Quanto stabilito per far fronte all'emergenza campi nomadi illegali è stato considerato dalla Commissione Europea in linea con il diritto comunitario. Viminale: "Fatta giustizia delle accuse"
Bruxelles, 4 settembre 2008 - "Né le ordinanze, né le linee guida, né le condizioni di esecuzione autorizzano la raccolta di dati relativi all'origine etnica o religiosa dei censiti. Il rilievo di dati dattiloscopici è limitato solo a casi estremi", lo afferma la Commissione europea dopo aver analizzato il rapporto inviato da Roma sugli interventi decisi dal governo italiano sull'emergenza nomadi la scorsa primavera.
La Commissione europea non giudica l'opportunità o meno delle misure prese dal governo italiano, la sua analisi si limita alla "legalità" o meno dei provvedimenti messi in atto e sulla loro applicazione.Michele Cercone, portavoce del commissario alla Giustizia Jacques Barrot ha spiegato oggi in sala stampa a Bruxelles che il commissario "ha apprezzato la volontà espressa dal ministro Roberto Maroni di rispettare le normative comunitarie".
Come concordato all'inizio di luglio personalmente tra Maroni e Barrot il primo agosto scorso il governo italiano ha inviato alla commissione un rapporto sui provvedimenti in essere per fronteggiare "l'emergenza dei campi nomadi illegali", ed oggi, dopo aver esaminato il testo, la Commissione si è sentita di affermare dunque che le normative e la maniera nella quale queste sono messe in opera non violano alcuna norma comunitaria e non contengono aspetti discriminatori.
Dunque dall'esame emerge che "nè le ordinanze, nè le linee guida, nè le condizioni di esecuzione autorizzano la raccolta di dati relativi all'origine etnica o religiosa dei censiti. Il rilievo di dati dattiloscopici è limitato solo a casi estremi", ha spiegato Cercone, aggiungendo che la raccolta di impronte "non è nè sistematica nè generale" e vi si è ricorsi in un numero limitatissimo di casi "quando non è stato possibile procedere all'identificazione con altri mezzi. Queste norme sono state applicate nei confronti dei minori solo in casi strettamente necessari".
La commissione ha anche apprezzato il fatto che il governo italiano prima di varare le misure sui dati personali "ha consultato l'Autorità garante della Privacy, ottenendone il parere favorevole".
La Commissione europea ha seguito da vicino la questione sin dall'inizio, ed ha consigliato il governo su alcuni punti più delicati della normativa, e continua a seguirne l'applicazione in attesa di essere informata sull'esito finale. "La collaborazione con il governo italiano (nella messa a punto dei provvedimenti, ndr) - ha poi sottolineato Cercone - ha permesso di correggere misure che potevano essere contestabili". Ed ora il commissario Barrot "sta seguendo lo svolgersi della situazione ed ha chiesto di essere informato dei risultati finali del censimento".
SODDISFAZIONE DAL VIMINALE
''Oggi è arrivata - ha detto Maroni - la buona notizia che la Commissione ritiene questi nostri provvedimenti, cioè la nomina dei tre commissari straordinari, il censimento, le modalità con cui viene fatto, atti non discriminatori e quindi in linea con le normative europee''.
''Ero certo di questo - ha aggiunto - ma la conferma di oggi da grande soddisfazione e fa giustizia di tutte le accuse, le offese, gli insulti ricevuti in questi mesi da chi non sapeva bene di cosa stesse parlando e utilizzava questo argomento solo per fare della bassa polemica politica. Tutto ciò ci conforta e conforta la nostra azione che continueremo secondo i tempi previsti. Entro la metà di ottobre terminera' il censimento e poi saranno presi provvedimenti conseguenti per chi sara' stato censito''.
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