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ANGOSCIA PER GLI ITALIANI SEQUESTRATI IN EGITTO

Localizzato il gruppo dei rapiti
Il Cairo: "Ostaggi illesi, stanno bene"

I nostri connazionali sono stati sequestrati durante un'escursione nel deserto a 900 chilometri a sud-ovest del Cairo. Non risulta sia in corso la preparazione di un intervento armato per liberarli

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Deserto egiziano Roma, 23 settembre 2008  - Il gruppo di rapitori degli undici turisti europei e degli otto accompagnatori egiziani e' stato localizzato. Ne ha dato notizia una fonte del ministero degli esteri sudanese, precisando che a Khartoum non risulta sia in corso la preparazione per piani di un intervento armato per liberare gli ostaggi.

 

I turisti europei, tra cui 5 italiani, rapiti nel deserto del Sahara, al confine tra Egitto e Sudan, sono "illesi" e in condizioni di salute "molto buone". Lo ha confermato il ministro del Turismo egiziano, Zuhair Garana. "Questa mattina abbiamo avuto le ultime notizie dagli ostaggi", ha riferito Garana. "Abbiamo informazioni sicure e attendibili che tutti i rapiti stanno bene, in condizioni di salute molto buone, con cibo e acqua a sufficienza". Insomma, "non sono stati trattati male", ha puntualizzato il ministro.

 

LA VICENDA

La Farnesina lavora alacremente, ma "nel più stretto riserbo" alla liberazione dei cinque ostaggi italiani, che sono stati rapiti nel sud ovest dell'Egitto. Nelle ultime ore "non sono emerse novità nè elementi nuovi", dicono però al ministero degli Esteri, dove per ora non confermano neanche la richiesta di un pagamento di riscatto.

 

Gli undici turisti (oltre ai cinque italiani, altrettanti tedeschi e un rumeno), insieme agli 8 egiziani che li accompagnavano (quattro autisti, due guide, il proprietario dell'agenzia di viaggio e un agente di sicurezza) sono stati rapiti da sconosciuti, probabilmente banditi senza motivazioni politiche, vicino al confine tra Egitto, Sudan e Libia. E secondo fonti ufficiali egiziane, il gruppo è stato successivamente trasportato in territorio sudanese, dove l'Egitto ha inviato un team di 007 perchè collabori con le autorità locali al rilascio degli ostaggi.

 

Nelle ultime ore, fonti non confermate hanno rivelato che i rapitori avrebbero minacciato di uccidere gli ostaggi se saranno fatti tentativi di liberarli con un blitz militare. Secondo la fonte, uno degli ostaggi, un operatore turistico, ha contattato la moglie tedesca e le ha riferito della minaccia, che la donna ha riportato alle autorità egiziane. I turisti stavano compiendo un'avventurosa escursione nelle Gole delle Acacie al confine tra l'Egitto e il Sudan, una zona ricca di reperti archeologici, e dove non erano mai stati rapiti turisti stranieri.

 

Secondo la fonte, le autorità egiziane sono risalite alle telefonate sudanesi fatte dall'ostaggio alla moglie. Stamane il quotidiano al-Ahram ha citato il ministro del turismo Zoheir Garrana, secondo gli ostaggi sono comunque tutti in buone condizioni.

 

E mentre un portavoce del ministero degli esteri tedesco, ha assicurato che la Germania lavora a "una rapida soluzione" della vicenda, il titolare dell'agenzia di viaggi alla quale si erano rivolti i cinque turisti torinesi, si è detto fiducioso. "Siamo in continuo contatto con i nostri colleghi egiziani e a quanto ci risulta tutte le persone sequestrate stanno bene, anche se non sono ancora state liberate". "Le notizie - ha proseguito Lizzi - a volte sono un poco confuse e frammentarie, ma a quanto ne sappiamo noi le persone rapite dovrebbero ancora essere in Egitto, a circa due chilometri di distanza dal confine con il Sudan". "Inevitabilmente - ha concluso - siamo preoccupati, ma fiduciosi che la situazione si risolva al più presto".

 

I NEGOZIATI

Le autorità tedesche starebbero negoziando il pagamento di un riscatto per il rilascio dei cittadini tedeschi, italiani, rumeni ed egiziani presi in ostaggio ad Assuan, nell'ovest dell'Egitto. E' quanto avrebbe detto il ministro egiziano per il Turismo, Zoheir Garana, secondo quanto riferito dall'agenzia semi-ufficiale Mena. I rapitori avrebbero chiesto inizialmente 15 milioni di dollari. Ma Garana ha spiegato che l'ultima richiesta sarebbe di poco più di 6 milioni.  Il ministero degli Esteri tedesco ha confermato soltanto di avere allestito una "unità di crisi" per negoziare con i rapitori e ottenere il rilascio degli ostaggi. 
 










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