Un plauso al capitano della nazionale per aver fulminato Blatter a Coverciano con una trappola mediatica semplicemente perfetta. I campioni del mondo si rispettano e non si irridono
Non ci sono parole per esprimere a Fabio Cannavaro tutta l’ammirazione e tutta la soddisfazione per avere fulminato Blatter a Coverciano con una trappola mediatica semplicemente perfetta. Il colonnello svizzero ci ha messo due anni, un mese e ventiquattro giorni, ma alla fine è riuscito a consegnare la Coppa del Mondo ai legittimi titolari, gratificandoli anche di uno scudetto tanto giusto quanto consegnato fuori tempo massimo. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Però sarebbe troppo facile. E troppo comodo. Non per Blatter. Per Abete.
Il capitano della Nazionale ha fatto ciò che il presidente della Federcalcio avrebbe dovuto fare da molto tempo: spiegare al grande capo del football che i campioni del mondo si rispettano e non si irridono. Che la gaffe del 9 luglio 2006 a Berlino era stata colossale. Che è ora di piantarla con le provocazioni, le battute, le gag olimpiche, preolimpiche e post-olimpiche di un signore che con la scusa di parlare cinque lingue in una, a volte non si raccapezza più e fa più danni della grandine.
Non c’è bisogno di ricordare quando Blatter voleva allargare le porte per avere più gol o spezzare le partite in quattro tempi, così le tv avrebbero potuto infarcire gli intervalli di spot pubblicitari. O di quando si è inventato il golden gol, il silver gol, giù giù sino all’esilarante etichetta di "schiavo moderno" stampigliata sulla schiena di Cristiano Ronaldo che guadagna circa 400 mila euro netti a settimana.
Blatter sta alla Fifa come Rogge sta al Cio, per non dire di alcuni dinosauri italiani che sopravvivono nel calcio del terzo millennio. Al quale non viene risparmiato nulla, nemmeno la spazzatura propalata in questi giorni sul Mondiale 2006 che ancora sta sul gozzo ai tedeschi, pronti ad accendere il ventilatore per schizzare fango a trecentosessanta gradi. Tant’è. Una ragione di più, per i quattro volte campioni del mondo, di provare a diventarlo per la quinta volta. Nel tal caso, Cannavaro ha già insegnato a Blatter che cosa deve fare.
di Xavier Jacobelli
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