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Sacconi: "Gli esuberi saranno 3.250"

Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, esprime perplessità sulla scelta di Marrazzo, presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere"

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Aerei Alitalia Roma, 4 settembre 2008 - Oltre ai 3.250 lavoratori in esubero indicati nel piano industriale discusso nell'incontro tra Governo, azienda e sindacati, sono a rischio altri 700 lavoratori (dell'area amministrativa, call center e It), per i quali è più difficile il ricollocamento in outsourcing. Infatti, per le attività di questi lavoratori al momento non sembrano esserci società interessate a riassorbirli. Gli aerei della Nuova Alitalia saranno 137 al 2009 e 158 al 2013. Questa la composizione della flotta della nuova Alitalia secondo le indicazioni che avrebbe fornito all'incontro tra governo e sindacati l'amministratore unico di Cai, Rocco Sabelli.

 

E' previsto uno sviluppo intercontinentale, con 16 nuove destinazioni internazionali, e il completo rinnovo della flotta, con 60 nuovi aerei in quattro-cinque anni. Dal perimetro della nuova Alitalia resteranno fuori il cargo e la manutenzione pesante. Da valutare cosa si farà per i servizi amministrativi i call center e l'information technology. Il resto rimane nel perimetro.

 

I sindacati daranno la loro risposta sul piano industriale di Alitalia domani pomeriggio: lo ha confermato Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, parlando a margine di un dibattito alla Festa Democratica nazionale di Firenze. Tuttavia, avverte Epifani, "non dobbiamo dimenticarci che abbiamo circa tremila precari, in modo particolare sulla realtà di Roma: sono problemi molto seri e molto delicati da gestire con la dovuta attenzione". Riguardo ai margini di manovra per la trattativa, il leader Cgil osserva che "stiamo parlando di un'azienda che tecnicamente è fallita, però non possiamo dire a cuor leggero che lasciamo perdere il destino dei lavoratori.

 

SCAJOLA

 

"Meglio che ognuno faccia il suo mestiere". Così il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, intervenendo su Radio 24 esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di partecipare al piano per Alitalia. "Penso che l'impresa la debbano fare coloro che lo fanno per vocazione e mestiere, cioè gli imprenditori - ha detto il ministro - ho sempre ritenuto che ognuno debba fare il suo mestiere".

 

Scajola he comunque apprezzato "lo spirito di vicinanza e condivisione" espresso da Marrazzo con il suo gesto ma ha ribadito che "la Regione Lazio, che ha tante difficoltà, debba fare al meglio il proprio compito che è quello di servire i propri cittadini".


Il ministro ha quindi spiegato che per Alitalia occorre ''andare avanti cercando la condivisione'', l'accordo con i sindacati ma ''nessuno pensi di avere diritti di veto''. Alla domanda del giornalista che gli chiedeva di commentare le affermazioni del ministro Renato Brunetta, secondo il quale nella vicenda Alitalia occorre procedere anche senza l'accordo con i sindacati, Scajola ha ricordato che la stessa cordata ha detto che non procederà senza l'accordo con i sindacati. ''Ma l'alternativa - avverte Scajola - è il fallimento di Alitalia''.

 

La cordata di imprenditori che vuole rilevare la compagnia di bandiera - ha ribadito Scajola - non dà garanzie solo per il fatto che c'è un patto di non vendita delle proprie azioni per cinque anni ma soprattutto perche' ''non sono imprenditori del mordi e fuggi''. ''Hanno rilevanti interessi industriali in Italia e questa è la garanzia migliore. Certo il governo dovrà vigilare, guardare e controllare''.

 

Quanto ai possibili conflitti di interesse di alcuni di questi imprenditori, Scajola ha ricordato che si tratta ''di imprenditori che hanno già versato la prima parte di quote rilevanti che arriveranno fino ad un miliardo di euro. Sono cifre molto grosse a fronte del tentativo di salvataggio di un'impresa difficile. Conflitto di interesse? A me sembra che facciano soprattutto un solo interesse, quello del paese''.

 

Infine parole per rasserenare il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che dalle colonne della Stampa ha detto che il piano Alitalia non va bene auspicando che venga modificato. "Nessuno ha da temere - ha detto il ministro dello Sviluppo economico - Non c'è dubbio che uno dei problemi del sistema italiano sia la proliferazione di aeroporti uno vicino all'altro nel caso Malpensa-Linate si va anche molto indietro. C'è stata una programmazione un po' pasticciata nei decenni scorsi. Malpensa è lontano da Milano e non è ben servito, Linate è troppo nel centro della città. La programmazione nazionale calata sui territori delle regioni ha dimostrato molte falle. Gli aeroporti devono poter stare sul mercato per i servizi che offrono e per la qualità che possiedono - ha aggiunto - poi potrà incidere anche la compagnia di bandiera. Il piano presentato dalla cordata concilia queste diverse esigenze".










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