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SBARCO A MAZARA

I clandestini arrivano in barca a vela

Cinquantuno immigrati tra i quali anche donne e bambini sono approdati all'alba su una barca a vela di 15 metri. Avevano solo un cellulare privo di credito e dunque potevano comporre solo numeri di emergenza

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Un barcone di immigrati Palermo, 1 ottobre 2008 - Cinquantuno immigrati tra i quali anche donne e bambini sono approdati all'alba a Mazara del Vallo (Trapani) su una barca a vela di 15 metri che era stata soccorsa nel Canale di Sicilia dopo una telefonata al 112 dei carabinieri.

I migranti erano forniti di un semplice cellulare privo di credito e dunque potevano comporre solo numeri di emergenza. La prima chiamata, ricevuta dalla centrale operativa dei carabinieri di Marsala, risale al mezzogiorno di ieri quando gli extracomunitari non avevano saputo fornire alcuna indicazione utile a localizzare la loro posizione. Solo in serata hanno potuto dire ai militari il nome di una nave che avevano avvistato.

 

Grazie ai registri della Capitaneria di porto si è ricostruita la rotta di quella nave e così si è risaliti alla zona in cui si trovava la barca a vela. Da Mazara è salpata la motovedetta della Guardia costiera CP850, ma il tentativo di soccorso quando era ormai notte è fallito a causa delle avverse condizioni del mare, forza 5.

Dalla base di Trapani Birgi si è levato in volo un elicottero militare che ha locallizato la barca a vela, infine raggiunta dalla motovedetta 811 dei carabinieri e condotta nel porto di Mazara, da dove 4 dei 51 immigrati sono stati trasferiti in ospedale perchè accusavano malesseri e vomito. I carabinieri hanno avviato indagini per risalire al proprietario della barca a vela, un bialbero, che si presume sia salpata da un porto della Tunisia.










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