La Regione spiega: "Il personale sanitario verrebbe meno ai suoi obblighi". Il padre: "Solo un altro ostacolo legale". La curatrice della donna: "Ci rivolgeremo altrove"
Milano, 3 settembre 2008 - Il personale sanitario non può sospendere l'idratazione e l'alimentazione artificiale del paziente: verrebbe meno ai suoi obblighi professionali e di servizio. Così il direttore generale della Sanità della Regione Lombardia, Carlo Lucchina ha risposto in una lettera al papà di Eluana Englaro che, tramite i suoi legali, aveva presentato la richiesta in tal senso alla Regione per conoscere in quale struttura sanitaria far ricoverare Eluana.
"La richiesta da lei avanzata - si legge nella lettera di Lucchina - non può essere esaudita in quanto le strutture sanitarie sono deputate alla presa in carico diagnostico-assistenziale dei pazienti. In tali strutture, hospice compresi, deve inoltre essere garantita l'assistenza di base che si sostanzia nella nutrizione, idratazione e accudimento delle persone".
Nella lettera il direttore sanitario sottolinea inoltre che negli hospice possono essere accolti solo malati in fase terminale. Nei giorni scorsi i legali della famiglia Englaro avevano inviato una diffida alla Regione per la mancata indicazione di una struttura che potesse ospitare Eluana e in cui il padre, Beppino Englaro, potesse staccare le macchine che tengono in vita la figlia.
Nella risposta alla diffida Lucchina spiega che "il personale sanitario che procedesse, in una delle strutture del Servizio Sanitario, alla sospensione dell'idratazione e alimentazione artificiale verrebbe meno ai propri obblighi professionali e di servizio anche in considerazione del fatto che il provvedimento giurisdizionale, di cui si chiede l'esecuzione, non contiene un obbligo formale di adempiere a carico di soggetti o enti individuati".
''Ormai è solo una questione legale: c'è un decreto e deve essere eseguito, quindi seguiremo tutte le vie legali perché ciò avvenga''. E' l'unico commento alla risposta della Regione del padre di Eluana, Beppino Englaro. ''Noi andremo fino in fondo, perché è questa la strada che stiamo seguendo - ha aggiunto - Ora vedremo dal punto di vista legale come superare quest'altro ostacolo''.
"Niente di diverso da quanto ci aspettavamo", riferisce poi Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana Englaro. "Volevamo solo una risposta ufficiale per non continuare a cercare invano strutture lombarde disponibili ad accogliere Eluana. Non vogliamo più perdere tempo", commenta all'AdnKronos Salute.
"Stiamo aspettando solo di capire come la Corte d'appello di Milano risponderà alla richiesta di sospensiva del decreto presentata dalla Procura generale. Ma nel frattempo stiamo già prendendo contatti con altre Regioni. Tra cui, appunto, la Toscana. Se ne sta occupando Beppino Englaro in persona".
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