Il ministro per le Pari opportunità spiega il disegno di legge che introduce il carcere per i clienti delle prostitute. "Strumento per togliere linfa al mercato e punire un fenomeno vergognoso"
Roma, 11 settembre 2008 - Il disegno di legge contro la prostituzione approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri vuole essere uno strumento "per togliere linfa al mercato della prostituzione e punire un fenomeno vergognoso". Lo ha spiegato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che ha predisposto il ddl che introduce il reato di "prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico". "Si tratta di una sanzione, la medesima sanzione - ha ribadito il ministro - che colpirà sia chi si prostituisce che coloro che se ne avvalgono".
Il ddl, ha proseguito la Carfagna, mira quindi a colpire la prostituzione in strada come un fenomeno di maggiore allarme sociale e contemporaneamente contrastare lo sfruttamento della stessa, "un fenomeno vergognoso che spesso è connesso alla riduzione in schiavitù, all'uso e all'abuso dei minori, che a volte sfocia anche in fenomeni di violenza come lo stupro, tutti fenomeni - ha concluso il ministro - che sono strettamente collegati alla prostituzione in strada".
No alle case chiuse e no alle cooperative del sesso. Il disegno di legge approvato oggi dal Governo "è contro la prostituzione e non la favorisce di certo". Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, puntualizza le finalità del provvedimento correggendo soprattutto le letture che, su alcuni organi di stampa, avevano avvalorato la tesi che sarebbero state regolamentate certe prestazioni favorendo eventuali 'cooperative del sesso'.
"Erano titoli forzati - precisa - e basta leggere la titolazione del Ddl per capirlo. Le cooperative del sesso o le case chiuse - ha quindi aggiunto - regolamenterebbero e legittimerebbero la prostituzione mentre noi intendiamo contrastarle. Poi - ha concluso - come donna e come persona impegnata nelle istituzioni la cosa mi fa rabbrividire, mi fa orrore".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione