Dalla riunione straordinaria di Bruxelles non dovrebbero venire sanzioni ma un monito chiaro al Cremlino. I temi del vertice dei 27 saranno tre: gli aiuti alla Georgia, la ricerca di una soluzione politica al conflitto e una riflessione sui rapporti tra Ue e Russia
Bruxelles, 1 settembre 2008 - Si terrà oggi il vertice straordinario Ue sulla Georgia e dalla riunione di Bruxelles, a quanto è emerso sinora da varie fonti, non dovrebbero venire sanzioni ma un monito chiaro a Mosca. I temi del vertice dei 27 saranno quindi principalmente tre: gli aiuti alla Georgia, la ricerca di una soluzione politica al conflitto e una riflessione sui rapporti tra Ue e Russia.
Nessuna sanzione, quindi, ma un chiaro messaggio: "Con Mosca siamo sempre in una fase di dialogo, ma di dialogo fermo, e non in una fase di sanzioni", sintetizzava nei giorni scorsi una fonte vicina al presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha la presidenza di turno dell'Ue. E proprio ieri sono emersi i contenuti di una lettera inviata nell'immediata vigilia del vertice dproprio dallo stesso Sarkozy ai leader europei.Per Sarkozy, il momento è delicato e la crisi georgiana mette "in dubbio l'impegno russo a una relazione di comprensione e cooperazione con il resto d'Europa". A questo punto, dice Sarkozy, sta a Mosca "fare scelte fondamentali", mostrare di aver capito e agire con chiarezza.
Nella lettera si legge così che, secondo Sarkozy, oggi i leader europei dovranno "esaminare seriamente i rapporti tra la Ue e Mosca" e inviare un "messaggio chiaro e unitario" alla Russia.
Sempre scondo Sarkozy, infine, la Ue dovrà insistere con Mosca perché completi il ritiro dalla georgia. La Ue, al contempo, si dobrà dimostrare pronta ad "assumere una presenza sul terreno in sostegno degli sforzi per una soluzione pacifica e durevole al conflitto georgiano".
Ma negli ultimi giorni diversi altri leader europei hanno precisato la loro posizione in vista del summit Ue. Ieri, in una telefonata dedicata alla crisi caucasica il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e il presidente americano George W. Bush hanno discusso dell'"importanza di sostenere l'integrità territoriale della Georgia", spiega il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe, in un comunicato. I due leader hanno poi concordato, a quanto si apprende, sulla "necessità che la Russia rispetti tutti i punti dell'accordo di cessate il fuoco e ritiri le sue truppe dalla Georgia, sulla base di tale intesa".
Prima di sentire Bush, Berlusconi aveva parlato anche col vicepremier russo russo Ivanonv. E Dal premier italiano, aveva detto Ivanov, è gunta alla Russia la conferena che ci sono posizioni diverse in ambito Ue in merito al conflitto nel Caucaso.
Per poi agiungere: "Dati i segnali giunti da alcuni Stati europei di recente sulla possibile introduzione di sanzioni contro la Russia e piani per punire la Russia per una presunta aggressione nei confronti di una presunta amante della pace, la Georgia, l'incontro ha confermato che non tutti la pensano in questo modo", ha detto Ivanov.
Esclude la possibilità di sanzioni anche il ministro degli esteri italiano Frattini in un'intervista questa mattina al Corriere della Sera.
Per Frattini non si può pensare a una rottura dei rapporti con Mosca, perchè la Russia è un "partner strategico" con cui affrontare i principali dossier di politica internazionale, dalla guerra in Afghanistan alla crisi nucleare iraniana.
"Se ci sono Paesi che pensano che con la Russia si possano rompere i rapporti, ci devono anche spiegare come poi tratteremo i dossier come quello del nucleare iraniano", dice il titolare della Farnesina in una intervista al Corriere della Sera. "Va bene chiedere il rispetto delle regole, ma deve essere chiaro che è un partner strategico, non un Paese ostile, su questo noi cerchiamo una posizione che unisca l'Europa". Del resto, aggiunge Frattini, "la presidenza Sarkozy ha già escluso sanzioni, che noi non avremmo condiviso, come mi sembra neppure i nostri amici tedeschi".
Riguardo all'attuale crisi in Caucaso, aggiunge inoltre, "l'Italia ha una posizione più equilibrata" rispetto a quella di altri Paesi europei. "Per questo io andrò il 3 e 4 (settembre) a Tbilisi e Mosca", spiega Frattini. "Lì farò prevalere la posizione di equilibrio, chiedendo alla Russia il rispetto dei patti e ribadendo alle autorità della Georgia che non ci sono scorciatoie per entrare nella Ue, che la crisi di agosto non è un lasciapassare".
Due giorni fa il ministro degli esteri tedesco Steinmeier ha sollecitato L'Europa a giocare un "ruolo "forte e accorto" per risolvere il conflitto in Caucaso.
"Abbiamo bisogno di un ruolo forte e accorto per l'Europa, al fine di ritrovare la ragione e il senso di responsabilità", ha dichiarato Steinmeier alla "Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung". "Putroppo la situazione si è arenata negli ultimi giorni a causa di azioni unilaterali. Attendo un chiaro segnale lunedì" nel corso del summit straordinario dell'Ue sulla crisi in Caucaso, ha sottolineato il capo della diplomazia tedesca. "La pericolosa spirale di violenza deve essere interrotta", ha insistito.
Ieri invece, oltre a un colloquio tra Angela Merkel e i leader polacchi (presidente Kacinsky e premier Tuck) si registrava in particolare una dura presa di posizione del premier britannico Gordon Brown.
La Russia non può tenerci in ostaggio, l'Europa deve adottare una politica energetica comune per evitare di diventare troppo dipendente": dalle colonne del domenicale The Observer, Brown lancia così pesanti accuse a Mosca e minaccia una revisione radicale dei rapporti diplomatici con il Cremlino auspicando che la Gran Bretagna e l'Ue rompano tempestivamente la loro dipendenza dalla Russia in materia di energia e petrolio.
Nessuna nazione può permettersi di esercitare un tale "controllo paralizzante" sulla fornitura di energia" ha scandito Brown alla vigilia del summit di domani ribadendo ancora una volta la posizione di Londra - espressa già dal ministro degli Esteri David Miliband - che sin dall'inizio della crisi georgiana si è schierata con detrattori di Mosca. Le relazioni diplomatiche tra i due paesi erano già molto logore a causa delle tensioni sul caso Litvinenko, l'ex agente Kgb avvelenato a morte a Londra nel 2006, secondo le autorità britanniche per mano del Cremlino.
Tra toni sfumati e posizioni differenziate si va quindi all'incontro di Bruxelles con una sola certezza: non dovrebbero esserci sanzioni. Ma quali strumenti di di ritorsione e pressione su Mosca potrebbero essere decisi? La principale mossa pensata dall'Ue sarebbe la sospensione temporanea dei negoziati di un nuovo accordo di partenariato strategico tra Ue e Russia. Questo nuovo accordo dovrebbe rafforzare la partnership avviata nel 1997, in un momento in cui il Cremlino era ancora molto indebolito dal crollo dell'Urss. Dopo 18 mesi di polemiche tra gli Stati membri, i negoziati sono partiti a luglio e un secondo round era previsto per il 15 e 16 settembre a Bruxelles.
Incontro, quest'ultimo, che rischia di essere rinviato. "Perché queste riunioni siano utili, occorre che ci sia uno stato d'animo di cooperazione da tutte e due le parti", ha sottolineato l'ambasciatore. Una eventuale decisione dell'Ue verrà presa con ogni probabilità al vertice informale dei ministri degli Esteri del 5 e 6 settembre ad Avignone, e non al vertice di lunedì, in modo da dare alla Russia il tempo di rispettare il piano di pace.
L'amore supera ogni ostacolo. Ne sa qualcosa Arava, una tartaruga disabile che per potersi muovere è stata dotata di una speciale struttura con rotelle. L'esemplare ha comunque conquistato il cuore di un maschio