Il ministro del Welfare: "La situazione volge alle più negative conclusioni, ci adoperiamo per evitare la mobilità". Durissime proteste dei sindacati
Roma, 12 settembre 2008 - Resta appesa a un filo la sorte di Alitalia, con una trattativa estenuante e e sempre più esili possibilità di approdare a un accordo. "La situazione dell'Alitalia volge alle più negative conclusioni", è stato il commento lapidario del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Intanto, i sindacati cercano un ultimo spiraglio per riaprire il confronto: da pochi minuti è iniziata una riunione intersindacale all'Anpac di Roma per trovare una posizione unitaria.
Per Cai ci sono poche speranze: "Non esistono più le condizioni per andare avanti con le trattative. Evidentemente non ci si rende conto della drammaticità della situazione e della necessità di una profonda discontinuità rispetto al passato", fa sapere un portavoce della società. Insomma, commenta il ministro del Lavoro, "è molto difficile fare previsioni, ma le condizioni, oggettivamente, fanno temere il peggio".
La disdetta dei contratti e l'avvio delle procedure di mobilità sono dietro l'angolo anche se Sacconi assicura che il governo si adopererà per evitare che nelle prossime ore il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, proceda in questo senso.
È infatti necessario dare alle nove sigle sindacali dei dipendenti dell'Alitalia il tempo di riunirsi e mettere a punto una posizione comune. I sindacati dal canto loro non considerano chiusa la partita ma contestano i numeri sugli esuberi forniti dalla Cai: sarebbero 5.500, a loro dire, quelli veri, di cui 1.000 piloti.
E a non venir digerito è "l'estrema rigidita" mostrata dalla Cai durante le trattative, tanto che il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia, arriva a sospettare "un disegno occulto: forse il vero obiettivo", dice il sindacalista, "è il fallimento di Alitalia, allo scopo di poterne raccogliere i cocci e poter dettare condizioni ancor più gravose per i lavoratori di Alitalia e per l'intero Paese".
Anche per Scajola non sembrano essere rimaste molte possibilità per la Nuova Alitalia: "C'è che Alitalia è fallita, che non c'è alternativa. O c'è la chiusura della trattativa in tempi brevi o il fallimento", ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico. E la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parla di "situazione complessa, fluida. Stanno lavorando, attenderei come vanno le cose".
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