trovare l'intesa per scongiuarare che i gol della prima giornata di campionato vadano solo in criptato, nemmeno alla radio. Ad annunciare la "fumata nera", come l'ha definita lui stesso, e' stato Antonio Matarrese.


"Mi dispiace dire che non c'e' l'accordo per una differenza di 6, 6,5 milioni di euro tra la richiesta della Lega e cio' che offriva la Rai", ha spiegato al termine dell'incontro nella sede della Rai di viale Mazzini, durato circa due ore e mezzo, il numero uno della Lega, che era arrivato accompagnato dal vice presidente per la B, Gianfranco Andreoletti, dal direttore generale, Marco Brunelli, e dal presidente di Infront, l'advisor che affianca la Lega nella vendita dei diritti, Marco Bogarelli.
 

"Noi siamo scesi ulteriormente con le nostre richieste ma non e' bastato- ha poi spiegato- mi sono preso la liberta' di scendere al di sotto di quello che aveva indicato l'assemblea con un ribasso del 30%. La Coppa Italia pero' non si poteva trattare insieme, perche' cosi' aveva stabilito l'antitrust. A me dispiace molto ma questa e' la situazione". Il numero uno della Lega non si e' sbilanciato su quello che puo' essere lo scenario nel prossimo futuro: "Non lo so- ha detto- ma io non posso andare in assemblea adesso con queste cifre". Le cifre, allora: l'offerta dela Rai, a quanto si e' appreso, arrivava al massimo a 28,5 milioni. Piu' la Coppa Italia da valutare a parte tra i 6,5 e gli 8 milioni. "La nostra richiesta e' scesa intorno ai 40 milioni- ha fatto il punto Matarrese- ma non posso andare in assemblea adesso perche' con questa offerta della Rai mi sembrerebbe di provocare i presidenti".
 

 

DIRITTI TV, CAPPON: BLACKOUT È RESPONSABILITÀ DELLA LEGA

 

"Abbiamo offerto il 20 per cento in piu', ma non e' bastato". Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, dopo l'incontro durato due ore e mezzo in viale Mazzini con i vertici della Lega e nel quale i diritti televisivi in chiaro e i diritti radiofonici sono rimasti invenduti, ha fatto capire che non si e' trattato solo di soldi. "C'e' stata tutta una procedura che ha portato a oggi- ha detto Cappon- Prima un'asta che e' andata deserta, poi una trattativa per la quale avevamo fatto un'offerta che e' risultata l'unica. Oggi abbiamo appreso che la Coppa Italia non si poteva trattare insieme agli altri diritti. Matarrese ha detto che cosi' vuole l'Antitrust? Noi fino a ieri non lo sapevamo.

E' stata tutta una situazione particolare. Siamo venuti a trattare su una cosa e poi ci e' stato detto che era un'altra: la Coppa Italia a parte, l'esclusiva che non c'era piu'. Abbiamo fatto un'offerta a parte anche per il caso di non esclusiva, offerta nella quale abbiamo confermato la nostra offerta dell'anno scorso per i diritti radiofonici, 2,5 milioni di euro. Non e' bastato neanche questo. Se qualcuno vuole oscurare il calcio in chiaro, questo qualcuno e' la Lega.

La Rai ha fatto il massimo che poteva fare, offrendo il 30 per cento in piu' di quanto aveva fatto in precedenza. Riflettano i presidenti sul tipo di operazione di marketing che stanno facendo, riflettano sul fatto che certi sport non sono piu' stati cosi' popolari da quando sono solo sul criptato. E' vero che la grande maggioranza degli introiti dei club vengono dal criptato, ma i club hanno avuto in questi ultimi anni 200 milioni di euro in piu': non si possono aspettare che i diritti in chiaro non scendano di valore".

"La maggioranza degli introiti della Lega viene dal criptato, ma la maggioranza degli italiani continua o continuava a vedere il calcio in chiaro". "Il fatto e' che- ha spiegato Cappon- ci siamo trovati di fronte a un diktat: ci hanno detto che la Lega vuole questi soldi e non e' disposta ad accettare di meno. Inoltre ci hanno detto chiaramente che i presidenti di serie B hanno gia' fatto i loro bilanci con certi soldi e non possono accettare di meno".

Il dg della Rai ha confermato quindi che questa domenica non ci sarà il calcio sulle reti Rai, anche se andrà in onda 'La domenica sportiva' ma incentrata su altri sport e in radio ci saranno degli aggiornamenti ogni 15 minuti, ma non ci sarà la storica trasmissione 'Tutto il calcio minuto per minuto'.










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