Il tunisino, vedovo della strage di Erba, è sottoposto al regime restrittivo dal 18 marzo scorso. E' accusato di appartenere a una banda di spacciatori
Como, 29 agosto 2008 - Nuovi guai per Azouz Marzouk, il tunisino vedovo della strage di Erba: è stato infatti denunciato dai carabinieri di Lecco per evasione dagli arresti domiciliari cui è sottoposto dal 18 marzo scorso, come stabilito dal giudice preliminare di Como, Luciano Storaci, nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza erbese.
La notte del primo dicembre scorso era stato portato in carcere per due mesi con l'accusa di appartenere a una banda di spacciatori di stupefacenti composta da parenti e amici.
Secondo quanto hanno reso noto i carabinieri, durante un controllo di routine per verificare il rispetto della misura restrittiva, non è stato trovato nell'appartamento di via Trieste a Lecco messogli a disposizione dal suo legale Roberto Tropenscovino.
Marzouk ha la possibilità di uscire da casa tre volte la settimana per fare la spesa, senza accompagnamento alcuno ma con obbligo di rientro nell'arco di un'ora. In questo caso si sarebbe attardato, collezionando così la denuncia.
Fra un mese esatto, il 29 settembre, si terrà l'udienza preliminare a Como nel corso della quale dovrebbe patteggiare per le accuse di spaccio: circa 300 gli episodi contestati anche dopo la strage costata la vita a sua moglie, al figlioletto di due anni, alla suocera e alla vicina di casa la sera del 21 dicembre 2006.
Il Pm Massimo Astori propone una pena di 14 mesi con immediata espulsione dell'imputato dal territorio italiano, la difesa 12 mesi senza espulsione.
Insieme a Marzouk finirono sotto inchiesta altri nove suoi connazionali, tra cui un fratello, un cugino e la cognata; dopo essere rimasto due mesi nella casa circondariale dei "Piccolini" di Vigevano, Marzouk ottenne i domiciliari.
A fine novembre, invece, riprenderà il processo ai coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati di essere gli autori della strage di Erba.
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