Il presidente Usa, dopo il no della Camera al piano di salvataggio, torna alla carica. In Europa le Borse respirano. Bce: "Abbiamo i mezzi per affrontare la crisi". Unicredit: giornata di passione a Piazza Affari
Roma, 30 settembre 2008 - Il presidente Usa George Bush sale di nuovo sul podio e questa volta sferza il Congresso che ieri ha bocciato il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari per far fronte alla crisi Usa. "Il Congresso deve agire" ha detto Bush in un ennesimo intervento televisivo sulla crisi. "Assicuro i nostri cittadini e i cittadini del mondo - dice Bush - che questa non è la fine del processo legislativo".
"Siamo in un momento critico - aggiunge riferendosi al no della Camera al piano di salvataggio - per l'economia e abbiamo bisogno di indirizzare le attività in difficoltà per consentire all'economia americana di riprendere a svilupparsi". Per Bush serve comunque un'azione decisa del governo. "Se la nazione continuerà su questa strada - spiega - il danno economico sarà doloroso e duraturo".
Con i mercati finanziari sulle montagne russe, la responsabilità del futuro dell'economia mondiale sulle spalle, i consiglieri economici della Casa Bianca e i rappresentanti del Congresso hanno ripreso quindi oggi a trattare per cercare una nuova soluzione che possa approdare a Capitol Hill. Secondo prime indiscrezioni la nuova proposta, che sarà votata giovedì al Congresso (oggi il Congresso è chiuso per la festività del Rosh Hashanah, il capodanno ebraico) manterrà comunque l'impianto del piano che Repubblicani e Democratici hanno respinto ieri alla Camera.
Il presidente USa assicura dunque che i suoi consiglieri economici lavoreranno a stretto contatto coi parlamentari per consentire al piano da 700 miliardi di dollari di decollare. Wall Street raccoglie l'invito e rimbalza, chiudendo la seduta con forti rialzi. Al termine della giornata e dopo le operazioni di compensazione il Dow Jones ha guadagnato 485,21 punti (+4,68%) a 10.850,66 punti, il Nasdaq è salito di 98,60 punti (+4,97%) a quota 2.082,33 punti, mentre lo S&P 500 ha recuperato 58,35 punti (+5,27%) a quota 1.164,74 punti.
Europa. A Francoforte l'indice Dax chiude a 5.830,49 punti (+0,4%). Il Cac 40 di Parigi termina a 4.039,62 punti (+2,18%). Il Ftse-100 di Londra chiude a 4.902,45 punti (+1,74%). Lo Swiss Market conclude a 6.671,87 punti (+2,64%). Resta al palo Milano con il Mibtel che lascia sul terreno lo 0,56% a 19.512 punti.
Sul listino di Piazza Affari incide in particolare la pesantezza di alcuni titoli guida, come Unicredit, anche oggi in grave difficoltà, più volte sospesa per eccesso di ribasso; male anche Telecom, Fiat e Finmeccanica, mentre sono andati bene gli energetici, assicurativi, Parmalat, Mediaset e Autogrill.
Intanto in Italia, dopo l'intervento di Bankitalia di ieri, oggi è il premier Silvio Berlusconi a dire che lo scenario è difficile ma che lui non è pessimista, mentre il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti assicura che le conseguenze sul sistema finanziario italiano della crisi Usa restano contenute e che la situazione di liquidità delle banche italiane è adeguata. I governi di Francia, Belgio e Lussemburgo corrono in soccorso della banca Dexia, con un'iniezione di liquidità di oltre 6 miliardi di euro e il governo irlandese vara un piano per garantire per due anni tutti i depositi bancari, mentre a Parigi Sarkozy convoca i vertici bancari ed assicurativi e li invita a garantire il credito alle imprese e alle famiglie.
TRICHET: ABBIAMO I MEZZI PER AFFRONTARE LA CRISI
La Bce provvederà i mercati di liquidità supplementare finchè ciò si renderà necessario ma manterrà una netta divisione tra interventi di questa natura e la sua politica monetaria. Lo ha affermato il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, nel corso di una cerimonia commentando gli sviluppi della crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti. "La Bce continuerà a sostenere l'accesso delle banche solvibili alla liquidità e il funzionamento del mercato monetario - ha spiegato - per tutto il tempo necessario".
Il banchiere, parlando poi in una intervista a France 2, ha assicurato che "noi abbiamo tutti gli strumenti necessari per fronteggiare una crisi che viene da oltre Atlantico e che non abbiamo creato noi". L'Europa, ha sottolineato, non deve imitare le soluzioni degli Usa, ma trovarne di proprie perchè "i Paesi europei sono capaci di reagire velocemente e bene alla crisi".