L'iniziativa in base all'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano. Gli inquirenti hanno chiesto l'archiviazione per le frasi di Beppe Grillo su Napolitano
Roma, 10 settembre 2008 - La Procura di Roma ha chiesto al ministro della giustizia l'autorizzazione ad avviare un procedimento a carico di Sabina Guzzanti, per quanto dichiarato dall'attrice l'8 luglio scorso, in occasione della manifestazione "No Cav Day", svoltasi in piazza Navona. La showgirl è indagata per il reato di vilipendio.
L'iniziativa dei pm Angelatonio Racanelli, Sergio Colaiocco e del procuratore capo Giovanni Ferrara, è presa in base all'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano che equipara, e quindi protegge, che la figura del pontefice a quello del Capo dello Stato.
Gli inquirenti hanno poi chiesto l'archiviazione del fascicolo riguardante le frasi pronunciate da Beppe Grillo, nella stessa occasione, e che riguardavano il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo l'interpretazione dei magistrati quelle del comico genovese erano delle battute in cui non erano contenute offese o frasi irriguardose, ma solo comiche.
La posizione di Grillo è stata valutata sotto il profilo della satira e del diritto di critica. Le parole, invece, della Guzzanti sono state valutate estremamente irriguardose nei nei confronti del Papa. L'autorizzazione al ministro è un passaggio necessario per instaurare il procedimento nei confronti dell'attrice, che comunque è stata iscritta sul registro degli indagati per l'ipotesi di reato di vilipendio. I magistrati in questi casi hanno proceduto d'ufficio.
Per quel che riguarda invece le parole della Guzzanti per Mara Carfagna, per avviare un fascicolo servirebbe una querela dello stesso ministro delle Pari opportunità. Ma ad oggi, a piazzale Clodio, non è stata ancora posta all'attenzione degli inquirenti una denuncia.
I magistrati della Procura di Roma che hanno vagliato quanto avvenuto al 'No cav Day' hanno anche preso in esame la posizione del giornalista Marco Travaglio, che era citato nell'informativa della Digos che ha motivato l'apertura del fascicolo d'indagine. Nei confronti però del giornalista non sono state riscontrate alcune notizie di reato.
Per Grillo, che pure era stato accusato, per il reato previsto dall'articolo 278 del codice penale, 'offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica', e per cui è stata chiesta l'archiviazione all'ufficio gip del tribunale di Roma, gli inquirenti hanno ritenuto scriminante il diritto di critica, garantito dalla Costituzione. Inoltre, a ragione dei magistrati di piazzale Clodio, c'è il fatto che alla luce di numerose sentenze, al linguaggio usato dai comici non si applicano i normali criteri che si adottano nel giudicare altre manifestazioni del pensiero, come ad esempio la cronaca.
L'esame del caso che ha interessato la Guzzanti è invece differente. Vuoi per le metafore usate dall'attrice e autrice teatrale e tv. Il reato per cui si procede nei suoi confronti è quello previsto dall'articolo 278 del codice penale che si estende alle offese rivolte al Pontefice sulla base del concordato tra Italia e stato Vaticano, e richiamando anche l'articolo 290 del codice penale (e non di procedura penale come si era riferito in precedenza). Qualora il ministro Alfano non desse il via libera l'inchiesta sulla Guzzanti sarà destinata all'archiviazione per mancanza di una condizione necessaria per la procedibilità.
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